Sisma, ricostruzione pesante
Arriva la bozza dell’ordinanza
ma i risarcimenti non convincono

TERREMOTO - Domani i sindaci discuteranno sui contenuti del documento che potrebbe essere pronto in 15 giorni. Il primo cittadino di Visso, Pazzaglini: "Gli importi vanno rivisti". Il sindaco di Treia, Capponi: "Positiva l'apertura della Regione". Al via l'assunzione di nuovo personale per Provincia e Comuni: sarà a chiamata con contratti Cococo. Le prime stalle potrebbero arrivare nel weekend
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Lavori per liberare una strada a Visso, si tolgono le macerie di una casa crollata

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L’incontro con i sindaci

 

di Gianluca Ginella e Claudio Ricci

Sisma, domani al via la discussione che porterà all’ordinanza per la ricostruzione pesante di cui una prima bozza è stata consegnata oggi ai primi cittadini. Tra i nodi che saranno in discussione c’è la quantificazione del risarcimento del danno, ritenuto troppo basso per alcune tipologie di metrature e inferiore a quanto venne disposto per la ricostruzione in Emilia Romagna. La ricostruzione intanto ha cambiato rotta, con i sindaci saranno al centro dei progetti.

«C’è stata una inversione di tendenza, una apertura verso i sindaci. È una nota positiva, oggi batte un colpo la collaborazione tra uffici speciali per la ricostruzione, commissario e sindaci. Domani ci vedremo di nuovo per parlare dell’ordinanza sulla ricostruzione pesante. È stata una fase di avvio positiva, un cambio di marcia».

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Franco Capponi

Così il sindaco di Treia, Franco Capponi. Questa mattina i sindaci hanno partecipato agli incontri con il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, con il presidente della Regione Luca Ceriscioli, con il direttore dell’Ufficio per la ricostruzione Cesare Spuri. Un confronto anticipato dalla prima riunione del comitato ristretto composto anche dal presidente della Provincia, Antonio Pettinari, dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti, dai presidenti delle Comunità montane e degli ambiti sociali e i rappresentanti di Anci. Il commissario Errani è al lavoro in questi giorni per l’ordinanza relativa alla ricostruzione pesante per i danni causati dai terremoti iniziati lo scorso 24 agosto. Una bozza è stata consegnata questa mattina ad alcuni sindaci. Domani pomeriggio ci sarà la discussione vera e propria in modo da acquisire anche i pareri dei primi cittadini e dei loro tecnici. «La cosa che è in ballo è definire il ristoro a livello di danno operativo che hanno i fabbricati – spiega Capponi -. L’ordinanza poi potrebbe uscire nel giro di una 15ina di giorni. Comunque questo tipo di ricostruzione non potrà partire subito perché prima c’è da fare la microzonazione sismica».

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Giuliano Pazzaglini

«E’ una bozza e come tale va presa – dice il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini –. In parte è insoddisfacente per l’aspetto economico e sarà ribadito domani nel corso dell’incontro. Gli importi vanno rivisti». Gli importi previsti sono inferiori a quelli che erano stati stabiliti per la ricostruzione in Emilia Romagna. Sul ruolo dei Comuni aggiunge: «E’ stato fatto un passo importante aumentando le competenze dei sindaci. Ma non reputo che sia sufficiente. Secondo me i Comuni devono ricostruire il pubblico e la Regione controlla – dice Pazzaglini -. Ma non deve essere che i Comuni ricostruiscono il pubblico in parte, deve essere tutto. Se non arriviamo a questo tra qualche mese rischiamo di essere nuovamente in affanno». Capponi poi sottolinea che ci sono «ritardi gravi sulla delocalizzazione delle attività produttive. Abbiamo ritardi sulla liquidazione delle spettanze ai beneficiari. Ci sono imprese delocalizzate da 3 o 4 mesi che non hanno visto un euro. Ciò mette a rischio queste attività».

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Ceriscioli nel corso dell’incontro di questa mattina

Sulla situazione delle stalle: «Il Consorzio di bonifica ha già avviato tutti i lavori. Purtroppo le ditte che si erano presi l’incarico in precedenza non sono state in grado di svolgere il compito – dice Capponi –. Non avevano i crismi per lavorare in emergenza, ma in “tempo di pace”». Sui tempi, le stalle per gli allevatori danneggiati dal sisma del 24 agosto potrebbero arrivare per il fine settimana. Pazzaglini però è critico: «Il Consorzio di bonifica ha confezionato un progetto tipo, che significa saltare il passaggio dell’indagine geologica». Altro punto in discussione oggi il personale che dovrà aiutare alla ricostruzione. In tutto sono 350 i posti previsti per i comuni marchigiani che rientrano nel cratere. Di questi, 217 (il 62%,) saranno assegnati ai comuni in base alle richieste pervenute, ai cas (contributi per l’autonoma sismtemazione) e agli alloggiati nelle strutture di accoglienza. Dieci i tecnici assunti con contratti Cococo destinati agli uffici della Provincia. Un numero che l’ente ritiene insufficiente se riferito ai 900 chilometri di strade provinciali e alle 48 scuole danneggiate dal sisma.

«Per ovviare al ritardo delle assunzioni si è attribuito del personale da chiamare direttamente, dei Cococo – spiega Pazzaglini –. Io avrei preferito attingere alle graduatorie, perché il mio Comune aveva fatto un bando, garantendo parità di accesso a tutti. Avrei preferito assegnazione di personale a tempo determinato che mi consentiva di attingere a quella graduatoria. Capisco però che così si va incontro ai comuni che non avevano fatto il bando. Sinceramente non sono soddisfatto, di sicuro però rinforzare gli uffici era necessario». Sulla ricostruzione leggera: «Adesso c’è da pensare bene a chi non ha la casa e partire con la ricostruzione leggera, in Regione però finora sono arrivati 11 progetti per la ricostruzione» dice il sindaco Nelia Calvigioni. Il primo cittadino di Camerino, Gianluca Pasqui, dopo la riunione di questa mattina sottolinea che: «Non dobbiamo paragonarci con altre situazioni. Non mi interessa cosa è accaduto in Emilia perché non è detto che quel metodo di ricostruzione sia giusto per questo territorio. L’importante è rapportare le nostre zone a delle peculiarità costruttive. Non credo che tutte le aree possano essere equiparate allo stesso rischio sismico. La ricostruzione dovrà avere delle linee guida generali buone per tutti ma anche dei passaggi particolari per le varie zone con una ricostruzione, se necessario, anche differenziata».



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