Giancarlo Liuti, un grande maestro
«Il suo equilibrio e la sua saggezza
emergevano in ogni circostanza»

LUTTO A MACERATA – Il ricordo di Ugo Bellesi, con cui ha lavorato per tanti anni. Non ci sarà il funerale, secondo le volontà dello stesso Liuti, scomparso ieri a 86 anni. La camera ardente è stata allestita nella abitazione, in tanti stanno facendo visita alla moglie, Giovanna Marchetti. Il cordoglio del Comune attraverso una nota del sindaco Parcaroli
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Giancarlo Liuti con la moglie Giovanna Marchetti

 

«Con Giancarlo ho perso un fratello», il dolore del collega Ugo Bellesi per la scomparsa del giornalista Giancarlo Liuti, morto ieri pomeriggio a 86 anni: le sue condizioni erano precipitate lo scorso luglio dopo una brutta caduta in casa. Anche il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, attraverso una nota del Comune, ha ricordato oggi il giornalista che dal 2009, per dieci anni, è stato parte della famiglia di Cronache Maceratesi curando una rubrica settimanale, “La Domenica del villaggio” in cui anche ha proposto alcune nuove interviste impossibili. Un maestro per tutti noi. «Una penna sempre costruttiva e stimolante, acuto osservatore delle dinamiche sociali» scrive Parcaroli.

Al momento il feretro è a casa, in via Cioci, a Macerata, dove è stata allestita la camera ardente: tanti amici e conoscenti stanno andando a fare visita e portare le condoglianze alla moglie, Giovanna Marchetti, insegnante in pensione (la coppia non aveva figli) che le è sempre stata accanto fio all’ultimo. Non ci sarà il funerale, secondo la volontà di Liuti, e il corpo sarà cremato. Le ceneri poi verranno restituite alla moglie in un’urna che le sarà consegnata il 2 ottobre, casualmente proprio il giorno dell’anniversario del matrimonio della coppia.

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Ugo Bellesi e Giancarlo Liuti

Tra chi con Liuti è cresciuto e ha condiviso per anni il percorso professionale, c’è il giornalista Ugo Bellesi, anche lui collaboratore in questi anni di Cronache Maceratesi, dopo una carriera trascorsa al Resto del Carlino. «Con Giancarlo Liuti ho perso non solo un caro amico e un grande collega ma anche un vero fratello per i lunghi anni che abbiamo lavorato insieme nella redazione maceratese de “Il Resto del Carlino”, fianco a fianco per affrontare ogni giorno gli eventi di un’intera provincia scegliendo quelli cui dare maggiore importanza in base alle notizie che arrivavano dai corrispondenti dei maggiori comuni del territorio, dai collaboratori e dalle fonti di informazione – ricorda Ugo Bellesi -. Fonti di informazione che a quei tempi erano sempre molto riservate. Non avevano gli uffici stampa e le notizie trapelavano con grande fatica.
Ma era un lavoro che ci entusiasmava perché avevamo molta autonomia rispetto alla sede centrale di Bologna per cui sentivamo il giornale come “nostro” e quindi era maggiore la nostra responsabilità nel selezionare le notizie, nell’aumentare le vendite, nel contenere le spese eccetera. E quando andavamo in centro c’era gente che ci fermava per contestare qualche inesattezza o anche per farci un elogio. C’era quindi un rapporto diretto con i nostri lettori e anche questo ci faceva anche piacere. I momenti più sereni, e direi quasi più belli, erano la sera, dopo cena, quando non c’era più tempo per modificare le pagine, anche se fosse accaduto qualche evento improvviso».

LIUTIEcco, la sera, la fine della giornata lavorativa, ricorda Bellesi raccontando di una città diversa. Usciti dal lavoro «punto di riferimento era il Bar dello Sport, ai piedi di piaggia della Torre, dal quale si partiva in quattro-cinque o sei per fare lunghe passeggiate per le mura che terminavano verso mezzanotte. E facevamo discussioni appassionate sui fatti del giorno, ma soprattutto sui problemi della città e della regione. Nessuno ragionava mai per partito preso ma a mente aperta si esaminavano tutti gli aspetti della situazione». Bellesi ricorda che «era stato Giancarlo a portarmi al Carlino. E l’ho ringraziato sempre per questo. Abbiamo stretto subito amicizia e ho conosciuto anche i genitori, oltre ai fratelli. E’ stato per me un maestro in quanto il suo equilibrio e la sua saggezza, emergevano in ogni circostanza. Ricordo ancora i viaggi che dovevamo fare a Bologna prima per il corso sull’impiego della telescrivente e poi per specializzarci nell’uso del computer. Di tutti noi era quello che sapeva meglio parlare in pubblico. Era preciso e circostanziato in ogni argomento, come nella scrittura sempre brillante. E’ per questo che il nostro direttore di allora, Giovanni Spadolini, diceva che lo avrebbe visto bene nella carriera di notaio. Professione da cui Giancarlo rifuggiva assolutamente. Infatti era nato giornalista e lo ha fatto ai massimi livelli, partendo dalla cronaca cittadina per arrivare agli eventi nazionali e internazionali, di cui si è occupato sempre con stile, equilibrio e grande saggezza. A Giovanna un abbraccio forte e le condoglianze più affettuose e sentite».

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Uno degli scritti di Liuti pubblicati nelle antologie della De Agostini per le scuole medie

Dal ricordo personale, a quello istituzionale del sindaco Sandro Parcaroli da cui traspare comunque emozione: «Il mondo del giornalismo e l’intera città di Macerata oggi sono in lutto per la scomparsa di Giancarlo Liuti, una penna straordinaria, una persona discreta e acuta. Attento alla politica, alla società e alla persona, la sua penna era sempre costruttiva e stimolante, un acuto osservatore delle dinamiche sociali e umane, un uomo colto e riservato, un maestro e un punto di rifermento per il giornalismo, non solo locale». «Giornalista tra i più prestigiosi in Italia – ricorda il Comune -, dotato di grande e raffinato umorismo, sempre discreto ma acuto nelle sue analisi e commenti, Giancarlo Liuti amava molto la sua città di adozione (era nato a Jesi il 7 novembre del 1933, ndr), Macerata, che non ha mai voluto lasciare neppure per testare nazionali prestigiose».

Il nome e la sua persona sono state legate anche al comune di Macerata, dove suo fratello Fabrizio, scomparso qualche anno fa, ha diretto negli anni ‘80 e ‘90 l’Ufficio stampa istituzionale. Non solo giornalista ma anche scrittore, alcuni degli articoli di Liuti sono stati pubblicati in libri di testo per la scuola. Famose le sue interviste impossibili, per tanti anni è stato inviato sui fatti più importanti di cronaca.

(redazione Cronache Maceratesi)

Giornalismo in lutto: addio a Giancarlo Liuti, una penna d’altri tempi

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Giancarlo Liuti: “La mia Macerata”

 



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