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Addio a Maurizio Settembri,
una vita dedicata alla scuola

MACERATA - Insegnante e preside dell'Itas si è spento dopo una lunga malattia. A lui si devono i gemellaggi con la città francese di Issy-Les-Moulineaux. I funerali domani alle 15 nella chiesa di Santa Croce
domenica 4 novembre 2018 - Ore 18:19 - caricamento letture
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Il dirigente scolastico Maurizio Settembri

 

Una vita dedicata alla scuola, Maurizio Settembri, 70 anni, professore e dirigente scolastico di Macerata, presidente della sezione maceratese di Alliance Française e di ACIF (Associazione Culturale Italo francese) si è spento in seguito a una lunga malattia.  
Originario di Loro Piceno, Settembri viveva ormai da tantissimi anni a Macerata. Ha iniziato la sua carriera di professore in Francia per poi tornare nella sua provincia dove ha insegnato per lungo tempo all’Itas “Matteo Ricci”, di cui è diventato prima vice preside e poi preside. Lo è stato fino al 2013, anno della pensione. Ma in realtà ha poi continuato a lavorare in una scuola privata. A lui si devono i gemellaggi dell’istituto con la città di Issy-Les-Moulineaux. Ha contribuito a scrivere un libro dal titolo “Una scuola aperta all’Europa” e per il mondo della scuola si è speso moltissimo. Neanche la malattia lo ha fermato. In passato è stato sottoposto a un trapianto di rene, donato dalla moglie ma l’intervento non è bastato e la malattia ha avuto il sopravvento.
«E’ morta una persona per bene – così lo ricorda Maria Laura Platania, sua collega – è stato  esempio di moralità per i suoi allievi. Era allo stesso tempo vitale, rigoroso e preciso. Ha dedicato molto alla scuola, ha creduto sia nel rapporto con gli studenti che con l’istituzione».
Lascia la moglie Sylvie, nata in Francia e 4 figli (Gianluca, Michele, Ezio e Silvia). I funerali si svolgeranno domani alle 15 nella chiesa di Santa Croce a Macerata.

Il ricordo di Fabio Macedoni, insegnante del liceo Classico di Macerata: 

«La Francia, di certo, era scritta nel suo destino, avendo proprio in quel paese iniziato la sua carriera di insegnante. Potrebbero essere numerose, numerosissime le testimonianze sul suo modo di essere, sulla sua cultura, sulla sua serietà ed anche sul suo rigore che amabilmente sapeva celare dietro il suo largo sorriso. Un punto di riferimento per studenti (tantissimi) e docenti, un punto di riferimento per la cultura francese in provincia, una persona che ha affrontato tante prove nella parte finale della sua vita, riuscendo sempre ad uscirne con la caparbietà e la bontà. L’ultimo round combattuto, durato poco tempo, è stato quello in cui, invece, la vittoria gli è sfuggita. Ma resteranno le sue iniziative volte sempre a far conoscere e a coinvolgere gli studenti e gli insegnanti con quell’orgoglio e quella naturalezza di chi sapeva cosa dire e come dirla. La Francia nel cuore ed il francese come missione, non soltanto come lavoro ed occupazione primaria, ma anche come sistema volto all’esperienza diretta. La figlia Silvia vive a Marseille, segno che il destino voglia continuare così il suo percorso, la sua vocazione. Non sappiamo dove approderai Maurizio: se potessimo suggerirti un luogo bello potremmo pensare al Cimetière marin di Sète, dove ti potrebbero accompagnare i versi di Paul Valéry per un soggiorno eterno :

Ce toit tranquille, où marchent des colombes,
Entre les pins palpite, entre les tombes ;
Midi le juste y compose de feux
La mer, la mer, toujours recommencée !
Ô récompense après une pensée
Qu’un long regard sur le calme des dieux !

(redazione CM)

 



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