L’angelo di Montecosaro
fa ingelosire Civitanova

STREET ART - Dopo l'inaugurazione del maxi murales di Anime di Strada il consigliere Rossi critica l'amministrazione Ciarapica: «Costretti a emigrare, a chi davano fastidio?» Il presidente dell'associazione Stefano Ferretti: «Nessuna risposta dal Comune, abbiamo colto un disinteresse»
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di Laura Boccanera

L’angelo del muro è terminato. A poche ore dall’inaugurazione della nuova opera di street art che colora da qualche giorno la parete di un palazzo a Montecosaro, il consigliere comunale di Civitanova Pier Paolo Rossi manifesta il proprio rammarico per la migrazione del collettivo Anime di strada. L’associazione infatti, nata a Civitanova, aveva organizzato in passato gli interventi di street art sulle pareti dei palazzi del quartiere San Marone e quello in omaggio ad Annibal Caro in via Trieste. L’associazione ha anche vinto un bando per interventi di street art sui container delle zone terremotate da cui poi è nato anche un video documentario. Un’opportunità sfumata per la città secondo Rossi a causa del cambio di amministrazione che non ha consentito ai ragazzi di Anime di Strada di continuare a lavorare su Civitanova, costringendoli a trovare “nuove strade”, appunto. E con un post su Facebook, accompagnato da una foto della nuova opera del duo spagnolo PichiAvo, Rossi commenta: «Guardo con ammirazione ciò che “Anime di strada” ha dovuto trasferire a Montecosaro, perché a casa loro non è più possibile. E’ una colpa aver avuto la fiducia di una amministrazione di sinistra? Evidentemente per qualcuno sì. E’ una colpa, sicuramente, non permettere di continuare un progetto che ha portato arte e bellezza in luoghi irrisolti della nostra città. “Anime di strada” va avanti, nonostante i ruffiani di corte».

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Il consigliere Pier Paolo Rossi

Rossi aggiunge poi che trova incomprensibile il fatto che per il lavoro di questa associazione non si sia trovato uno spazio: «Altri progetti e festival di gente vicina alla sinistra sono proseguiti, basti pensare a Cartacanta e allo stesso Rive, non si capisce l’ostracismo su Anime di strada se non con il fatto che magari davano fastidio a qualcuno».

«Siamo contenti che il nostro progetto si sia aperto al territorio, non doveva per forza rimanere radicato a Civitanova – spiega Stefano Ferretti, il presidente di Anime di strada – Abbiamo lavorato anche a Pievetorina e a Montecosaro i rapporti erano consolidati da tempo per fare un intervento di riqualificazione urbana. Spiace certo non poter terminare un lavoro iniziato a Civitanova. Montecosaro per noi non è stato assolutamente un ripiego, abbiamo avuto richieste anche da altri comuni e qui ci siamo trovati benissimo, un’accoglienza quasi commovente. Abbiamo capito però che a Civitanova non c’è l’interesse a portare avanti questo progetto. Abbiamo ormai quasi un anno fa protocollato una richiesta al sindaco per un incontro ma non ci ha mai ricevuto e abbiamo avuto un incontro con l’assessore Gabellieri lo scorso ottobre e congedandosi ci riferì che ci avrebbe fatto sapere, ma non è avvenuto nulla. Abbiamo colto un disinteresse».



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