Caos in superstrada:
lampeggia e suona il clacson,
poi aggredisce automobilista
TOLENTINO - Una donna avrebbe iniziato a fare segnalazioni ad una 48enne, quando entrambe si sono fermate in una piazzola l'avrebbe presa a calci e pugni. Oggi una 49enne che vive a Civitanova è stata rinviata a giudizio dal gup del tribunale di Macerata
Inizia a lampeggiare e a suonare il clacson ad una automobilista sulla superstrada e, quando entrambe si fermano, la colpisce con pugni e schiaffi: questa in sintesi l’accusa per una 49enne di Tolentino, che vive a Civitanova, che oggi è stata rinviata a giudizio. La donna deve rispondere di lesioni personali. I fatti che le vengono contestati dall’accusa risalgono al 20 maggio del 2013. Quel giorno una 48enne che vive a Tolentino era al volante della sua auto quando, nel tratto tra Sforzacosta e Tolentino, ha notato un fuoristrada con a bordo qualcuno che ha cominciato a lampeggiare e suonare il clacson. Sul veicolo c’erano una donna e un uomo. Il fuoristrada ha superato l’altra auto, si è piazzata davanti, quasi attaccata – questo stando alla denuncia della 48enne – con le 4 frecce d’emergenza accese. Alla prima piazzola il fuoristrada si è fermato. La 48enne ha fatto lo stesso per capire cosa fosse successo. Nell’area di sosta la donna al volante del fuoristrada ha raggiunto l’altra automobilista e, sempre secondo la denuncia, attraverso il finestrino l’avrebbe colpita con pugni, schiaffi e le avrebbe detto: «Ho una bambina piccola in auto, chi ti ha dato la patente?». In seguito la 49enne era stata fermata dall’uomo che era in auto con lei. La tolentinate, sempre secondo l’accusa, aveva riportato lesioni guaribili in 67 giorni. In seguito a quei fatti la 49enne è stata rinviata a giudizio dal gup Domenico Potetti. Parte civile la 48enne, assistita dall’avvocato Sandro Giustozzi.
(Gian. Gin.)

C’è nell’aria qualcosa che ci fa andare fuori di testa, altrimenti non si spiega…..
Segnali pericolosi..
Ma state calmi….
La jende sta furminata
Se facìo cuscì co tutti li mbranati che troo pe strada me davano l’ergastulu