Le tombe romane? Ruderi ingombranti
Abbandonate a Civitanova dal 1974,
verranno sotterrate di nuovo

I RESTI di 70 manufatti antichi erano stati scoperti oltre quarant'anni fa. Sono rimasti sempre nell'incuria, ammassati nell'area del depuratore. Ora la giunta, causa lavori, ha deciso di sotterrarle. Pasticcio delibera: c'è scritto che tutte verranno sepolte. L'Archeoclub: «E’ un errore, l'accordo era salvare un blocco e sistemarlo nella zona Cecchetti»
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Le tombe abbandonate nell’area del depuratore

 

di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)

A Civitanova ci sono i resti di 70 tombe di epoca romana. Però quasi nessuno lo sa. E non si sa perché quelle tombe non sono esposte in un museo, in una sede istituzionale o in uno spazio privato. Non sono nemmeno fruibili all’aperto, al pubblico. Da oltre 40 anni sono ammassate nell’area del depuratore. E ora che incombono i lavori in quella sede, quei resti, anziché essere un patrimonio da valorizzare, sono ruderi ingombranti, fastidiosi per i quali va trovata una soluzione. Bene, si dirà, verranno valorizzati in un percorso museale.

antiche-tombe-pietre-reperti-archeologici-depuratore-atac-civitanova-FDM-2-325x217No, saranno rimessi dove sono sbucati. Sottoterra. E il Comune spende pure 7mila euro per interrarli e farli sparire. Almeno così c’è scritto in una delibera di giunta, la 222 del 9 luglio 2020 che testuale, scrive: «Si ritiene pertanto opportuno spostare gli stessi in un’area adiacente al depuratore comunale, sempre di proprietà del Comune, e interrarli al fine di preservarne lo stato di conservazione, in attesa di un futuro collocamento in un’area o stabile consono». Che viene da pensare: se in 40 anni che erano a disposizione nessuna amministrazione ha sentito l’esigenza di valorizzarli, chi mai lo farà una volta che scompariranno di nuovo alla vista? E’ il paradosso di una Italia che trabocca di reperti archeologici e che anziché valorizzarlo, li considera un disturbo.

antiche-tombe-pietre-reperti-archeologici-depuratore-atac-civitanova-FDM-1-325x217E’ successo così anche nel 1974 quando durante i lavori per la realizzazione del sottopasso di via Buozzi emersero dal sottosuolo le tombe romane. I pezzi più preziosi come monete e monili furono acquisiti dal museo archeologico delle Marche, ma i resti delle tombe rimasero a Civitanova, buttati nell’area del depuratore. Il progetto era quello della realizzazione di un percorso museale nell’area dove attualmente sorge la zona Cecchetti. Museo mai realizzato così come il sottopasso che era previsto nella convenzione come opera pubblica da realizzare a carico del privato.

antiche-tombe-pietre-reperti-archeologici-depuratore-atac-civitanova-FDM-3-325x217E con buona pace dell’Archeoclub che ha tentato in varie occasioni di sollecitare un intervento. Una scelta che appare incomprensibile e che stride e grida vendetta. In realtà, cercando di capirci qualcosa è emerso che ad essere sbagliata è la delibera: «quattro mesi fa ci siamo incontrati con la Sovrintendenza e il Comune – spiega Roberto Giannoni dell’Archeoclub -. L’accordo era di sotterrare una parte e preservare un blocco più pregiato di circa 3 metri per 3 da collocare nella zona Cecchetti, vicino al tornio». Dopo una verifica col segretario comunale effettuata dall’Archeoclub pare che la delibera sia sbagliata nel contenuto e contenga un enorme refuso e che verrà ritirata e riscritta da capo. I 7mila euro stanziati dal Comune sarebbero per lo spostamento di una delle tombe, mentre a pagare l’interramento della restante parte dei resti sarà Atac. Ma in una città in cui si spendono 135mila euro per un evento temporaneo dedicato ai motori, appare francamente surreale che per 40 anni non si sia trovato un euro per la ricostruzione del passato in un percorso degno di questo nome.

 



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