Controlli dei Nas nella cucina delle mense scolastiche, l’assessore Capponi: «fiducia nelle forze dell’ordine, il dimensionamento della mensa nel bando non è un obbligo di legge». L’assessore all’istruzione Barbara Capponi interviene dopo la notizia del verbale dei Nas elevato alla All Foods nel quale si contestavano alcune criticità relative alle condizioni igieniche della cucina e alla struttura. Il consigliere Pier Paolo Rossi ieri, appreso del controllo dei Nas (che è stato ripetuto anche ieri in alcuni refettori scolastici) ha contestato all’amministrazione di non aver previsto per il prossimo bando uno standard minimo di dimensione della cucina visto che dal verbale i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni contestano l’esiguità degli spazi. La Capponi rassicura sulle condizioni igieniche: «Le non conformità rilevate dai Nas nel centro di cottura sono state immediatamente oggetto delle nostre attenzioni e ci siamo messi in moto facendo richieste sia ai Nas che all’Asur riguardo a sanzioni e provvedimenti. Le criticità sono state sistemate e in un’ottica di massima trasparenza nei confronti delle famiglie, ho chiesto e ottenuto per i genitori visite di accesso alle cucine, cosa che non era mai avvenuta in passato. Ci tengo anche a ribadire che i membri del comitato tecnico mensa sono stati convocati per ben due volte tra Natale e gennaio per discutere del menù e altre proposte da inserire nel nuovo bando con il quale si riapre la gara d’appalto per la gestione del servizio. Nell’occasione ho ribadito i tempi strettissimi per la presentazione del bando in stazione unica appaltante. Per quanto riguarda invece, nello specifico, la carenza della dimensione dei locali, dove i pasti vengono preparati da oltre dieci anni, non si comprende perché il consigliere Rossi non abbia provveduto quando era presidente della commissione Lavori pubblici e membro della commissione Urbanistica della precedente amministrazione. Sempre a proposito di suggerimenti, Rossi ha protocollato tutta una serie di idee relative alla modifica del regolamento mensa in cui dava diversi spunti relativi anche alla stesura del bando, ma non c’è alcuna menzione da parte sua al dimensionamento minimo delle cucine. La metratura non è elencata negli standard di legge né è un requisito minimo, quindi non solo non è obbligatorio inserirla nel nuovo bando, come ci è stato confermato anche da un parere scritto del Sian dell’Asur, che avevamo già richiesto, ma se inserito potrebbe persino essere da alcuni ritenuto un requisito discriminante, attesa l’autonomia organizzativa delle ditte partecipanti e fermo restando che l’obiettivo dell’amministrazione è quello di avere forniture di qualità indipendentemente dalle dimensioni della cucina in cui vengono preparate».
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Le associazioni e i cittadini pensano quanto segue…… LA TRASPARENZA VA RIVOLTA A TUTTI I CITTADINI E NON SOLO AL COMITATO MENSA. MANCANO LA CARTA DEI SERVIZI (oppure non ne siamo a conoscenza) E GLI STANDARD MINIMI CHE IL COMMITTENTE/COMUNE HA IL DIRITTO DOVERE, COME MOLTI COMUNI VIRTUOSI FANNO, DI CHIEDERE. Miglioriamo la situazione per il bene dei bimbi. Si parla di 1500 pasti in una cucina di 37 metri quadri, come è possibile? La situazione perdura da tanto tempo , è arrivata l’ora di porvi rimedio subito, senza aspettare la discussione di un regolamento di igiene e sanità pubblica. Basterebbe un’ordinanza o un atto di giunta per inserire gli standard minimi di spazi e modalità di conservazione dei cibi o quant’altro assicuri la qualità dei pasti. Perchè aspettare troppo tempo?
Riporto parte di un commento di fb che ci sembra azzeccato….
“A proposito di appalto, se i Nas ed un atto di indirizzo dell’Asur 3 affermano la insufficienza dimensionale dei locali cucina che problema c’è da inserire nel capitolato di appalto il dimensionamento minimo delle cucine? “A pensar male è peccato ma spesso ci si azzecca” (cfr Andreotti)…….