Sanità, Ciarapica va a Roma
per incontrare il sottosegretario Fugatti:
«Piano scellerato di Ceriscioli»

CIVITANOVA - Il primo cittadino annuncia di aver chiesto un appuntamento: «Lo metterò al corrente dei disagi che i cittadini della nostra provincia e di tutta la Regione devono subire. E intendo parlare dell'ospedale unico. Davvero un algoritmo può decidere dove farlo?»
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Ciarapica

 

Il sindaco Ciarapica verso Roma per parlare di sanità. Ha chiesto un incontro al sottosegretario alla sanità Fugatti il primo cittadino di Civitanova, Fabrizio Ciarapica. All’ordine del giorno la richiesta di parlare della sanità marchigiana per scongiurare l’ospedale unico. Dopo che in conferenza dei sindaci Ciarapica si era espresso parlando di “giorno felice” per la votazione all’unanimità sulla collocazione dell’ospedale unico, dopo le consultazioni con gli altri sindaci, il primo cittadino civitanovese ha deciso di andare a Roma per denunciare i disservizi della sanità marchigiana sotto Ceriscioli. «Ho chiesto appuntamento al sottosegretario alla sanità Fugatti per andare a Roma a parlare con lui sul tema sanità e ospedale unico e per metterlo al corrente sui disagi che i cittadini della nostra provincia e di tutta la Regione devono sopportare – dice Ciarapica – al momento, nelle Marche il lavoro che è stato fatto sulla sanità ha lasciato tutti scontenti, da Pesaro ad Ascoli, creando disservizi, malumori e anche situazioni pericolose per la salute del cittadino. Quello di Ceriscioli, ancora una volta, si dimostra un piano scellerato, il governatore continua a chiedere sacrifici senza dare certezze sui tempi. L’ho sempre detto e lo ripeto con forza: la salute dei cittadini deve essere tutelata e deve venire prima di ogni interesse politico. I cittadini stanno ancora aspettando di capire se l’ospedale si farà o no e nella sanità regna il caos. Una giunta che non è riuscita a stilare un piano sanitario regionale, come potrà gestire la costruzione di ospedali unici in tutta la Regione? Da Macerata non giungono ancora notizie sui dati dei sopralluoghi e, quello che è peggio, è che alla richiesta dei sindaci di parlare col Governatore, lui rispose con un secco “non fate i viaggi della speranza”. Non so se si farà mai questo ospedale, considerando quello che succede a Pesaro, considerando anche da quanto tempo vanno avanti le analisi dei terreni della Pieve. Ma di certo so che, anche se non si farà, dei soldi sono stati già spesi e quei soldi sono importanti risorse dei cittadini sottratte alla sanità regionale. Infine, davvero un algoritmo può decidere dove sia meglio costruire un ospedale? Chi ha programmato l’algoritmo e con quali criteri? Non dimentichiamoci che dietro all’intelligenza artificiale, anche la più avanzata, c’è sempre la mente umana. Un algoritmo che non tiene conto delle esigenze dei cittadini e della complessa conformazione geografica delle Marche. A questo punto servono risposte, e occorre una scelta decisa e coraggiosa che metta un veto sull’ospedale unico alla Pieve e che ripensi tutto senza danneggiare l’intero territorio e garantendo trasparenza per i cittadini, prima di tutto».



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