Iat chiuso, Marzetti: “Silenzi immobile”
Ciarapica su Civita.s: “Incarichi a piacimento”

CIVITANOVA VERSO LE ELEZIONI - Il consigliere di opposizione contesta l'assessore sulla chiusura da parte della Regione dell'ufficio informazioni e accoglienza turistica: " Ha accettato la decisione senza muovere un dito, tanto a promuovere il turismo ci pensa lui con i suoi spettacolini". Il candidato di Vince Civitanova sulla short list di disponibilità legali creata per la municipalizzata: "Andava fatta 4 anni fa . Intanto sono state affidate mansioni sempre agli stessi soggetti"

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Sergio Marzetti

 

di Laura Boccanera

«La Regione chiude lo Iat e Silenzi non muove un dito». Il consigliere comunale Sergio Marzetti contesta l’immobilismo del comune che non ha trovato soluzioni alternative alla chiusura dell’ufficio di informazione e accoglienza turistica regionale. « E’ dal 1 aprile che la porta d’ ingresso dell’ufficio di piazza XX Settembre è sbarrata. I due impiegati sono stati trasferiti uno a Fermo e l’altro a Loreto, a Civitanova resta solo l’ ufficio comunale, che peraltro anche in estate resta spesso chiuso anche di sabato e domenica, quando il movimento è superiore. La chiusura, a quanto mi risulta, è dovuta a motivi economici – dice Marzetti – Grave, se si pensa che tutti, a parole, dicono che le Marche debbono puntare sul turismo e poi si chiudono uffici periferici che costano una manciata di euro. Silenzi accetta la decisione senza muovere un dito, tanto a promuovere il turismo ci pensa lui, i suoi spettacolini. Da Silenzi, adesso, mi aspetto la solita risposta ironica che da tempo immemorabile dà a chi si rende protagonista di lesa maestà. Faccia pure, purché non risponda fischi per fiaschi e dica con chiarezza: lui ritiene o no importante un punto turistico regionale a Civitanova? E se sì, perché non  si è adoperato per evitarne la chiusura?»

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Fabrizio Ciarapica

Parla invece di “short list a tempo scaduto” il candidato di Vince Civitanova Fabrizio Ciarapica in merito alla creazione da parte della “Civita.s” di una lista di disponibilità da parte di avvocati del territorio a cui affidare alcuni incarichi che riguardano l’azienda. «La short list andava fatta già 4 anni fa – dice Ciarapica – a dimenticarsi di questo sono stati in due sia il sindaco che il presidente Brandoni, che ha potuto così per i primi 4 anni, in barba alla legge, affidare incarichi a piacimento e senza preventivi. La rotazione degli incarichi è diretta espressione del principio di parità di trattamento e quindi garanzia di trasparenza. Il piano nazionale Anticorruzione, adottato dall’Anac individua il principio di rotazione quale strumento deflattivo della corruzione. Ciò non è stato fatto e di conseguenza nei quattro anni precedenti sono stati affidati incarichi legali a piacimento e sempre agli stessi soggetti in barba alla trasparenza».


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