Truffa sui mezzi agricoli,
una cinquantina di raggiri in Italia:
tre persone denunciate

CINGOLI - Operazione dei carabinieri partita dalla denuncia di un 82enne maceratese che aveva venduto un trattore in cambio di un assegno risultato falsificato. Il giro d'affari era di circa 500mila euro. I militari hanno intercettato uno dei malviventi a Piacenza, a tradirlo una telefonata fatta con la stessa utenza usata per chiamare l'anziano
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TRUFFA_TRATTORI

Un mezzo agricolo sequestrato dai carabinieri

 

di Gianluca Ginella

Compravano mezzi agricoli sul web con assegni falsi: una 50ina le truffe che tre uomini del Foggiano hanno messo a segno in giro per l’Italia. I carabinieri della stazione di Cingoli dopo articolate indagini sono risaliti ai tre uomini che con compiti precisi mettevano a segno truffe che avevano fruttato loro circa 500mila euro a cominciare dal maggio del 2017. L’indagine dei militari è iniziata nel gennaio scorso quando un uomo di 82 anni e il figlio si sono rivolti a loro dicendo di essere stati raggirati. L’anziano e il figlio avevano messo in vendita su internet un trattore del valore di circa 20mila euro. Erano stati contattati da una persona che ha detto loro di essere interessato e che voleva comprare subito il mezzo, senza nemmeno vederlo. Hanno fissato un appuntamento per un venerdì ma non si è presentato l’uomo che li aveva contattati ma un’altra persona che ha pagato con un assegno e ha portato via il trattore. Essendo venerdì padre e figlio non hanno potuto incassare il denaro fino a lunedì. Quando sono andati in banca però hanno scoperto di essere stati raggirati perché l’assegno era stato falsificato. I militari hanno dato il via ad una serie di indagini per capire se fossero avvenute altre truffe simili in Italia.

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Il colonnello Michele Roberti

«Voglio evidenziare il lavoro svolto dagli otto militari che sono in servizio a Cingoli e che hanno dato dimostrazione di poter svolgere attività di indagine di livello superiore – ha detto il colonnello Michele Roberti, comandante provinciale dei carabinieri –.  Partendo da pochi elementi hanno sviluppato attività di indagine a livello nazionale». I militari hanno scoperto che c’erano state altre truffe e seguendo le tracce del numero di cellulare con cui uno dei truffatori aveva contattato l’82enne e il figlio hanno scoperto una telefonata fatta in provincia di Piacenza. Così i militari hanno contattato il numero chiamato e l’uomo all’altro capo del telefono ha confermato di aver ricevuto una telefonata perché aveva messo in vendita un mezzo agricolo. E così all’appuntamento con l’acquirente si sono presentati i militari. Alla fine tre le persone denunciate per truffa continuata: si tratta di un 64enne che si presentava per ritirare i mezzi, un 34enne che navigava sul web in cerca di persone da truffare e di un 46enne che metteva a disposizione i mezzi per il ritiro dei veicoli.

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Il maggiore Luigi Ingrosso

I militari hanno ricostruito un giro d’affari di 500mila euro circa e truffe che sarebbero partire dal maggio 2017. «Usavano sempre lo stesso assegno circolare che modificavano a seconda dell’importo. Inoltre utilizzavano diverse schede telefoniche, utenze che aprivano con documenti sottratti ad altre persone. Riteniamo che siano state oltre 50 le truffe compiute in giro per l’Italia e che il loro giro di affari si aggirasse sui 500mila euro» spiega il maggiore Luigi Ingrosso, comandante della Compagnia di Macerata. Il modo di gire era sempre lo stesso: il contatto su internet, la telefonata al venditore, l’assegno falso con cui venivano pagati i mezzi. I reati contestati sono truffa, uso di atto falso, ricettazione. Al vaglio della magistratura di Foggia (che ha in carico l’indagine per competenza) l’ipotesi di contestare l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa.

(Servizio aggiornato alle 13,20)



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