Ci s’innamora del Chienti
molto meno del Potenza
LA DOMENICA DEL VILLAGGIO - Peccato, ma l’amore va vissuto com’è, non prevede ripensamenti né ammette errori
di Giancarlo Liuti
Un comodo collegamento viario fra le valli maceratesi del Chienti e del Potenza non esiste da circa trent’anni – non c’era neanche prima – e va considerato con estremo favore l’annuncio (attenzione, però, alla proverbiale fragilità o evasività degli annunci) di un accordo fra la Regione Marche e i Comuni interessati per la realizzazione di una “bretella intervalliva” – costo settanta milioni – fra Tolentino sul Chienti e San Severino sul Potenza. Chi vivrà vedrà, come sempre. Ma stavolta la cosa sembra seria.
Molto meno serio, invece, è che per arrivare fin qui ci siano voluti almeno trent’anni. Non tutto, ovviamente, si può fare subito. Ma trent’anni, via, sono scandalosamente troppi. Al punto che i responsabili di un così grave ritardo – presidenti e assessori regionali, sindaci, partiti – dovrebbero assumersene, coram populo, la colpa. In varie occasioni mi sono chiesto, ad esempio, per quale ragione economica, sociale, storica e culturale la valle del Potenza , quella che va da Porto Recanati a Fiuminata, sia stata praticamente ignorata dalle classi dirigenti amministrative e politiche provinciali senza badare a un equilibrato sviluppo dell’intero Maceratese e senza cedere a campanilismi e suggestioni elettorali.
Con ciò, intendiamoci, non voglio dire che l’altra via dal mare all’entroterra, quella da Civitanova a Colfiorito, non abbia meritato una particolare attenzione che per l’appunto c’è stata grazie alla superstrada. Dico soltanto che non capisco perché un minimo di attenzione non sia stato riservato pure al collegamento viario fra Porto Recanati, la Macerata di Villa Potenza, San Severino e oltre, costeggiando in tal modo centri di notevoli attività produttive come Recanati, Treia e Cingoli. Le strade, ovviamente, ci sono, ma portano le rughe di un’avanzata vecchiaia, alcune sono perfino pericolose e andrebbero ammodernate. Ma sta di fatto che in questi trent’anni la “simpatia” delle classi dirigenti provinciali – Macerata in primis, come sempre “sedotta” dal versante del Chienti – s’è dimenticata del Potenza ed è cresciuta quella del Chienti, è diventata “amore”. E purtroppo per chi ci casca, l’amore va preso con la massima dedizione.
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Ulteriori ritardi non sarebbero giustificabili, stante che da tempo è possibile dedicare l’amore stradale più focoso anche a più valli alla volta, grazie al via-gra.
t’amo potamologia.