Memoria della Shoah, rettore e vescovo
al seminario organizzato da Clara Ferranti

MACERATA - Francesco Adornato ha aperto i lavori dell'appuntamento organizzato dalla docente finita al centro delle polemiche per un'Ave Maria recitata a lezione. Faccia a faccia cordiale con Nazzareno Marconi

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Il rettore Francesco Adornato e il vescovo Nazzareno Marconi

 

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Clara Ferranti, Bianca Sulpasso e il rettore Francesco Adornato

 

“E’ un’esigenza per noi, in particolare oggi, una riflessione sulla coralità del dolore che nasce dalla persecuzione. Il dolore ci tocca per l’ingiustizia, ma anche per il sotteso crollo dei valori umanistici e per la riproposizione di barbarie primitive. Il nostro obiettivo, come studiosi e come ateneo, è il legame tra memoria e futuro, ovvero la centralità dell’uomo. Bisogna difendere e proporre sempre la centralità dell’uomo, mai più il razzismo”. Con queste parole il rettore dell’università di Macerata Francesco Adornato ha aperto il seminario di ricerca e disseminazione della memoria organizzato dall’ateneo nell’ambito della Rete Universitaria per il Giorno della Memoria e del Centro interuniversitario “27 gennaio” con il patrocinio e il sostegno della comunità ebraica di Ancona, del consiglio regionale delle Marche, della Regione Marche. A portare il saluto, anche il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, la vicedirettrice del dipartimento di Studi Umanistici Bianca Sulpasso, il presidente della comunità ebraica di Ancona Manfredo Coen. Il seminario era organizzato da Clara Ferranti, la docente finita nell’occhio del ciclone per l’Ave Maria recitata in aula durante una lezione. E anche di questo hanno parlato, a margine del seminario, il rettore e il vescovo. Un faccia a faccia cordiale, dopo le polemiche dei giorni scorsi. Tornando al seminario, due i momenti. Il primo è stato il convegno all’auditorium Unimc con gli interventi di Rita Borioni, Vincenzo Caporaletti, Paolo Coen, Marcello La Matina, Anton Giulio Mancino, Simone Misiani. Nel pomeriggio, al cinema Italia, la suite “Le Imperdonabili”, una elaborazione drammaturgica a cura di Clara Galante per la regia di Alessio Pizzech, un ritratto teatrale di una delle più intense e commoventi figure del Novecento, Etty Hillesum, giovane scrittrice olandese che si trasferirà volontariamente nel campo di concentramento di Westerbork, per contribuire ad alleviare le sofferenze degli internati, e finirà i suoi giorni ad Auschwitz, il 30 novembre del 1943, a ventinove anni d’età.

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Manfredo Coen

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Paolo Coen e Rita Borioni

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