Cannabis light, l’avvocato Scheggia:
«Più attività di propaganda
che di polizia»

IL LEGALE di Marco Mari, titolare di Tutto Canapa, è critico nei confronti del provvedimento di sospensione del questore Pignataro: «Sequestro fatto un anno fa. Come mai il negozio è stato chiuso proprio nel giorno della visita di Salvini nelle Marche? Si poteva attendere la pronuncia delle sezioni unite visto che ormai è imminente»
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Marco Mari, titolare di Tutto Canapa, con l’avvocato Vando Scheggia

 

di Giovanni De Franceschi 

«Più che un’attività di polizia è stata un’attività di propaganda, di cui non si sentiva né la necessità né l’urgenza». Sono le parole dell’avvocato Vando Scheggia in merito ai provvedimenti emessi ieri dal questore di Macerata Antonio Pignataro, che a Civitanova ha sospeso la licenza di due negozi che vendono la cosiddetta “cannabis light”, il Tutto canapa in via Trento e il CB Dreams di via Regina Elena, con i rispettivi titolari già denunciati per spaccio.

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L’avvocato Vando Scheggia

Scheggia è il legale del titolare di Tutto canapa, Marco Mari, proprio il negozio dove ieri è stato anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini per elogiare il lavoro delle forze dell’ordine e parlare di “modello Macerata” da esportare in tutta Italia (leggi l’articolo). Il punto riguarda la possibilità di vendita dei fiori di canapa con Thc compreso tra 0,2 e 0,6. Secondo il questore ciò non è possibile, non esiste a suo dire una cannabis che può essere definita light, perché anche con un principio attivo basso va comunque considerata sostanza stupefacente e quindi potenzialmente dannosa. Come ricorda Scheggia però, l’ultima legge emanata in materia nel 2016 non è chiara sulla commercializzazione dei fiori di canapa con basso Thc, tanto che su sequestri simili già attuati anche a Macerata, due sezioni diverse della Cassazione si sono pronunciate in maniera opposta.

«Il problema – sottolinea infatti Scheggia – è che in materia non c’è certezza. E’ evidente che c’è un vuoto che va affrontato dal punto di vista legislativo, quindi politico. Nel frattempo ci si affida all’interpretazione della magistratura della legge attuale, per questo c’è grande attesa sulla pronuncia delle sezioni unite della Cassazione prevista per il 30 maggio. In quell’occasione sapremo se sarà considerato lecito venderla o meno». Questo per inquadrare la questione a livello generale e sostanziale.

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Matteo Salvini ieri a Civitanova con il prefetto Iolanda Rolli e il questore Antonio Pignataro

Nel caso specifico di Tutto canapa, Scheggia però contesta anche tempi e modi del provvedimento del questore. «Il provvedimento, tra l’altro emesso nei confronti dell’ex rappresentate legale da tempo uscita formalmente dalla società – spiega l’avvocato – si basa su un sequestro fatto dalla polizia il 29 giugno 2018 di otto prodotti con cannabis. Questi prodotti sono stati fatti analizzare e il 18 aprile di quest’anno sono arrivati i risultati, secondo cui in due di essi c’era Thc superiore a 0,5, nello specifico 0,51 e 0,52. Così ieri in base al Testo unico di pubblica sicurezza il questore ha sospeso la licenza per 15 giorni. La prima domanda che ci poniamo è: qual’era l’urgenza di adottare il provvedimento ieri, vista l’imminente pronuncia delle Sezioni unite della Cassazione e visto che il sequestro era stato fatto un anno fa, chiudendo il negozio proprio nel giorno, ma di sicuro sarà un caso, della visita del ministro Salvini nelle Marche? Altra questione: se fra un paio di settimane la Cassazione dirà che sarà lecito vendere quei prodotti chi risarcirà il mio assistito dei danni subiti, anche morali, visto che è stato pure detto che si vendevano droga e alcol ai minorenni, circostanza del tutto infondata?».

chiusura-canapa-shop-matteo-salvini-civitanova-FDM-10-325x217Da queste considerazioni, la conclusione. «Si poteva attendere la pronuncia delle sezioni unite – ribadisce Scheggia – visto che è imminente ormai. Questa mi pare sia più un’attività di propaganda, che di polizia e lamentiamo il fatto che non se ne sentisse l’urgenza. Perché qui parliamo di un’attività commerciale aperta con regolare licenza rilasciata dalle autorità competenti, compreso il Comune, ad agosto 2017 ed aperta proprio per vendere anche prodotti con Thc compreso tra 0,2 e 06, che paga regolarmente le tasse e dove mai è stato venduto qualcosa di illecito a minorenni. Perciò, che senso ha di parlare di “modello Macerata”?».

(foto Falcioni e De Marco)

 

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