Parentopoli, Costamagna rilancia:
«E’ il momento di avviare la seconda fase»

CIVITANOVA - Dopo l'assoluzione, l'ex presidente del Consiglio comunale continua la sua battaglia per la trasparenza: «Chiedo oggi, come chiesi 7 anni fa, di sapere se ci sono parenti o figli di amministratori e consiglieri comunali assunti in Atac e farmacie»

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Ivo Costamagna

 

di Laura Boccanera

(foto Federico De Marco)

«Occorre una nuova fase dell’operazione trasparenza, lancio la parentopoli due». Ivo Costamagna, fresco di assoluzione dall’accusa di diffamazione dopo una vicenda processuale durata 7 anni e che si è conclusa con il più ampio dei proscioglimenti, apre una seconda parentesi della sua azione politica.

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Ivo Costamagna e l’avvocato Federico Valori

Era il 2010 quando dall’Hotel Miramare di Civitanova lanciò una campagna di chiarezza e trasparenza chiedendo ad amministratori e politici di chiarire le posizioni di alcuni familiari all’interno delle partecipate o con incarichi e assunzioni nell’ente pubblico e torna a chiedere, seguendo la stessa formula trasparenza e chiarezza sulle procedure che avrebbero consentito la chiamata di alcuni parenti di consiglieri e amministratori all’interno delle partecipate Atac e farmacie. Ma prima di addentrarsi all’interno della nuova vicenda, Costamagna lancia il monito politico sulla conclusione della sua ennesima vicenda processuale. Una parentesi che ha avuto uno strascico polemico dopo che il vicesindaco Fausto Troiani (parte civile al processo di Costamagna insieme al fratello Gerardo) in diversi post sui social aveva parlato di prescrizione quale esito del processo quando invece Costamagna era stato assolto. «E’ incredibile che un vicesindaco si comporti così – dice Costamagna – c’erano gli estremi per un’azione penale, ma ne ho abbastanza e non lo denuncerò. Invece proseguirò con un’azione civile per chiedere i danni morali e materiali di tutta la cattiveria gettatami addosso».  Con il rinvio a giudizio infatti Costamagna era stato oggetto di una campagna di affissioni con le quali Vince Civitanova ne chiedeva le dimissioni da presidente del consiglio comunale. Commenta la sentenza anche l’avvocato Federico Valori, legale di Costamagna nel processo contro i fratelli Troiani. «Chi è sui social ha potuto assistere ad uno scontro sulla natura dell’assoluzione del mio assistito – ha commentato Valori – un’assoluzione “perchè il fatto non sussiste” e questo deve offrire alcuni moniti alla politica. Ovvero che chiunque eserciti un potere soggiace ad un principio di trasparenza da parte dei cittadini. Uno dei vizi insiti nella democrazia, già nella sua forma ateniese era che colui che veniva chiamato al governo delle famiglie potesse privilegiare la propria. Oggi si chiama parentopoli, ieri si chiamava nepotismo. E la sentenza avvalora che chi esercita il potere può essere sottoposto a domande anche imbarazzanti. Al giudice abbiamo chiesto l’applicazione di un principio: privilegiare la scelta assolutoria rispetto alla prescrizione ed è piuttosto raro che la sentenza sia “perché il fatto non sussiste”, solitamente nei processi per diffamazione la formula è “perché non costituisce reato”, ovvero la diffamazione non è reato perché ci si appella al diritto di critica o al diritto di cronaca. Qui la formulazione è ancora più ampia e non lascia davvero spazio a interpretazioni».

uniti-per-civitanova-costamagna-mantella-FDM-4-325x217Chiusa la parte relativa al processo Costamagna torna a parlare di parentopoli e al centro della sua nuova azione di richiesta di chiarezza ci sono chiamate e assunzioni in Atac e Farmacie. «Altri prima di me hanno già tirato fuori l’argomento – dice Costamagna – mi aspetto ad esempio che rispondano alle sollecitazioni di Maria Gioia Squadroni, tra l’altro avvocato di Troiani –  che chiedeva al sindaco spiegazioni in merito alla vicenda concorsuale al Paolo Ricci (la Squadroni era membro del cda del Paolo Ricci e ha rassegnato le dimissioni dopo aver segnalato vizi di forma su alcuni verbali precedenti la selezione pubblica a cui ha partecipato anche la moglie del sindaco), ma ancora di più chiedo oggi come chiesi 7 anni fa di sapere se ci sono parenti, figli, di amministratori e consiglieri comunali assunti in Atac e farmacie. Non si tratta di legittimità, ma di opportunità politica».

 

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Sentenza Parentopoli, Costamagna chiede i danni a Troiani «Assolto con formula piena»


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