«Chiarezza sull’assegnazione delle Sae»,
il sindaco di Visso scrive a Borrelli

SISMA - Il primo cittadino sull'ordinanza 614: «Contiene disposizioni che comporterebbero anche la decadenza del diritto alle casette per tutti gli assegnatari che possiedono un'abitazione agibile nel nostro comune o in quelli vicini». Intanto l'associazione “La terra trema noi no” ha presentato il ricorso al Tar del Lazio sulla questione del Cas
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Il sindaco di Visso, Gian Luigi Spiganti Maurizi

 

di Monia Orazi

Una legge che faccia chiarezza una volta per tutte sui requisiti di assegnazione delle soluzioni abitative di emergenza, per evitare discriminazioni: a chiederlo in una nuova lettera inviata al capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, è il sindaco di Visso, Gian Luigi Spiganti Maurizi, che già lo scorso maggio aveva sollevato problemi di applicazione delle ordinanze 614 e 670 formate da Borrelli. Intanto in una nota l’associazione “La terra trema noi no”, annuncia di aver presentato ricorso al Tar contro le disposizioni sul Cas, contenute nell’ordinanza 670. «Le disposizioni contenute nell’ordinanza 614 – scrive Spiganti – ed i pareri resi a questo ente in riferimento all’applicazione di alcuni articoli (1, 3, 6) comporterebbero, tra l’altro, la decadenza del diritto alla Sae per tutti gli assegnatari che possiedono un’abitazione agibile nel nostro comune o in quelli confinanti. Disposizione in contraddizione con quelle impartite per l’assegnazione iniziale e che stanno destabilizzando i nuclei familiari interessati, i quali stanno valutando seriamente l’ipotesi di lasciare il nostro territorio con conseguente ulteriore calo della popolazione e ripercussioni sia di carattere sociale che economico».

Le conseguenze per Visso, secondo il sindaco si ripercuoteranno anche sugli altri servizi alla popolazione: «Gli effetti di tale situazione si rifletteranno inevitabilmente anche su servizi quali quello sanitario e scolastico, strettamente legati alla popolazione presente sul territorio. Da sindaco ritengo che nella situazione attuale debbano essere posti in essere, tutti gli atti necessari al mantenimento della popolazione sul territorio comunale, incentivando le scelte di quei cittadini che hanno deciso di rimanere, scommettendo ancora una volta sul proprio futuro in questi luoghi». Nel mirino del sindaco di Visso la differenza tra i criteri di assegnazione della Sae e la decadenza a seguito dell’autocertificazione presentata ai sensi dell’ordinanza 614, come già scritto nella lettera da lui stesso inviata a Borrelli ad inizio maggio: «Il riferimento è alle fattispecie che comportano la decadenza del diritto alla Sae per tutti coloro che possiedono una abitazione agibile nel nostro comune o in quelli confinanti – aveva scritto Spiganti – nel corso degli anni c’è stato un trasferimento di parte delle popolazione delle frazioni di Visso e di altri comuni della vallata nel nostro capoluogo per motivi di necessità, logistica, lavorativi, presenza delle scuole, dei servizi sanitari e del trasporto pubblico. Popolazione che spesso ha acquistato o preso in locazione abitazioni nel capoluogo o nelle immediate vicinanze, ovvero in quei contesti che a seguito degli eventi sismici sono risultati maggiormente danneggiati, al contrario delle altre frazioni che presentano minor livello di danneggiamento, un maggior numero di abitazioni agibili, ma una logistica decisamente meno favorevole per risiedervi per i motivi sopra elencati».

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Le sae di Visso

Prosegue il sindaco di Visso: «Nuclei familiari che nonostante gli stravolgimenti dovuti al sisma hanno comunque deciso di rimanere a Visso, richiedendo l’assegnazione di una Sae, nonostante gli enormi sacrifici che questo ha fino ad ora comportato e comporterà nei prossimi anni, talvolta possedendo abitazioni agibili nelle più distanti frazioni di Visso o dei confinanti comuni. Nuclei familiari che oggi vedono decadere la loro assegnazione della Sae, effettuata originariamente sulla base del criterio della stabile ed abituale dimora e non per l’assenza di altre sistemazioni di proprietà, fattispecie introdotta dalla ordinanza 614/2019 ed oggi motivo della decadenza». Su questo il primo cittadino chiede un nuovo atto che faccia chiarezza. A seguito del recente incontro tra il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini ed il capo nazionale di Protezione civile Angelo Borrelli si è appreso che è in corso di preparazione una nuova ordinanza, che tra gli altri chiarirà questi aspetti.

Intanto come annunciato nel corso di una recente assemblea, l’associazione “La terra trema noi no”, ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la nuova ordinanza 670, riguardante il contributo di autonoma sistemazione. Lo annunciano i componenti in una nota: «Come preannunciato durante la partecipata assemblea pubblica nella quale si sono spiegati i motivi del ricorso, l’associazione “La terra trema noi no” in collaborazione con un pool di avvocati guidato dall’avvocato Jacopo Severo Bartolomei, ha presentato il ricorso al tribunale amministrativo regionale del Lazio, contro la nuova ordinanza n.670 del capo di Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli, riguardante le modifiche sulla concessione del contributo di autonoma sistemazione (c.a.s.) – scrivono – ci troviamo in una situazione di forte disagio, precarietà e difficoltà economica nel bel mezzo di un doppio stato di emergenza covid-terremoto. Oltre ai contenuti che sono discriminatori, i tempi ed i modi in cui viene emanata l’ordinanza che vuole risparmiare sui costi di un contributo che a quanto sembra non ha nemmeno un programma di spesa certo richiesto ed approvato dal Ministero dell’economia e delle finanze». Concludono i responsabili dell’associazione: «Siamo in balia di una politica inetta ed improvvisata, sorda ai nostri problemi che addirittura si permette di dimenticarsi di noi nel decreto legge rilancio. Di 55 miliardi nemmeno un centesimo per il pacchetto ricostruzione terremoto».

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