«Il fronte contro la droga:
fuori e dentro le scuole
passando per le famiglie»

MACERATA - Molto partecipato l'incontro organizzato dall'associazione "Cluentum" in occasione dei suoi 10 anni. Ha illustrato l'attività della polizia il sovrintendente Gianluca Romagnoli, responsabile della squadra antidroga. Tra i relatori l'avvocato Giuseppe Bommarito: «Sono dalla parte del questore Pignataro sulla questione della cannabis light». Il dottor Marco Scali solleva il velo su un potentissimo antidolorifico usato per tagliare eroina e coca che negli Usa ha fatto più vittime della guerra in Vietnam.
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L’incontro di ieri sera a Piediripa

di Maurizio Verdenelli

Per chi suona la campanella dal lunedì al sabato in tutte le scuole medie a Macerata? Facile: suona per prof, ‘raga’ ed anche per ‘madama’. Si: loro, gli angeli in versione ‘mamma’ della squadra antidroga della Polizia di Stato. «Alle 7 e alle 13, ogni giorno eccetto la domenica» dice il sovrintendente Gianluca Romagnoli, responsabile della squadra dal 1990 e confermatissimo dal questore Pignataro, l’uomo della Provvidenza inviato da Roma dopo l’inverno dell’orrore, due anni fa.

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La platea dell’incontro

«Per fermare il fiume di eroina, cocaina e marijuana che arriva da fuori, con pusher che viaggiano in bus, treno e che se ci vedono ingoiano le palline di ‘ero’ bianca in bocca tanto da bloccare talvolta l’ospedale richiedendo l’intervento di espulsione forzata dall’apparato digerente. Lo rivelano le ultime 50 verbalizzazioni fatte in questura. Dobbiamo fare ogni volta questo ‘check in’ davanti alle scuole, prima e dopo. E non basta: anche all’interno delle aule. Conferenze, incontri. E’ necessario farsi comprendere da loro, i ‘raga’, parlare quel loro metalinguaggio che è segno di riconoscimento, prima che di respingimento nei confronti degli altri, a cominciare da noi: gli ‘sbirri’. Il questore ci ha chiesto questo e di aprire un fronte più avanzato rispetto a quello consueto della disco o del pub: i bar con le slot ed altre attività d’impresa, e i luoghi dove si vendono i tabacchi. Senza a priori criminalizzare alcuno, s’intende». E’ un fiume in piena il sovrintendente Gianluca Romagnoli davanti ad una sala sold out, quella del cinema parrocchiale di Piediripa dove l’associazione culturale ‘Cluentum’ in occasione del suo decennale ha organizzato ieri sera il dibattito: “Parliamo di droga”. Al tavolo insieme con Romagnoli, l’avv. Giuseppe Bommarito, lo psichiatra Marco Scali, Michele Bellesi (presidente del Circolo) e chi scrive. Chiedo a Romagnoli: A che punto è la notte a Macerata dopo il caso Oseghale?. «La battaglia è sempre dura se si pensa che viene sequestrata solo il 10% della droga sul mercato. Ma ci sono poi squarci di sereno, quando ci troviamo davanti a casi eclatanti di conversione. Come il ragazzo che dopo quattro anni di San Patrignano è venuto in ufficio e per dirmi grazie mi ha portato due colombe! E quando a scuola riesco a convincere i ragazzi allorchè mi chiedono con aria di sfida se sono per la ‘maria’ libera. La risposta? Se dovessi tu operarti e scegliere tra un chirurgo che fa uso di sostanze ed un altro che non ne fa, chi scegli? Bisogna essere diretti con i giovani. E stare accanto alle famiglie per lo più abbandonate».

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Foto di gruppo dello staff dell’associazione Cluentum con Giuseppe Bommarito e Maurizio Verdenelli

Il sovrintendente si rivolge amicalmente a Bommarito con l’appellativo di ‘babbo’. E lui, il ‘cacciatore di siringhe’ (come ricorda amaramente), il padre di Nicola in memoria del quale ha costituito un’associazione antidroga, non si lascia pregare. Come si fa a salvare ‘un po’ di futuro’ alle generazioni falcidiate dalla droga? Bommarito è categorico: «Sono dalla parte del dottor Pignataro sulla questione della cannabis light. A lui va la mia solidarietà dopo le critiche rivoltegli oggi dal capogruppo di maggioranza al comune di Corridonia con l’invito a candidarsi (leggi l’articolo)».

La platea si commuove al racconto di un padre che ha voluto squarciare il sudario di pietismo e d’ipocrisia che avvolge abitualmente le famiglie nel dramma della droga, paradossalmente consenzienti loro stesse «per vergogna, pudore, senso abnorme di decoro, sentimenti connaturati in questa terra» sottolinea Giuseppe. E ricorda quel giorno dove tutto è cambiato per lui: «Sono arrivato in ritardo per Nicola che aveva ricevuto con la dose, la morte stessa da chi pure custodiva la vita in seno (un pusher donna in stato di gravidanza, dice l’avvocato-giornalista). Sono accorso con Gianluca (Romagnoli ndr) ma per mio figlio nulla da fare». I due amici, uno al fianco dell’altro al tavolo, ma pure sul campo di tante battaglie, si guardano per un momento, gli occhi lucidi: una profonda emozione pervade l’assemblea.

 La gente ha paura anche solo di fare il nome di Pamela, azzardo io. Giuseppe: «Vero: bisogna uscire dalla solitudine, dalle catacombe. La droga è prima di tutto una malattia e come tale va intesa per guarirne».
Una lunga serata, fino a mezzanotte. Senza paura di ‘parlarne’, a viso aperto. Il dottor Scali annuncia il possibile pericolo prossimo venturo anche in Europa di un antidolorifico, con cui tagliare ero e coca, cento volte più potente della morfina. Si vende in farmacia. Negli Usa «ha fatto stragi: 70.000 giovani morti, più della guerra in Vietnam». «Produce danni irreversibili al sistema cerebrale». Lo psichiatra illustra poi i danni al cervello dei ragazzi che assumono l’ eroina bianca, che ha sostituito la Brown, molto più raffinata, e molto più economica: 20/25 euro al massimo. Macerata ‘trasuda’ di questi carichi che arrivano per mare terra ed aereo from Pakistan. Delineando statistiche da vertice nazionale come il numero degli arresti operati dalla squadra di Romagnoli. Il sovrintendente di polizia ripete: «Le manette non risolvono però il dramma, bisogna provare a convincere i ragazzi».
Poi il fuoco di fila delle domande. Romolo Tamburrini, Paolo Renna (consigliere provinciale e comunale), una signora che viene da Lecce e lancia un appello per le famiglie lasciate sole ed altri ancora si alternano al microfono. Tanta attenzione e voglia di partecipare e di restare fino all’ultimo nella sala strapiena dove si notano l’ex consigliere regionale Fabio Pistarelli; l ‘ex assessore provinciale Andrea Blarasin; il presidente della proloco Piediripa, Romualdo Rapanelli, e Daniela Menichelli.
Una manifestazione davvero riuscita ad onore della Cluentum, presente con il direttivo: il presidente Michele Bellesi, Adriano Bernabei, Massimiliano Montecchiari, Ulderico Angelelli, Domenico Perugini, Sergio Tartari, Gino Ramaccioni e Mattia Orioli.



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