L’appello del panificio di Visso:
“Aiutateci, in cambio buoni e prodotti”

SISMA - Fabio e Lina Cerri hanno lanciato una raccolta fondi online per riaprire il forno l'Albero del pane, in zona rossa dal 26 ottobre: "Stiamo anticipando tutto di tasca nostra, vogliamo e dobbiamo ripartire"
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Fabio e Lina Cerri nella pasticceria Vissana

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Il forno dei Cerri danneggiato dal terremoto

 

A Visso “per fare un albero ci vuole il pane” e per fare il pane serve la solidarietà di tutti. “Contribuite a far rinascere l’Albero del Pane e il territorio di Visso – dicono Lina e Fabio Cerri, pasticceri e panificatori della perla dei Sibillini – in cambio avrete buoni sconto e potrete assaggiare i nostri pani speciali”. L’appello circola sul portale di crowdfunding Produzioni dal basso e l’obiettivo da centrare in 58 giorni è di 18mila euro (visita il sito). Soldi che servono per le operazioni delicate di recupero dei macchinari dalla zona rossa, dove si trova il forno danneggiato dalle scosse, per il container dove far ripartire l’attività, per ricomprare gli arredi e gli scaffali. “Stiamo anticipando tutto di tasca nostra – dicono Lina e Fabio – e lo stato ci rimborserà, non sappiamo ancora bene quanto e quando, ma vogliamo e dobbiamo ripartire”.

 

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Alcuni macchinari da recuperare

Il forno dei Cerri è attivo nel centro di Visso dal 2005 ma è inutilizzabile dal terremoto del 26 ottobre. Lina e Fabio nonostante il fuggi fuggi di turisti già dal primo sisma del 24 agosto, avevano tenuto duro per tutta l’estate e anche dopo le scosse autunnali che hanno distrutto Visso erano stati tra i primi a riaprire la loro attività: la pasticceria Vissana che per lungo tempo è stato uno dei pochissimi negozi dove trovare da mangiare tra Visso, Ussita e Castelsantangelo. Un piccolo ritrovo nel cuore della devastazione, rifugio per i tanti che in questi mesi, anche sotto la bufera di neve, hanno fatto avanti e indietro per risollevare le sorti della città montana. Compresi i Cerri che, come tanti, sono sfollati sulla costa e così quasi tutti i loro 7 dipendenti. Se la campagna per raccogliere fondi avrà successo la volontà è quella di far rinascere il forno “e con lui una parte dell’economia e del tessuto sociale dei nostri borghi feriti”, dicono i pasticceri.

Visso, tra crolli e neve il sorriso dei pasticcieri (foto/video)



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