Un anno di Pdta dell’ovaio, Pelagalli:
«Diagnosticati 30 carcinomi ovarici
Sta bene il 98% delle pazienti operate»

VIDEOINTERVISTA al primario dell'Unità di Ginecologia e Ostetricia direttamente dalla sala operatoria. Presentati i risultati ottenuti grazie al percorso
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L'intervista al dottor Pelagalli direttamente dalla sala operatoria

di Alessandra Pierini

«Duecento pazienti monitorate, diagnosticati 30 carcinomi ovarici di cui il 50% in stadio avanzato e il 98% delle pazienti operate è vivo e si trova in un periodo libero da malattia». Mauro Pelegalli, primario dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Macerata esulta per i risultati ottenuti nel primo anno di attivazione del Pdta (percorso diagnostico terapeutico e assistenziale) dell’ovaio.

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Il dottor Pelegalli intervistato in sala operatoria

Il dottore, che ha lavorato convintamente per l’attivazione del servizio, ci ha presentato i dati raccolti direttamente dalla sala operatoria in compagnia di due dei ferristi. «Abbiamo avuto 47 pazienti con endometriosi pesante e in 50 pazienti con patologie non maligne ma con disturbi e fastidi  a cui non si poteva dare risposta se non con questo percorso».
Come accedere al percorso?
«Tutto si svolge il lunedì mattina, la segnalazione parte dal medico di famiglia o dal collega ginecologo o da un ecografista. Dal momento della segnalazione, la paziente viene vista entro il lunedì successivo e viene valutata dal nostro team.

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Il dottor Pelagalli durante un intervento in 3d

Questo consente di avere diagnosi precoci che in caso di carcinoma, una patologia silenziosa e infida, è fondamentale». Il percorso ha a disposizione strumenti avanzati: «Abbiamo uno strumentario fondamentale e una apparecchiatura in 3d che consente la migliore visualizzazione degli spazi anatomici e delle neoplasie».
Siamo in un periodo preelettorale, cosa chiede ai candidati?
«Apprezzeremo chi saprà prendersi cura della salute delle donne».

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