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I turisti ci sono ma si lamentano:
«Macerata, città chiusa per ferie»

IL CAPOLUOGO anche oggi ha accolto tanti visitatori in particolare dal Nord Italia ma anche dall'estero. In diversi sollevano il problema delle troppe serrande abbassate: «Città bella ma più a misura di residenti. Sembra ci sia il coprifuoco». I pochi ristoranti aperti hanno fatto il pieno
venerdì 16 Agosto 2019 - Ore 20:09 - caricamento letture
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Un gruppo di turiste francesi oggi pomeriggio in piazza Libertà

 

di Gianluca Ginella

«Macerata non è una città turistica, pare una città in ferie». Parola dei turisti che oggi hanno visitato il capoluogo e che hanno trovato negozi chiusi e strade deserte. C’è chi ha l’impressione ci sia «un semi coprifuoco» e qualcuno ha avuto difficoltà a trovare l’ufficio informazioni Tipico.tips («l’ho scoperto per caso») nonostante sia in piazza Libertà. Per i ristoranti che hanno tenuto aperto gli affari sono andati bene («sia ieri a Ferragosto, che oggi»). In media un centinaio i turisti che ogni giorno visitano palazzo Buonaccorsi, palazzo Ricci, Sferisterio.

Ferdinando e Federica Brambilla

Nel centro storico di Macerata incontrare un turista, oggi, è particolarmente facile perché ce ne sono parecchi. In piazza della Libertà, seduti a riposare, ce ne sono due: Federica Brambilla e il papà, Ferdinando, di Monza, osservano la città: «Ci stavamo lamentando che non si può visitare la torre se non in certi giorni e in certi orari. Abbiamo visitato Ascoli e lì era tutto aperto, si vedeva che era una città in fermento. Forse Macerata non è una città che cerca turisti». Il papà rincara la dose: «Abbiamo notato che tanti locali sono chiusi per ferie, mi sembra una città per i residenti e non per i turisti».

Angel Luis Hernandez Nieto, spagnolo, e Linda Melani, di Pistoia, stanno anche loro sotto le logge della piazza: «Mi ha colpito il fatto che ci sono tanti negozi chiusi e poca gente – dice Hernandez Nieto –. Dà l’idea di una città poco turistica. Abbiamo camminato per diverse strade dove non c’era nessuno, erano deserte». Marzia Renzi, di Perugia, sta invece per iniziare il city tour (il gruppo comprende massimo 25 persone). «Ci siamo detti: perché certi locali sono chiusi in questi giorni? Fossi un commerciante durante la settimana di Ferragosto avrei cercato di tenere aperto».

Licia Masoero e Jonathan Veltman insieme ai figli

Licia Masoero e Jonathan Veltman, sono di Torino, stanno soggiornando a Serrapetrona e sono in giro con i due bambini: «E’ una bella città, ma deserta, non turistica. È tutto chiuso. Stiamo facendo un tour delle Marche. Prima siamo stati nel nord e ora stiamo visitando la parte a sud». Pierpaolo Giulianelli e Mariarosa Galli sono di Milano, a Macerata ci venivano qualche anno fa «io giocavo a baseball» e hanno deciso oggi di tornare a fare un giro «mentre andiamo verso sud», spiegano. «La città è vuota – dice Giulianelli –. E’ evidente che sembra ci sia un semi coprifuoco». Fabrizio Ferioli e Cristiano Piattoni, fanno parte di un gruppo che arriva da Busto Arsizio: «L’impressione è che sia una città in ferie. Passeggiare con i negozi chiusi è un po’ triste. Inoltre c’è poca gente» dicono. Guglielmo Sinigaglia e Sandra Zanotto, di Padova, sono in giro con la figlia: «E’ morta come città. Negozi chiusi, non ci sono souvenir. C’è un ufficio informazioni? Non lo abbiamo visto».

Angel Luis Hernendez Nieto e Linda Melani

Non lo ha visto neanche Adriano Patrone, di Genova, anche se si trova in piazza Libertà, dove c’è Tipico.tips, il neonato negozio di informazioni, orfano di un cartello che lo indichi: «Non ho visto il punto informazioni», dice Patrone. Federica Brambilla invece lo ha trovato «è stato per caso. In realtà credevo fosse un negozio di prodotti tipici. Il punto informazioni non è ben visibile». Lei è il papà sono tra i pochi che stanotte dormiranno a Macerata perché gli altri turisti dicono tutti che si fermeranno solo qualche ora prima di ripartire. Tra le cose che piacciono, spiegano dei turisti francesi arrivati dalla Bretagna «Poter visitare tutto con un unico biglietto».

Chi trova l’ufficio informazioni oggi viene accolto da Micaela Leoperdi, operatore sistema museo, e Daniela Pesce: «Questi giorni è sempre pieno di turisti: Sferisterio, palazzo Buonaccorsi, palazzo Ricci. La maggior parte dei turisti vengono dal Nord Italia, dall’Olanda e dal Belgio.

Daniela Pesce e alle sue spalle Micaela Leoperdi

In media parliamo di un centinaio di turisti al giorno, sia al luglio che in agosto» dice Leoperdi. Turisti che a pranzo hanno una gran fame e vanno in cerca di locali aperti. E qui la cosa si complica in questi giorni, perché tanti bar e ristoranti sono chiusi, oppure aprono più tardi (stesso discorso per gli altri negozi). Tra i ristoranti aperti c’è Di Gusto, che tra oggi e Ferragosto ha registrato il sold out «in realtà è da marzo che siamo sempre pieni – dice il titolare, Marco Guzzini –. Per questo devo esprimere gratitudine alla città e a ciò che è stato fatto per il centro storico. Un centro vivo che ha dato risposte eccezionali. La gente c’è, però chiede alla città servizi. E l’obiettivo è capire come dare risposte a questa domanda. C’è tanto turismo e tanta voglia di vivere il centro, noi siamo aperti per fornire un servizio – continua Guzzini –. Pensare in questi giorni di restare con due o tre locali aperti in centro a livello di ristorazione è una criticità. Noi siamo stati travolti dal numero di clienti che sono arrivati. Si può fare qualcosa in più se tutti danno un contributo. Dovremmo provare a parlare tutti insieme come operatori del settore della ristorazione per capire se sia possibile fare una turnazione delle chiusure».

Marco Guzzini

Da sinistra: Fabrizio Ferioli e Cristiano Piattoni

Pierpaolo Giulianelli e Maria Rosa Galli

Il caffè Venanzetti chiuso

Il negozio Koinè chiuso

 



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