Truffa milionaria del “vescovo” broker:
blitz e sequestri anche a Macerata

ERA A CAPO di una associazione a delinquere che avrebbe raggirato 72 milioni di euro ai risparmiatori. Nel nostro capoluogo vive una delle persone indagate, si tratta di una donna che aveva un ruolo amministrativo nelle società coinvolte. Anche un anconetano nell'inchiesta
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di Gianluca Ginella

Un vescovo-broker che aveva fondato una sua congrega religiosa era a capo di una associazione a delinquere che, tramite società londinesi, avrebbe truffato risparmiatori per decine di milioni di euro: l’uomo, che si faceva chiamare Max of Stricher, è stato arrestato oggi. L’inchiesta coinvolge anche Macerata e Ancona. A Macerata oggi gli uomini delle Fiamme gialle hanno messo a segno sequestri per equivalente (devono recuperare oltre 22 milioni di euro). Nove in tutto i presunti componenti dell’associazione per delinquere. A capo Massimiliano Muzzi, conosciuto come Max of Strichen, XVII barone di Strichen, un romano che nel 2016 aveva fondato al castello di Petroro un’abbazia ortodossa. Secondo le indagini della Guardia di finanza di Roma sarebbe lui a capo di un’organizzazione criminale che, attraverso una fitta rete di promoter, avrebbe intascato i soldi di ignari investitori per finanziare le proprie attività imprenditoriali.

finanza-sequestro-max-of-1-325x169A scoperchiare la presunta attività illecita le Fiamme gialle con l’operazione chiamata Mediterraneo. Le indagini nascono da un’attività ispettiva della Consob, nel 2014, rivolta ad alcuni promotori finanziari che offrivano investimenti gestiti dall’impresa inglese ‘Lux finance Ltd’, risultata essere riconducibile ad un professionista di origini romane e società a cui altre si legavano. Quello che è emerso dalle successive indagini della Finanza era un quadro di società italiane collegate a società londinesi che avrebbero esercitato in maniera illegittima la racconta di investimenti. Denaro che poi era sparito. Questa mattina i finanzieri, su ordine spiccato dal Gip del tribunale di Roma, hanno arrestato il vescovo autoproclamato Muzzi e hanno dato il via ad una serie di perquisizioni per mettere a segno sequestri per 72 milioni di euro. Gli uomini delle Fiamme gialle sono arrivati anche a Macerata e ad Ancona. A Macerata vive e lavora (oggi per un’altra azienda) una donna che aveva un ruolo amministrativo nelle società legate alla Lux Finance. Nei suoi confronti è stato disposto un sequestro per 22 milioni di euro. Ad Ancona vive invece il responsabile finanziario del gruppo di società che facevano capo alla Lux Finance ltd.  Il principale indagato, secondo le indagini della Finanza, era riuscito ad ottenere decine di milioni di euro dai risparmiatori che poi finivano su due fondi fittizi. Di fatto, invece, il denaro dei risparmiatori spariva. I proventi della maxi frode venivano usati per finanziare numerose attività imprenditoriali che secondo gli inquirenti erano gestite da Muzzi, come una grossa azienda agricola in provincia di Arezzo ed un’associazione teatrale con sede in un’antica Abbazia vicino Todi. Le contestazioni ai 9 indagati sono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata all’abusivismo finanziario, ostacolo alle autorità di vigilanza, truffa, riciclaggio ed autoriciclaggio.



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