Gli imputati conoscono il napoletano ma non l’italiano, il giudice nomina un interprete. Una decisione singolare quella del giudice Francesca Preziosi del tribunale di Macerata dopo che nell’ultima udienza i sei imputati, in un processo che riguarda spaccio di droga, hanno detto di non capire l’italiano. Il giudice ha così deciso di nominare un interprete, l’avvocato di Civitanova Andrea Di Buono, originario di Napoli, per tradurre dal napoletano. L’udienza si terrà venerdì prossimo. «Una cosa singolare, indirettamente c’è stato un riconoscimento anche giuridico ad una lingua come il napoletano. Mi ha scritto persino l’università di Barcellona che ha saputo la cosa e mi conosceva perché avevo tenuto delle lezioni. Lì è da 15 anni che c’è un corso di laurea in napoletano. E’ da oggi pomeriggio che mi trovo a rispondere a colleghi di Napoli, di Milano, che mi scrivono dopo aver saputo della mia nomina a traduttore». L’avvocato ha rifiutato ogni compenso.
Grande interprete e veramente professionale, bravo Andrea Di Buono
Porcozzzio ma solo a me in questo articolo salta all'occhio solo l'ignoranza (o paraculaggine?) di queste 3 persone? Cos'è,anche questo fa parte della nuova mentalità figa ed alternativa del "VA BENE TUTTO"???? io boh....
Guardi un pò più in là...di rimando e riflesso è stata riconosciuta ulteriormente una identità ad una lingua. Ci sono tante altre storture nel nostro processo, almeno questa ha un risvolto culturale che travalica il singolo caso, per ampiezza di vedute. Grazie e mi scusi, so che non si riferiva alla cultura partenopea, perché so che la terra marchigiana dove vivo da 27 anni è stata sempre accogliente ed aperta. Andrea
Ma infatti il mio riferimento era diretto (proprio come ho scritto) specificatamente a questi 3 personaggi....prendendo per vero ciò che hanno dichiarato,lo trovo culturalmente una disgrazia! Anche io sono un fervido cultore del mio dialetto e lo parlo con orgoglio ogni santo giorno....ma non conoscere (ed in alcuni casi non riconoscere come tale!!) la propria lingua.....non posso non trovarlo preoccupante! Che poi il napoletano possa essere tranquillamente considerata una lingua a sé stante, non ho alcun problema a riconoscerlo. Grazie per questo confronto.
La legge non ammette ignoranza. Punto.
Napule è mille culure, Napule è mille paure Napule è a voce de' creature che saglie chianu chianu E tu sai ca nun si sule Napule è nu sole amaro Napule è addore e mare Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa E ognuno aspetta a 'ciorta Napule è na' camminata, inte e viche miezo all' ato Napule è tutto nu' suonno e a sape tutto 'o munno Ma nun sann' a verità Napule è mille culure, Napule è mille paure Napule è nu sole amaro, Napule è addore è Mare Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa Napule è na' camminata inte viche miezo all'ato Napule è tutto nu suonno e a sape tutto o' munnoù Napule è mille culure, Napule è mille paure Napule è nu sole amaro, Napule è addore è Mare...
Andrea, ce mancavi tu. Anche traduttore dal napoletano, adesso. Quando capito in ufficio mi fai la traduzione di qualche pratica?
Questa notizia è incommentabile.... Napoli fa ancora parte di questo Stato?
Certo Sandro. Insegnano anche il rispetto. Cosa che, a quanto vedo, qui manca.
ma un tempo la legge non diceva che non è ammessa ignoranza ? Non conoscere la lingua italiana all'interno dello stato italiano come la vogliamo chiamare ???
Che vorresti dire che per essere processati bisogna esibire la licenza media?
ahahahaha no ... il mio era un discorso più generale, con tutto il rispetto per tutti, però mi sembra il minimo conoscere la propria lingua d'appartenenza...
C'è chi non la conosce e pur non conoscendola deve essere processato. La legge ammette questa ignoranza.
Il detto "la legge non ammette ignoranza" è una semplificazione dell'art. 5 del codice penale: nessuno può invocare come scusa l'ignoranza della legge penale. Significa che non si può dire "non sapevo che questa cosa fosse reato" per evitare l'imputazione.
Il principio ignorantia legis non excusat si riferisce alla portata della norma ed alla sua applicazione, non alla ignoranza nell'accezione di "non sapere".
E io che dopo sei mesi di Germania ancora non riesco a spiegarmi bene in tedesco, mi sento una capra! Napoli e' in Italia? No va be' facciamoci prendere x il c....
si deve sentire tutto.....incredibile...
Essendo il napoletano ufficialmente una lingua, non c'è nulla di strano o assurdo ad eccezione del fatto che questi sono dei gran paraculo. Ma visto l'elevato acume di certi "commentatori", ci tengo a precisare che nonostante abiti qui da quasi vent'anni, ho spesso bisogno della traduzione quando parlate in dialetto stretto (si il maceratese è un dialetto, non una lingua), quindi non c'è da meravigliarsi se persone di provenienze diverse hanno difficoltà a capirsi, soprattutto se non abituate a parlare in italiano e ce ne sono parecchi.
Ma da quando il napoletano è una lingua ufficiale?
Da qualche anno l'UNESCO la considera come tale e da abruzzese sono d'accordo.
http://www.liberoquotidiano.it/lettere/lettere-al-direttore/1436482/la-lingua-napoletana-patrimonio-dellunesco.html
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dialetto_napoletano È un dialetto nella forma, ma è una lingua nella sostanza, in quanto ha una sua grammatica, una sua sintassi e forme dialettali interne (pugliese, lucano, abruzzese, calabrese e molisano). Ed è inoltre, materia di studio come lingua straniera, in alcuni stati (Spagna, Argentina, Francia ad esempio) Comunque, lingua o non lingua, il motivo per cui è stato chiesto l'interprete è puramente processuale e serve per allungare i tempi.
Ma non era la legge che non ammetteva ignoranza? E' cambiato anche questo?
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Io credo che sia tempo di tornare ai tempi della rivoluzione Francese ….. sono senza parole ….. e se penso che li vanno i soldi delle mie e delle nostre tasse mi fa ancora più rabbia …
da rimpatriare subito in africa insieme ai migranti economici.
Allora, uno che non sa leggere e scrivere, che parla il dialetto di chissà quale sperduto paesino di montagna, che facciamo, gli nominiamo un esperto di belato ovino o di raglio d’asino? Fortuna che ho 59 anni e prima o dopo me ne vado. Dai, veramente, in Italia ogni 20 Km od anche meno, cambia il dialetto… Mediatore culturale per Italiani furbacchioni, nuova professione del III millennio?
Normale che Macerata, capitale (tra l’altro) della lingua italiana, si senta offesa.
Non vedo di che stupirsi. Anche tralasciando le motivazioni di questo imputato in particolare, tanti italiani non padroneggiano l’italiano. Se non si utilizza la lingua scritta, e in più si parla quotidianamente un dialetto – magari uno ben delineato e sviluppato come il napoletano – è facile trovarsi nella condizione di non poter essere pienamente partecipi di ciò che accade durante il proprio processo. Non vi è mai capitato, parlando in italiano, di fraintendere o essere fraintesi da una persona anziana che conosce prevalentemente il dialetto?
Noi siamo tutti qui a leggere un periodico online su internet, ma la realtà è molto variegata. La giudice ha preso una decisione giusta.