«La “mezza luna” ha 50 anni
ma vive nel degrado:
serve un restyling»

MACERATA - L'archittto Romano Pellei è uno dei coautori del progetto e in una lettera al sindaco chiede che si dia il via a lavori per il recupero del monumento alla Resistenza
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Il monumento alla Resistenza

 

Una mezza luna e i suoi crateri per ricordare la Resistenza: da quando è sorto il monumento in via Cioci, a Macerata, sono passati cinquant’anni ed ora è tempo di un restyling secondo uno dei tre architetti che si occuparono del progetto, Romano Pellei. Il professionista lo chiede con una lettera aperta al sindaco Romano Carancini perché vengano avviati progetti per il recupero del monumento a mezzo secolo dalla realizzazione. È lo stesso Pellei a stupirsi che siano già passato tanto tempo: «Non pensavo, per il ricordo ancora vivo di quei giorni, che fossero trascorsi cinquant’anni dall’inaugurazione del nostro Monumento alla Resistenza. Una locandina, elaborata in fretta da giovani colleghi al tempo ben lontani dall’essere nati, ha rievocato l’evento – scrive nella lettera al sindaco –. Le immagini esposte in una sommaria mostra mi hanno riportato ad una esperienza che rimane nell’anima più che nei ricordi e nei Curricula. Altre iniziative scolastiche stanno rinnovandone la memoria. E’ tempo di finalizzare in interventi i ricordi. All’annuncio, nell’anno 1967, della vincita del Concorso nazionale, per la realizzazione del Monumento alla Resistenza (per un importo limitato a 10 milioni), la cui progettazione avevo condiviso con i colleghi architetti Castelli e Cristini, non c’è stata solo festa; c’è stata una felice commozione per il riconoscimento di un impegno affrontato con la massima competenza e passione e con la consapevolezza che la ideazione di un complesso architettonico di tale rilevanza storica, costituiva una esperienza unica della nostra vita professionale. 

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Il modello della mezza luna

Oggi, il tempo trascorso non ha attenuato la capacità espressiva di un luogo: rappresentazione fantastica di eventi memorabili, ma il degrado ne ha reso l’accessibilità, da noi fortemente voluta, meno segreta e suggestiva; a causa della parziale incuria del sito, finalmente tornato vivo ed attuale nella memoria collettiva. Non bisogna perdere questa occasione. Come l’amministrazione ha lodevolmente fatto nell’anno trascorso per altri monumenti della città (il monumento ai caduti, lo Sferisterio), è giunto il momento di valorizzare il ricordo di una pagina indimenticabile della nostra storia, ripristinando l’insieme monumentale che la rappresenta: isolato dall’intorno da un percorso naturale ricavato tra una barriera costruita e da scarpate fittamente piantumate. Lontano dalla confusione urbana, per raggiungere, liberi da improprie interferenze, il luogo della meditazione, lo spazio interiore di una Luna: “vaiolata da crateri”, ferita dalla visione dei drammatici eventi che non avrebbero dovuto mai verificarsi. Uno spazio dell’intimità dei ricordi, dove fare confluire in assoluto isolamento spirituale i propri pensieri sul perché la storia è disseminata di fatti di così impensabile atrocità ed insieme di così esemplare valore. Intervenire subito, concludendo la fase propositiva entro il prossimo 25 aprile, per non tradire l’entusiasmo che ha portato giovani – che pure non hanno vissuto quel periodo – ad impegnarsi nella ricerca del significato e della genesi di una creazione architettonica che lo ricorda. Da parte mia, come coautore della progettazione e della stessa realizzazione materiale dell’opera, sento il dovere di offrire il mio contributo. E non esito a dire: senza richiesta di compensi o di riconoscimenti, anche nel ricordo dei miei colleghi scomparsi; con l’intenzione di coinvolgere, se occorre mettendo a disposizione le risorse del mio studio, i giovani professionisti che hanno voluto ricordare l’evento e tutti i giovani che con le proprie idee o con il proprio impegno personale, vogliono contribuire al ripristino ed alla valorizzazione del Monumento alla Resistenza, bene naturale e costruito, di attiva celebrazione di un periodo di così profonda significatività. Ritengo che, una volta acquisite, senza impegni economici ed entro i termini indicati, le proposte tecniche ed i suggerimenti utili per l’esecuzione dell’intervento di ripristino, possano aderire all’iniziativa oltre che l’amministrazione comunale, alla quale in via prioritaria è rivolta questa richiesta, anche Enti pubblici e soggetti economici privati, con massima disponibilità ad erogare, per una certamente lodevole causa, i fondi necessari per restituire la vitalità e l’aspetto che merita ad un essenziale bene culturale della città».

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