Spaccio organizzato a Macerata,
muro di gomma degli arrestati

INDAGINE - In corso gli interrogatori di garanzia per le persone sottoposte a misure cautelari (quasi tutti nigeriani) nell'ambito delle operazioni di carabinieri e polizia coordinate dalla procura. Sentito oggi anche Innocent Oseghale. Qualcuno ha negato, qualcun altro ha fatto scena muta
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Mappa-Spaccio

La mappa dello spaccio

 

di Gianluca Ginella

Maxi operazione contro lo spaccio di droga a Macerata, gli arrestati respingono le accuse. Interrogato anche Innocent Oseghale, il nigeriano accusato di aver ucciso Pamela Mastropietro lo scorso 30 gennaio, e a cui vengono contestate una quindicina di cessioni di eroina «non conosco chi mi accusa, spacciavo marijuana e non eroina» ha detto al giudice Oseghale.

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Il commissario capo Maria Raffaella Abbate che dirige la Squadra mobile

La procura di Macerata ha coordinato per mesi le indagini di polizia e carabinieri che hanno individuato a Macerata due differenti tronconi di spaccio di eroina. Uno di questi era gestito dal 19enne Happiness Uwagbale, nigeriano, catturato dai carabinieri a Ferrara, l’altro dal 35enne Osas Nelson Adoghe, catturato dalla polizia a Macerata. 

Ventisette le misure cautelari disposte dai gip Domenico Potetti e Giovanni Manzoni, di queste però ne sono state eseguite solo alcune perché alcuni degli indagati (per lo più nigeriani e molti senza fissa dimora), al momento, non sono stati rintracciati. Le indagini ricostruiscono oltre 4mila episodi di spaccio di droga che sarebbero avvenuti a Macerata (parco di Fontescodella, Giardini Diaz, via Roma, via Pace) ma anche a Passo di Treia.

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Il colonnello Walter Fava, a capo del Reparto operativo dei carabinieri

Indagini serrate quelle disposte dalla procura dopo l’omicidio di Pamela Mastropietro che proprio da quei fatti nascono con il supporto di un aumento del mille percento di intercettazioni telefoniche. Tra le persone raggiunge da misure cautelari c’è Innocent Oseghale. Per lui il gip ha disposto l’obbligo di dimora. Oggi il 29enne nigeriano è stato sentito dal gip nel carcere di Forlì, dove si trova per l’omicidio di Pamela Mastropietro. Presente all’interrogatorio uno dei legali di Oseghale, l’avvocato Simone Matraxia. Il nigeriano ha di nuovo respinto le accuse: «Non ho mai spacciato eroina, spacciavo marijuana». Lunedì era invece stato sentito un altro nigeriano, Promis Ewaleifo, difeso dall’avvocato Matraxia, che si trova in carcere ad Ascoli. Anche lui ha respinto le accuse dicendo che tra l’altro nel corso di uno dei periodi di spaccio contestati si trovava in carcere.

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L’avvocato Simone Matraxia

«Per Ewaleifo valuteremo se fare richiesta di Riesame per ottenere la scarcerazione» ha detto l’avvocato Matraxia. Questa mattina sono stati sentiti anche Desmond Lucky e Lucky Awelima (gli altri due nigeriani che erano stati indagati per l’omicidio di Pamela). Entrambi sono nel carcere di Ferrara per altri episodi di spaccio per i quali sono stati condannati in primo grado a sei anni (Desmond Lucky) e otto anni (Awelima). Gli interrogatori sono stati svolti dal giudice Danilo Russo del tribunale di Ferrara, che tra l’altro prima del trasferimento in Emilia aveva lavorato proprio a Macerata. «Non sono andata all’interrogatorio perché tra l’altro non mi è stata notificata l’ordinanza. Ho chiesto al legale di ufficio di far avvalere Awelima della facoltà di non rispondere» dice l’avvocato Francesca Palma. Anche l’avvocato di Desmond Lucky, il legale Gianfranco Borgani, dice di non aver ricevuto l’ordinanza (si tratta di un fascicolo di oltre 300 pagine) e all’interrogatorio era presente un avvocato d’ufficio.

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Oseghale al processo per l’omicidio di Pamela

Sempre a Ferrara si trova anche Happiness Uwagbale che è stato interrogato questa mattina. Al tribunale di Macerata è comparso invece il 28enne Idris Ali, del Niger, sottoposto a divieto di dimora a Macerata e Treia. A lui vengono contestate cessioni di 30 grammi di marijuana e di 6 grammi di eroina. Il 28enne, assistito dal legale Alessandro Verdicchio, ha detto al gip Domenico Potetti di non parlare italiano e anche la presenza di un interprete che parla inglese non è servita. Altro interrogatorio si è svolto nel carcere di Ascoli per il nigeriano Ikechuko Ik, difeso dal legale Luca Froldi. L’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ accusato di 90 cessioni di droga e di aver trasportato ovuli. Lo stupefacente, in base alle indagini svolte dai carabinieri sull’organizzazione che sarebbe stata gestita da Uwagbale, arrivava da Ancona appunto portata da corrieri che avevano ingerito degli ovuli. In questi giorni si sono svolti e si svolgeranno gli altri interrogatori di garanzia per gli indagati raggiunti dalle misure cautelari.

 

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