Consiglio, volano gli insulti
Respinta mozione su massoneria
Monia Rossi accusa Silenzi di sessismo

CIVITANOVA - Assise infuocata. La maggioranza vota contro la proposta di Ghio e Rossi di compilare un'autocertificazione per dichiarare di non appartenere ad associazioni segrete. Il vicesindaco Troiani: «Non è intenzione di questa amministrazione entrare nella sfera personale dei cittadini». Poi la discussione devia verso la gazzarra. La consigliere di Fdi: « Darmi della "signorina da passerella" è stato oltremodo volgare». Il consigliere Pd: «Colpa della baraonda consentita da Morresi e dalla sua tolleranza verso i toni offensivi usati verso di me»
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di Laura Boccanera (foto Federico De Marco)

Massoneria e caso “passerella” nel Consiglio comunale di ieri sera che nelle prime 2 ore di dibattito ha mostrato il peggio di sé con insulti volati da una parte all’altra dell’aula e l’indignazione delle donne di maggioranza per una presunta frase sessista rivolta dal consigliere Giulio Silenzi a Monia Rossi.

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Il presidente Morresi, il vicesindaco Troiani e parte della giunta durante il Consiglio

Doveva essere un Consiglio comunale per votare la mozione sulla massoneria, ovvero un’autocertificazione di consiglieri, sindaco e assessori nella quale si dichiarava di non appartenere ad associazioni segrete, presentata dai consiglieri Ghio e Rossi. Il consiglio si è aperto con la surroga dei consiglieri dimissionari Rogani e Perugini: al loro posto Laura Marinelli per Obiettivo Civitanova e Fabiola Polverini per Vince Civitanova. Poco dopo la discussione della mozione sulla massoneria e società segrete. La proposta avanzata da Ghio prevedeva, nell’ottica di massima trasparenza, la compilazione di un’autocertificazione nella quale si sarebbe dichiarato di non appartenere ad associazioni segrete. «E’ una mozione che non ha colore» – ha sottolineato Ghio. A prendere la parola dopo la relazione il vicesindaco Fausto Troiani (Ciarapica era assente per motivi di salute) che rende subito nota la posizione dell’amministrazione e della maggioranza sul tema: «Non è intenzione di questa amministrazione entrare nella sfera personale dei cittadini, non siamo intenzionati a conoscere se uno fa parte dell’Opus dei o a qualche loggia massonica. Resta inteso che collaboreremo con le forze preposte in caso di indagini». E poi in un secondo intervento alla fine della discussione aggiunge: «Come mai solo quest’anno si parla di mafia, di droga, di massoneria, come se 3 anni fa non c’erano? E poi mica uno è fesso, ti pare che se fossi mafioso lo dichiarerei? Questa discussione è tempo perso per cui votiamo contro».

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Pierpaolo Rossi

A favore invece il Movimento 5 stelle, ma è l’intervento di Silenzi a scaldare gli animi della maggioranza che afferma che il centrosinistra vuole lanciare il sospetto nei confronti del governo cittadino e dei consiglieri: «La mozione va nella direzione di un’assunzione di responsabilità – ha detto Silenzi – ma parliamo ad una maggioranza sorda, che qui dice che collaborerà con le forze preposte, poi quando sono chiamati veramente dalla Magistratura si avvalgono della facoltà di non rispondere. Avete respinto anche la mozione sul casellario giudiziario». «Mi vergogno per quello che si sta insinuando in questa aula – ha detto la consigliera di Vince Civitanova Monia Rossi – si getta l’ombra del sospetto su tutti noi». Poi la discussione devia verso la gazzarra con il consigliere Caldaroni che rivendica il fatto che le preferenze accordate dai cittadini ai consiglieri comunali sono già un riconoscimento per la propria persona, senza la necessità di autocertificare nulla e che la droga viene portata in città da abusivi, rom e clandestini. Quindi l’insulto affatto velato nei confronti di Silenzi. L’aula comincia a gridare, ci si insulta, le parole si sovrappongono, si interrompe e il presidente Morresi non riesce a contenere la violenza verbale. Lo stesso Morresi viene preso di mira in apertura anche da Pierpaolo Rossi che contesta la cancellazione di una mozione (quella su Villa Eugenia per modificare la delibera di giunta) che sarebbe stata cancellata dall’ordine del giorno tanto da parlare di “conduzione parziale ed autoritaria, palesandosi in alcuni casi ai limiti dell’abuso di potere” lasciando intendere che sulla questione verrà inviato un esposto.

