Patassini contro Asur e Inrca:
«Serve potenziare le protezioni»

L'APPELLO del deputato leghista rivolto al governatore Luca Ceriscioli. Nel mirino anche l'Area vasta 3: «All'ordine dei medici ho donato io visiere e camici. Il direttore ha rimandato l'apertura del reparto Covid all’ospedale di Macerata perché si è accorto last minute che la sosta selvaggia avrebbe impedito alle ambulanze di procedere»
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Tullio Patassini

 

«Serve un immediato cambio di passo della Regione con potenziamento reale, non solo annunciato, della rete di protezione Covid per diagnosi e trattamento dei nostri anziani». A dirlo Tullio Patassini, deputato leghista che punta il dito contro l’organizzazione sanitaria regionale per quanto riguarda i dispositivi di protezione ai medici.

Per Patassini «è grave che Gianni Genga, direttore generale dell’Inrca, eccellenza regionale per la geriatria, evacui il reparto di medicina dell’ospedale di Osimo solo dopo le sollecitazioni del sindaco e ammettendo candidamente di non sapere ancora come siano stati contagiati 12 tra pazienti, medici e personale sanitario. Spiegazioni zero anche su quanto sta accadendo alle sedi Inrca di Appignano e Treia, dove i sindaci sono stati colpevolmente meno solleciti, ma dove ci sono già contagi conclamati e potenziali per la commistione di passaggi e servizi con aree contaminate». Patassini ricorda che l’Inrca «è rimasta senza direttore direttore sanitario. Ha accettato un incarico a Roma e Genga non solo gli ha fatto i complimenti invece di trattenerlo, ma non l’ha ancora rimpiazzato. È così che la regione tutela gli anziani?».

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Tullio Patassini durante la donazione all’Ordine dei medici di Macerata

Patassini aggiunge: «è un fatto che ad Ancona i medici delle unità di assistenza a domicilio istituite dalla Regione si sono comprati camici, mascherine e tutto l’occorrente per fare il loro lavoro visto che non hanno ricevuto nulla dalla regione. Stessa situazione a Macerata dove solo tre giorni fa i medici di base hanno ricevuto visiere e camici con mia donazione personale all’Ordine dei Medici provinciale».

Il deputato invita il governatore Luca Ceriscioli «ad affrontare il problema delle criticità da contagio. Lui e i suoi uomini la smettano di essere protagonisti di situazioni paradossali in cui, purtroppo, a finirci di mezzo è solo la salute dei marchigiani. Una per tutte: l’Area vasta 3 che Ceriscioli ha, non a caso, omesso di citare nel suo report e che risulta essere ancora tra le più critiche. Il suo direttore Alessandro Maccioni, nelle ultime due settimane è riuscito nell’ordine: ad accusare i rappresentati sindacali degli infermieri di essere degli imboscati perché e chiedevano protezioni individuali a nome di tutti i colleghi in corsia; ad accusare di irresponsabilità il comune di Cingoli per il focolaio della Rsa a gestione comunale lasciando però scoppiare una situazione analoga nella Rsa di Treia, di cui ha la responsabilità e che è punto di riferimento provinciale per la lungodegenza, la riabilitazione e i servizi ambulatoriali per i pazienti cronici; a rimandare l’apertura di un reparto Covid all’ospedale di Macerata perché si è accorto last minute che la sosta selvaggia di auto all’ingresso avrebbe impedito alle ambulanze di procedere. Ma davvero ci meritiamo tutto questo?».



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