La burocrazia lascia a piedi i medici:
“Le auto donate per il sisma,
ferme ai box da mesi”

IL CASO - A giugno la Federazione nazionale dell'Ordine aveva donato tre Fiat Panda ai comuni terremotati di Visso, Pieve Torina e Fiastra per agevolare l'assistenza sul territorio. Ad oggi non sono ancora state utilizzate e il presidente dell'Ordine dei medici ha scritto al direttore dell'Area Vasta: "Non si può accettare la negligenza e la disinvoltura di aver lasciato passare tutto questo tempo senza fare null'altro che impedire l'uso dei mezzi"
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Chersevani e Sbriccoli alla cerimonia di giugno

 

Una donazione avvenuta cinque mesi fa, tre mezzi fermi ai box. La burocrazia, ancora una volta, segna il passo. E scatena un vero e proprio scontro istituzionale. Da una parte il presidente dell’ordine dei medici di Macerata Amedeo Sbriccoli, dall’altra il direttore generale dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni. La vicenda inizia il 9 giugno quando, con una cerimonia ufficiale, la presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, Roberta Chersevani, venuta apposta da Roma, consegna ai delegati dei sindaci dei comuni di Fiastra, Visso e Pieve Torina, tre Fiat Panda Cross 4×4, messi a disposizione dalla generosità dei medici italiani, allo scopo di rendere più agevoli e sicuri gli interventi di assistenza nelle tre zone sconvolte dai gravissimi eventi sismici dell’ottobre 2016. Da allora le tre Fiat Panda non hanno percorso nemmeno un chilometro. E così oggi, Sbriccoli ha scritto una lettera al direttore dell’Area vasta per chiedere lumi. “Solo un paio di settimane fa, per puro caso – spiega il presidente dell’ordine maceratese – sono venuto a conoscenza del fatto che la direttrice sanitaria di Camerino, Mariarita Paolini, tre giorni dopo (il 12 giugno), con sbalorditiva tempestività, diramava a tutti i medici della continuità assistenziale delle tre zone di Fiastra, Visso e Pieve Torina, senza darne comunicazione né all’ordine donatore, né ai sindaci proprietari, la seguente direttiva: ‘si comunica che le autovetture donate dall’Ordine dei Medici ai comuni di Pieve Torina, Visso, Fiastra per le esigenze sanitarie dei territori terremotati potranno essere utilizzate a conclusione dei percorsi amministrativi che ne disciplinano l’utilizzo’. Sono poi passati quasi 5 mesi senza nuovi sviluppi. E’ difficile immaginare cosa si nascondesse dietro la vaga definizione di ‘percorsi amministrativi’, ma, ripensandoci, forse credo di aver capito”.

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Le tre Panda cross donate a Visso, Pieve Torina e Fiastra

Il problema, neanche a dirlo è burocratico e di costi. “I medici di famiglia e della continuità assistenziale che operano nel territorio – continua Sbriccoli – per gli spostamenti, a proprie spese, usano l’auto personale e l’Asur di questo non si dà pena, ad eccezione di un semplice rimborso chilometrico. In questa situazione, per l’amministrazione sarebbe illogico e irrilevante eccepire sul tipo di macchina usato e su chi ne sia il proprietario, ma, nel caso di un mezzo appartenente ad un’altra istituzione pubblica, visto che il servizio medico compete all’Asur, potrebbe porsi il problema di chi debba farsi carico dei costi e dei consumi, ai quali, grazie a Dio, oggi fanno fronte i medici in prima persona. Ecco il problema dei cosiddetti percorsi amministrativi, e si capisce l’esigenza di un accordo in materia tra l’Asur e i Comuni interessati, ma non si può accettare la negligenza e la disinvoltura di aver lasciato passare cinque mesi senza fare null’altro che impedire l’uso dei mezzi”.

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Alessandro Maccioni

Da qui la questione di fondo sulla gestione Servizio sanitario nazionale. “A questo punto direttore mi chiederà: – conclude Sbriccoli – ‘ma non sarebbe stato meglio fare la donazione all’Asur Marche invece che ai Comuni?’ Bella domanda, ma piuttosto imbarazzante, perché la risposta contraddice le basi dell’attuale organizzazione burocratica del Servizio sanitario nazionale. Le questioni mediche, che non si riconoscono nell’appellativo massificante e generico di sanitario, vanno gestite solo e sempre al singolare. Quell’individuo, quel medico e quella particolare evenienza. Si pretendono il massimo rispetto della persona e dei suoi valori, l’autonomia e la libertà decisionale del medico, la pronta disponibilità degli strumenti e dei collaboratori, mentre male si sopporta la frammentazione degli orari e dei turni di lavoro, sia in ospedale che, peggio ancora, nel territorio. Noi siamo dell’idea che vada rivalutato al massimo il livello domiciliare dell’assistenza medica, infermieristica, ostetrica e riabilitativa. Per questo tuttavia c’è bisogno di una convivenza sensibile e affettuosa tra gli abitanti e della più radicata conoscenza dei luoghi e delle residenze, che rappresentano l’anima delle piccole comunità comunali come dei quartieri delle città. Ecco perché la federazione ha voluto che i Comuni più danneggiati potessero disporre di un veicolo adeguato”.

 

Nuove auto per i medici del cratere: il regalo dell’ordine a Visso, Fiastra e Pieve Torina



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