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Monia Rossi

E’ in questo clima che scoppia il caso “passerella”. La consigliera Ruffini prende la parola e si rivolge al consigliere Silenzi apostrofandolo come “consigliere di seconda fila” (Silenzi è seduto nel secondo ordine degli scranni). Silenzi sta al gioco e si rivolge alla Ruffini come “collega di seconda fila” visto che la posizione della consigliere di FdI è la stessa di Silenzi e poi rivolto alla Rossi la chiama prima “signorina” e poi “consigliera di passerella”. Sdegno e indignazione da parte delle donne di maggioranza che chiedono l’interruzione del consiglio e si riuniscono in sala giunta per discutere di come ribattere: «Ritengo inaccettabile quello che si è detto durante la diretta in sala Consigliare nei miei confronti – ha detto Monia Rossi – in quanto offensivo in ogni caso, e soprattutto perché non mi sono mai permessa di usare parole giudicanti e denigratorie verso interventi o pensieri dei Consiglieri. Additarmi dandomi della “signorina da passerella” è stato oltremodo volgare sia per quello che è il contesto, sia nei confronti della mia persona. Questo termine, a prescindere dall’interpretazione, sembra far percepire una poca professionalità rispetto al mio ruolo come rappresentare dei cittadini. Non mi aspettavo una definizione del genere proprio da un veterano della politica come Silenzi, che fa del suo ruolo un’immagine di rispetto, cultura e professionalità. Proprio lui che ha sempre sostenuto, come politico di sinistra, la lotta per la difesa della donna, le pari opportunità e tutte le polemiche riguardo l’evento di Miss Italia. Sono veramente sdegnata dal suo comportamento». La Rossi incassa anche la solidarietà delle colleghe, gli assessori Capponi e Gabellieri e la consigliera Ruffini. Secondo la Gabellieri, Silenzi avrebbe usato «l’enfasi inconfondibile e non affatto interpretabile di chi ha poca considerazione del suo interlocutore facendo leva sul fatto che sia donna. Mi indigna tale comportamento e mi offende come donna e come rappresentante politico di questo comune. Seppur tale affermazione sia avvenuta in un momento in cui l’aula non stava dando un buon esempio, nessun insulto o parola può essere paragonata all’espressione utilizzata dal Consigliere facendo chiaramente comprendere il suo pensiero sulle donne e sul ruolo sociale che loro rivestono».

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I banchi della maggioranza

Non fa un passo indietro invece Silenzi che dichiara che le sue parole siano state male interpretate: «L’incapacità del presidente del Consiglio comunale di gestire i lavori dell’aula ha generato un clima di insulti e provocazioni della destra (Fratelli d’Italia) nei miei confronti, mai censurati dal presidente Morresi. Su questa scia si sono incanalati i successivi interventi, anche il mio, con l’obiettivo di ribattere alle offese ricevute come quella pronunciata dal consigliere Caldaroni che mi ha testualmente “mandato a cagare” con il sorriso compiaciuto delle firmatarie, e dalla consigliera Ruffini che teneramente, quasi credendo di offendermi, mi ha definito “consigliere di seconda fila”. Sinceramente poi, non si capisce questo femminismo a corrente alternata. Da parte mia, nessun intento denigratorio nei confronti della consigliera Rossi, tanto meno delle donne. Convengo che il linguaggio, ironico, forse non era adatto all’aula consiliare, ma, nella baraonda consentita da Morresi e dalla sua tolleranza verso i toni offensivi usati verso di me dalla destra, può capitare di dimenticare il contesto istituzionale. Fa specie poi vedere la bandiera delle pari opportunità sventolata da assessori e consiglieri che per oltre un anno e in silenzio hanno accettato una giunta nominata in violazione della legge sulle quote rosa, illegittimità sanata solo dopo un ricorso al Tar. Non c’è stata una levata di scudi quando il vicesindaco Troiani chiama coancelle le donne del Pd (con i “mi piace” della Gabellieri o peggio dà della tro…a Franca Rame in un post su Fb). Tutte invettive che sono documentate. Quando l’indignazione è reale, deve esserlo sempre e non solo quando fa comodo. Infine, nessuna lezione su sessismo e parità di genere da una amministrazione che ha istituzionalizzato il pornografico contest Tocca le palme, erigendo la palma fallica a simbolo natalizio della città». Alla fine la mozione sulla massoneria è stata respinta.

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Laura Marinelli, nuova consigliera comunale in surroga a Rogani

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Fabiola Polverini, entrata in consiglio al posto di Perugini

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Civitanova, due new entry in Consiglio: Laura Marinelli e Fabiola Polverini



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