Chiusura del Donoma, la proprietà:
«Giusta la decisione del questore»

CIVITANOVA - Diana Zamfir e Stefano Longhi dopo la sospensione per 15 giorni della discoteca di Via Mazzini: «Maleducazione e desiderio di esagerare da parte di pochi, rischia di vanificare il lavoro che puntualmente e con impegno prepariamo ogni settimana a favore di tanti, grazie ad uno staff che spesso impegna oltre 130 lavoratori»
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«Condividiamo il lavoro del questore Pignataro, maleducazione e desiderio di esagerare di pochi, rischiano di vanificare il lavoro che puntualmente e con impegno prepariamo ogni settimana a favore di tanti». La direzione del Donoma, nella proprietà di Diana Zamfir e Stefano Longhi, esprime appoggio all’azione deterrente del questore a contrasto di droga e vandalismo. Proprio ieri è arrivato alla discoteca il provvedimento di sospensione per 15 giorni e la preoccupazione dei titolari è per l’indotto e per i 130 lavoratori che tra fornitori e dipendenti diretti collaborano con il locale.

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Il cartello affisso all’entrata della discoteca

«Siamo consapevoli di quanto sia importante monitorare la popolazione anche in circostanze delicate come gli orari notturni – continua la proprietà – soprattutto perché permette ad imprenditori come noi di tutelare l’investimento economico sostenuto per dar vita ad un sano divertimento. Tutto questo peraltro sta generando un’economia positiva grazie ai numerosi posti di lavoro che abbiamo offerto, alcuni dei quali decisamente specializzati e utili a livello turistico. Il nostro impegno è costante sia in termini di energia che di presenza, al fine di risolvere o anticipare qualunque anomalia provenga dalla nostra attività. Del resto anche le nostre scelte artistiche sono sempre andate in direzioni altamente qualitative e si è sempre voluto privilegiare l’aspetto commercialmente di prestigio».

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Da sinistra Edoardo Ascani, Salvatore Lattanzi, Stefano Longhi, Fabrizio Ciarapica, Diana Zamfir

 

La proprietà ricorda poi anche gli investimenti fatti sul potenziamento della security e la collaborazione con l’amministrazione per arginare i disagi. «Abbiamo sempre cercato di rispettare le capienze autorizzate e incrementato il settore sicurezza adempiendo anche ad investimenti pubblici che potessero agevolare il controllo e la tutela della zona in cui il locale è situato, anche nei giorni di chiusura – aggiungono Longhi e Zamfir – Ovviamente ci sono delle regole dettate dalla privacy che ci impediscono di avere una conoscenza ad personam di tutti i nostri clienti. Maleducazione e desiderio di esagerare da parte di pochi, rischia di vanificare il lavoro che puntualmente e con impegno prepariamo ogni settimana a favore di tanti, grazie ad uno staff che spesso impegna oltre 130 lavoratori. Per questo – conclude la proprietà – continueremo fermamente a stare con le forze dell’ordine anche in futuro, con la speranza di avere degli strumenti sempre più equi per poter evitare questi incidenti di percorso che rischiano di mettere in difficoltà a causa delle chiusure, numerosi posti di lavoro che sono un vanto anche per la rinomata ospitalità marchigiana. Il nostro lavoro continuerà ad essere al servizio di chi merita del sano divertimento nelle notti dei weekend della riviera adriatica».

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Risse in strada e droga: chiusa la discoteca Donoma



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