Da Col lascia la Civitanovese:
«Non accetto di essere crocifisso
per quel maledetto rigore»

CALCIO - Colpo di scena, il tecnico ha rassegnato questa mattina le sue dimissioni dopo il confronto con la società avvenuto in seguito alla sconfitta con il Potenza Picena. «Abbiamo idee e vedute diverse, è stato un fulmine a ciel sereno essere messo sotto accusa per una disattenzione dell'arbitro in una che partita che meritavamo di stravincere». In pole position per la successione l'ex giocatore rossoblu Marco Pennacchietti
- caricamento letture
Emiliano-Da-Col

Emiliano Da Col

 

di Michele Carbonari

Altro colpo di scena alla Civitanovese: termina dopo appena 73 giorni l’era Da Col sulla panchina rossoblu, già subentrato a Davide De Filippis ad inizio novembre (leggi l’articolo). Il 45enne tecnico di Corridonia non ha digerito il confronto avuto con la società ieri pomeriggio, resosi necessario in seguito alla bruciante sconfitta subìta domenica scorsa a Potenza Picena nei minuti di recupero (leggi l’articolo). «Questa mattina ho diretto l’ultimo allenamento e poi ho rassegnato le mie dimissioni – esordisce l’ormai ex allenatore della Civitanovese – . Purtroppo abbiamo idee e vedute diverse, le sconfitte a volte possono essere costruttive. Per me il calcio va affrontato in una certa maniera e siccome sono una persona coerente e con una certa mentalità, ho preso questa decisione. Per me è stato un fulmine a ciel sereno essere messo sotto accusa per una disattenzione dell’arbitro in una che partita che meritavamo di stravincere.

Mauro-Profili-Enzo-Di-Meo-Emiliano-Da-Col

Mister Da Col insieme al presidente Profili e al dg Enzo di Meo

Domenica stavamo guadagnando tre punti poi un errore clamoroso ha cambiato tutto. La scintilla che ha messo in discussione tutto quello che di buono abbiamo fatto in questo scorcio di campionato, dove abbiamo sempre giocato con formazioni rimaneggiate per mancanza dei transfert. Di questo, però, non ne ho mai fatto un problema. Abbiamo mandato via tanti giocatori e in campo sono scesi anche diversi under e con loro abbiamo dimostrato il nostro valore, di essere una squadra vera. Li ringrazio tutti – spiega Emiliano Da Col – . In questo tempo il campo e i risultati hanno parlato chiaro. Contro le prime in classifica siamo stati all’altezza e abbiamo ricevuto sempre i complimenti. Ma per un rigore maledetto non accetto di essere crocifisso. Dispiace essere accusato in una situazione dove centro poco io. Mi sono sempre dedicato alla causa. Abbandonare non è bello ma sono una persona coerente e quindi l’ho dovuto fare». La società del presidente Profili è dunque alla ricerca di un successore e il nome più gettonato è quello di Marco Pennacchietti, tra l’altro ex giocatore della Civitanovese. Bisognerà fare in fretta visto che domenica incombe un altro impegno di campionato: al Polisportivo arriverà l’Atletico Centobuchi di mister Mazzaferro. L’obiettivo dei tre punti è obbligatorio, se i rossoblu, ora scivolati al quarto posto, vogliono ancora giocarsi qualcosa di importante nella stagione del centenario.

Profili-1-325x242

Mauro Profili, presidente della Civitanovese

Nel frattempo, mano pesante del giudice sportivo nei confronti della società. Costa caro il dopo partita di Potenza Picena. A farne le spese sono stati due dirigenti, tra cui il presidente Mauro Profili, fermato fino al 13 febbraio «per essere a fine gara entrato nello spazio antistante gli spogliatoi, frapponendosi fra la porta dello spogliatoio arbitrale e la terna, insultando e minacciando l’arbitro ed i suoi assistenti – si legge nella nota emanata oggi dal Comitato Regionale Marche -. Una volta che la terna rientrava nei propri spogliatoi colpiva con un pugno la porta. Non in distinta veniva personalmente riconosciuto dall’arbitro». Più severa invece la sanzione comminata a Sandro Piampiani: squalifica fino al 13 marzo «per essere entrato a fine gara nello spazio antistante gli spogliatoi, ed avvicinatosi alla terna arbitrale la insultava e minacciava ripetutamente. Si frapponeva inoltre fra la porta dello spogliatoio ed un assistente arbitrale per minacciare lo stesso, appoggiando le proprie mani al volto dell’assistente in segno di minaccia, senza causare alcuna conseguenza. Successivamente una volta che la terna rientrava nel proprio spogliatoio, colpiva la porta dello stesso con pugni proferendo nuove frasi minacciose. Non in distinta veniva personalmente riconosciuto dall’arbitro». Inoltre, 260 euro di multa anche alla società rossoblu «per aver, durante la gara, la propria tifoseria fatto esplodere un petardo nelle adiacenze del terreno di gioco senza causa conseguenze, e per aver alcuni esagitati, a fine gara, atteso l’uscita della terna arbitrale dall’impianto sportivo per insultarla e minacciarla». 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X