Infermiera e fisiatra per Haron,
«mi impegno a fare il possibile»

MACERATA - Il direttore dell'Area Vasta Alessandro Maccioni, che non conosceva la situazione di Arianna Ciucci e della sua famiglia, ha convocato un gruppo di lavoro per capire le esigenze del bambino
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Arianna Ciucci e Haron

 

di Alessandra Pierini

Un gruppo di lavoro per il piccolo Haron. A convocarlo dopo la richiesta di aiuto della mamma Arianna Ciucci è il direttore dell’Area vasta  Alessandro Maccioni che l’ha contattata per capire le esigenze del bambino.
«Ho convocato per domani pomeriggio Giorgio Caraffa, il direttore della Fisiatria, Roberto Castellini facente funzioni della Pediatria, Maurizio Pincherle responsabile della Neuropsichiatria infantile e Giovanna Faccenda responsabile del distretto di Macerata. Insieme troveremo un percorso per semplificare la vita di questo bambino. A partire da subito potenzieremo  l’assistenza fisiatrica e domiciliare». Il direttore Maccioni prima dell’appello di sabato attraverso Cronache Maceratesi, non era a conoscenza della situazione di questa famiglia ma si impegna a seguire il caso, come già fatto con altri bambini in passato, a partire dal piccolo Simone, tristemente noto alle cronache per una terribile ustione al viso e a gran parte del corpo.

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Alessandro Maccioni, direttore dell’Area Vasta 3

«Voglio prendere in carico questa situazione  – spiega Maccioni – e accompagnarlo in un percorso di cura nel rispetto delle norme e delle regole.  Ci devono spiegare che tipo di malattia è e quello che si può fare poi vorremmo individuare una struttura che possa trovare delle cure». Alcune cose si possono fare solo con assunzione di responsabilità da parte del direttore che in questo caso si dice disponibile: «Mi impegno a valutare il fattibile. Intanto questo gruppo di lavoro e approfondimento che, ad esempio nel caso di Simone, portò a risolvere il problema delle creme estetiche necessarie. Sono certo che delle cose le potremo fare e superare ostacoli con un po’ più di cuore. Prima di Natale spero di poter dare a questa famiglia buone notizie,  se non altro di sollievo».

 

 

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