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Applausi tragici al Lauro Rossi
Prosseda incanta con i Do minore

MACERATA - Il pianista originario di Latina ha strappato applausi e "bravo" alla platea di Appassionata attraverso brani di Mozart, Schubert e Beethoven in un viaggio nel profondo dell'animo umano
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Roberto Prosseda

di Marco Ribechi

Piano solo al Lauro Rossi, il teatro esplode nella tragicità. È stato un viaggio nei meandri dell’anima quello offerto a Macerata da uno strepitoso Roberto Prosseda, in occasione della rassegna Appassionata. Un altro concerto vissuto con grande trasporto dal pubblico e terminato tra lunghi applausi, ovazioni e “bravo” gridati dalla platea. Il musicista di fama internazionale originario di Latina ha attraversato le produzioni di Mozart, Schubert e Beethoven scegliendo alcuni brani in accordo con il proprio gusto personale. Brani che però, ad un’analisi più approfondita, rivelano un punto in comune che è anche una dichiarazione di intenti: la tonalità in Do minore che caratterizza l’analisi introspettiva. «Sottolinea degli stati d’animo non solo tristi – spiega il pianista – ma addirittura tragici. Nell’esibizione di questa sera andrò ad enfatizzare gli aspetti moderni di questi quattro capolavori lavorando molto sull’intensità attraverso i silenzi, gli scatti dinamici, i pianissimo che proprio vogliono trasportare in questa dimensione quasi onirica».

L’artista accompagna il pubblico all’ascolto

I brani in oggetti sono: la Fantasia in Do minore K475 di Mozart, Quattro Impromptus op.90 D.899di Schubert, la Sonata in Do minore n.14 K 457 di Mozart e infine la Sonata in Do minore n.32 op.111 di Beethoven. Pubblico ammutolito e Prosseda che sembra quasi accarezzare i tasti del pianoforte che diventa di velluto, come per far emergere il suono originario degli strumenti antichi, a cui lo stesso pianista dice di volersi avvicinare. Un percorso musicale a cavallo tra ‘700 e ‘800 capace di mostrare la continuità dell’evoluzione musicale attraverso questi tre immensi maestri e le reciproche influenze nella scrittura. Prosseda tra un’esecuzione e l’altra, guida gli spettatori all’ascolto: «La composizione di Schubert fu realizzata solo un anno prima della sua morte – spiega il musicista – che comunque avvenne molto prematura a trent’anni. È un viaggio nell’anima tra sogno e realtà, tra stati d’animo contrastanti e non consequenziali. Da un lato abbiamo la tragedia e dall’altro la serenità, che però porta sempre un velo di illusorietà».

Un momento del concerto

Seguendo la celebre frase del Viandante “Là dove tu non sei, là c’è la felicità” anche il brano di Beethoven si tinge degli stessi toni con la differenza, forse ancor più amara, che la tragicità non è più un momento di illusione ma una vera e propria certezza nella vita dell’uomo. «Un piacere suonare per la prima volta a Macerata – spiega Prosseda – la musica dal vivo crea la connessione tra me e voi presenti in sala, qualcosa che il disco non potrà mai dare. Per questo vi ringrazio». Il concerto si è concluso con un immancabile bis, l’Adagio glass harmonica di Mozart, una composizione per l’antico organo fatto di contenitori d’acqua riempiti in diversa misura, la glass harmonica appunto, il cui suono è stato perfettamente riprodotto dall’artista attraverso il pianoforte. Il prossimo appuntamento con Appassionata al Lauro Rossi sarà il 19 dicembre con Massimo Quarta e Stefania Redaelli (violino e piano) su opere di Francis Poulenc, Sergej Sergeevič Prokof’ev e Béla Bartók. Per informazioni consultare il sito di Appassionata.

(*** foto di ALfredo Tabocchini)

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