Elettrodotto: comitati per il no,
Terna apre al dialogo

PROGETTO - Pronti a dare battaglia cittadini di Recanati, Potenza Picena e Morrovalle: «Esigiamo di conoscere la reale necessità dell'impianto visto che la stessa Regione ha reso noto un calo di richiesta di energia pari al 10%». La ditta: «Piena disponibilità a incontrare le istituzioni e la cittadinanza per valutare il contesto e individuare soluzioni sostenibili e condivise»
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Nuovo elettrodotto aereo di Terna, si formeranno comitati per opporsi al progetto a Recanati, Potenza Picena e Morrovalle, territori interessati dai lavori: «chiederemo di elaborare un nuovo progetto che preveda un percorso più breve e quindi più economico e meno impattante». Terna da parte sua «conferma la propria volontà di ascoltare tutte le osservazioni e le indicazioni utili provenienti dal territorio al fine di svolgere nuovi approfondimenti e assicurare una condivisione più ampia possibile del progetto».

«Di nuovo in campo per la salute e la salvaguardia del paesaggio – scrivono i cittadini dei tre comuni che vogliono ricreare dei comitati -. E’ maturata la necessità di costituire, come 19 anni fa, dei comitati a Recanati, Potenza Picena e Morrovalle per contrastare il nuovo elettrodotto aereo da 132 Kv che Terna intende realizzare unendo la centrale di Acquara di Recanati con quella di Porto Potenza Picena. Coordinati tra loro per avere una maggiore efficacia, i comitati (liberi, apolitici e apartitici) si propongono di ridiscutere la nascita del nuovo elettrodotto (si tratta della vecchia proposta di una linea che attraversava, in origine, Osimo, Recanati, Montelupone, Potenza Picena, Morrovalle, Monte San Giusto) collaborando con le amministrazioni e le agenzie preposte, partecipando ai tavoli tecnici con Terna. Esigiamo di conoscere la reale necessità del progetto visto che la stessa Regione ha reso noto un calo di richiesta di energia pari al 10%. Inoltre, la nuova linea servirà per rendere sicura da un punto di vista energetico la città di Recanati. Ci chiediamo quindi il motivo che spinge Terna a voler “elettrificare” un territorio proponendo un tracciato di 16 chilometri quando sarebbe possibile e logico collegare la centrale di Recanati con altre più vicine. Che tipo di impatto ambientale ricadrà, ci chiediamo, sul territorio e sui cittadini? Il comune di Potenza Picena è già interessato da un importante e documentato inquinamento elettromagnetico e la presenza di un nuovo elettrodotto di alta tensione andrà solamente ad aggravare un quadro sanitario già allarmante. Da un punto di vista naturalistico, le dolci ed incantevoli colline recanatesi come verranno trasformate? A livello paesaggistico, l’ambiente riconosciuto come un museo diffuso ed un bene culturale verrà devastato dalla presenza di tralicci alti 30 metri modificando per sempre la percezione dello spazio. Alla luce di questo, chiederemo a Terna di elaborare un nuovo progetto che preveda un percorso più breve e quindi più economico e meno impattante. Vogliamo sapere anche, per tutelare salute ed ambiente, se non sia possibile ammodernare strutture e linee preesistenti visto che si stima una perdita di energia per dispersione pari al 30-40%. Confidiamo nella disponibilità e collaborazione delle amministrazioni comunali e in una partecipazione attiva dei cittadini. Auspichiamo inoltre che la Regione e la Provincia dimostrino la giusta sensibilità ed attenzione nel sostenere la nostra battaglia. Appena costituiti i comitati informeremo le comunità così da iniziare, tutti insieme, questa importante e necessaria lotta». Rispetto alla nota dei cittadini Terna risponde aprendo al dialogo: «In merito alla nuova linea elettrica Acquara–Porto Potenza Picena – scrive la ditta -, Terna conferma la propria volontà di ascoltare tutte le osservazioni e le indicazioni utili provenienti dal territorio al fine di svolgere nuovi approfondimenti e assicurare una condivisione più ampia possibile del progetto. Anche in questa occasione Terna ribadisce il valore del dialogo e del confronto con il territorio e pertanto conferma la sua piena disponibilità a incontrare le istituzioni e la cittadinanza per valutare il contesto territoriale, sociale e ambientale delle aree coinvolte dal progetto e individuare, per il futuro collegamento elettrico, soluzioni progettuali sostenibili e condivise».

«No all’elettrodotto aereo, progetto da rivedere»



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