Treia, Maccioni stoppa Patassini:
«Le sue sono solo illazioni»

IL DIRETTORE dell'Area Vasta 3 replica al deputato leghista sui casi di contagio e sulla gestione dell'ospedale cittadino
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Alessandro Maccioni, direttore dell’Area Vasta 3

 

«Nelle strutture di Treia non ci sono state, durante la degenza, vittime da Covid-19 e costituiscono solo delle illazioni le affermazioni di chi in questo momento particolare dovrebbe collaborare per la risoluzione delle criticità». Sono le parole del direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni, che risponde così alle critiche del deputato leghista Tullio Patassini. L’esponente treiese del Carroccio nei giorni scorsi, oltre aver parlato di morti sospette, aveva criticato tanto l’Asur quanto l’amministrazione comunale per gli 11 casi di Coronavirus (sette pazienti e quattro operatori sanitari) registrati nell’ospedale di Treia. La struttura ospita la degenza di cure intermedie (al piano secondo) e di riabilitazione intensiva extraospedaliera (al piano primo). Ed tra i pazienti e gli operatori del secondo piano che si sono registrati i contagi.  «Come è accaduto nella maggior parte delle strutture residenziali nazionali – replica Maccioni – sette ospiti delle cure intermedie di Treia sono risultati positivi al Covid-19 unitamente a quattro operatori che li assistevano, mentre gli ospiti ricoverati in Riabilitazione sono risultati tutti negativi, compresi i medici ed il personale sanitario assegnato. I pazienti positivi delle Cure Intermedie sono stati immediatamente trasferiti nei centri Covid della provincia e messi in sicurezza mentre i pazienti non interessati al contagio sono rimasti nella struttura di Treia. L’attività è regolarmente proseguita invece nel reparto di Riabilitazione che, anche a seguito della esecuzione dei tamponi tutti negativi, non ha evidenziato criticità; mentre nelle cure intermedie sta proseguendo la degenza per gli otto pazienti risultati negativi e si sta predisponendo il secondo campionamento di controllo».  Maccioni dopo aver chiarito come è stata gestita l’emergenza, spiega quali misure sono state messe in campo per garantire comunque il servizio. «Si è provveduto da lunedì 6 aprile alla seguente riorganizzazione: – continua il direttore dell’Area Vasta 3 – copertura di pronta disponibilità per le urgenza dei medici del reparto di riabilitazione 8-20; accordo con i medici della continuità assistenziale che rimangono in servizio dalle 20 fino alle 10 del giorno seguente nei giorni feriali per continuità della gestione clinica quotidiana dei pazienti degenti; assegnazione temporanea di una unità infermieristica del reparto di riabilitazione alla cure intermedie. Relativamente alle attività ambulatoriali che vengono ancora garantite si fa presente come le stesse siano state tutte sospese ad esclusione delle prestazioni con priorità breve o urgenti. I prelievi vengono garantiti solamente  alle persone che necessitano di prestazioni urgenti oppure in stato di fragilità come i malati oncologici, donne in stato di gravidanza. Le stesse prestazioni, peraltro, vengono eseguite in locali completamente autonomi e separati dalle stanze degenza. L’attività sanitaria nella struttura di Treia dell’Asur AV3 – conclude Maccioni – continua in piena sicurezza con l’impegno di tutto il personale operante, compresi i medici della continuità assistenziale che quando interpellati non hanno esitato a fornire il loro apporto».

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