Covid all’Hotel House,
scattano tamponi a tappeto
Container per fare i test

PORTO RECANATI - Cinque le persone positive, oggi la riunione tra Gores, prefettura, sindaco, Asur e Provincia per stabilire le misure da adottare. I controlli su tutti i 1.309 residenti. Chi vive nel mega condominio è preoccupato: «Servono più controlli. Appena sono ripresi gli spostamenti sono arrivati i contagi»
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Il prefetto Iolanda Rolli durante una visita all’Hotel House

 

Tamponi a tappeto all’Hotel House e quattro container che saranno piazzati al palazzone multietnico di Porto Recanati. Tutti i 1.309 residenti saranno sottoposti ai test per capire se abbiano contratto il Covid. Cinque le persone positive al Coronavirus nel mega condominio, sono tutti pachistani. Dopo i primi due casi, se ne sono verificati altri tre, si tratta di persone che conoscono i primi due contagiati. Tre casi emersi su 41 tamponi effettuati tra sabato e ieri, mentre ne complesso sono stai 59 i test eseguiti.

Oggi nel pomeriggio si è svolta nella sala Soup della Regione e in prefettura a Macerata una riunione del Comitato Operativo Regionale (Cor) a cui hanno partecipato online il prefetto di Macerata Iolanda Rolli, il presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari, il sindaco di Porto Recanati Roberto Mozzicafreddo oltre al direttore generale di Asur Nadia Storti e al Gores. Presenti anche il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Michele Roberti, il questore di Macerata, Antonio Pignataro, il colonnello Amedeo Gravina, comandante provinciale della Guardi di finanza. La riunione è stata convocata per affrontare il tema della gestione dei casi di positività al Covid-19 rilevati all’interno dell’Hotel House.

«Si conferma che domani proseguirà la fase operativa dell’indagine epidemiologica, con tamponi a tappeto già avviata sin dalla positività del primo caso, con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza sanitaria – dice il Gores in una nota -. Saranno dunque effettuati ulteriori tamponi e controlli, che si aggiungono ai 59 realizzati finora (di cui 41 nella giornata di ieri). Fino a questo momento si conferma che i casi riscontrati sono cinque».

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L’Hotel House di Porto Recanati

«Abbiamo immediatamente convocato il Gores e tutti i soggetti istituzionali interessati – spiega la dirigente del servizio Sanità Lucia Di Furia – e, per poter procedere velocemente, è stato anche richiesto l’ausilio di 5 mediatori culturali che collaboreranno nel dialogo con i residenti». L’intenzione condivisa è quella di mappare tutti i possibili positivi in breve tempo. «Sono presenti alcuni casi di positività – afferma il Dg di Asur Nadia Storti – ma non dobbiamo avere paura. Ora siamo noi a cercare gli asintomatici. Riusciremo sicuramente a raggiungere il nostro obiettivo come avvenuto fino a questo momento». I tamponi verranno effettuati d’accordo con i residenti e loro mediatori culturali in modo da smaltirli in pochi giorni. Nel pomeriggio di oggi è stato eseguito un sopralluogo e da domani la Protezione civile potrà installare due moduli per fare i tamponi, uno per i servizi igienici, e un altro per ciò che concerne la vestizione oltre a uno spazio adibito come ufficio per le attività di supporto ad Asur. Il Cor tornerà a riunirsi nel pomeriggio di domani alla presenza di tutti i soggetti istituzionali interessati.

«Faremo gli screening a tutti per stare tranquilli. I residenti al momento sono 1.309 e da domani la Protezione civile inizierà a montare i container in modo che gli operatori abbiano un posto dove poter effettuare i test. Poi dovrebbero iniziare i test da mercoledì» dice il sindaco Roberto Mozzicafreddo.

Più controlli è anche ciò che chiedono le persone che vivono all’Hotel House. «In questo periodo di solito arrivano molti venditori ambulanti che poi vanno sulle spiagge. E servono più controlli» dice Mouad Dalimi, marocchino, che vive dal 2009 all’Hotel House. Da pochi mesi lui e sua moglie hanno avuto una bimba e con loro ci sono anche i genitori anziani di lui. Dopo gli ultimi cinque casi di Covid accertati nel condominio, persone che lui non conosce, è preoccupato, ma è anche convinto che il virus sia arrivato da fuori e per questo non tollera che si spari a zero su tutti coloro che lì ci vivono regolarmente. «Appena sono ripresi gli spostamenti sono arrivati anche i primi contagi. Secondo me è gente che arriva da fuori e che non vive qui. Per questo penso siano mancati i controlli. Devo ringraziare i portieri e gli agenti di polizia che durante l’emergenza ci hanno aiutato molto a tenere sotto controllo la situazione, ma adesso sono preoccupato, per mia figlia e per i miei genitori soprattutto. E poi fa male il solo pensiero di poter vanificare tutti gli sforzi e i sacrifici fatti in questi mesi».

(redazione CM)

(Ultimo aggiornamento alle 19)

Altri tre contagi all’Hotel House, riunione d’urgenza con la Prefettura

 



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