Enrico Mattei raccontato
agli studenti dell’Ipsia
MACERATA - La sede coordinata del Corridoni ha ospitato l'incontro con Maurizio Verdenelli, che ha scritto due libri sul fondatore dell'Eni
Se ci fosse ancora Enrico Mattei, e se vigesse ancora lo ‘schema Snam’ (l’acronimo della società per i metanodotti del gruppo Eni preso in prestito in quegli anni formidabili per indicare la spiccata inclinazione dell’Ingegnere ad assumere i giovani marchigiani: matelicesi e/ maceratesi sopratutto) per loro, i talentuosi allievi della sede coordinata di Macerata dell’Ipsia ‘Filippo Corridoni’, sezione Elettrotecnica, non ci sarebbe stato problema. Per il dopo. “Subito dopo il diploma, appunto, vi sarebbe arrivata puntuale la busta azzurrina da San Donato Milanese con l’assunzione ad una delle 60 società dell’Eni e via per il mondo! Invece, adesso…” ha detto loro il giornalista Maurizio Verdenelli nel presentare ‘Enrico Mattei, il futuro tradito’ (Ilari editore) venerdì scorso nell’aula delle ‘riunioni’ all’interno degli spazi ‘temporanei’ (nei ‘freschi’ auspici di appena …un decennio fa) che ospita l’istituto a Macerata, in via Barilatti.
“Invece, no! Il nostro diploma ci assicura un futuro lavorativo che finora è stato sempre piuttosto preciso anche se forse con Mattei sarebbe stato diverso ed ancora più rassicurante” hanno risposto loro, ad una voce, i ragazzi delle classi 4. e 5. I quali peraltro sono rimasti affascinanti dalla figura dell’Uomo ‘che guardava al futuro’. Un incontro, proposto dalla prof.ssa Daniela Meschini –che è pure vice presidente dell’associazione Invalidi e Mutilati di guerra- e fortemente voluto dalla dirigente prof. Francesca Varriale. Due ore trascorse via d’un fiato; la proiezione del docufilm Eni ‘Petrolio e Potere. La sfida di Enrico Mattei’ e la drammatizzazione di Ylenia Gazzella (attrice della Ctr di Macerata diretta da Paolo Nanni) la quale ha riproposto insieme con lo stesso Verdenelli, scelti brani e stralci d’intervista ad inquadrare storicamente gli anni di Enrico Mattei, fondatore dell’Eni cui Matelica ha dato ben quattro presidenti, a cominciare dal suo stesso grande concittadino, nato ad Acqualagna nel 1906 ed ‘ucciso’ in un attentato aereo nel cielo di Bascapè, Pavia, il 27 ottobre 1962.
Mattei si sarebbe trovato a suo agio tra i ragazzi del ’Corridoni’, lui che faceva dirigenti solo tra le leve dei giovani (non più dopo i 50 anni, età invece dalla quale scattavano in quegli anni le ‘promozioni’ in una Grande Casa automobilistica). Nello studio del direttore della sede coordinata, prof. Antonello Romagnoli, c’è infatti una splendida, aerea invenzione di uno studente di origine albanese: Armen Memishi. Una lampada a led, costruita con bicchieri di plastica trasparenti: un fiore ‘geniale’ di tenera fattura e di grande luminosità. La lampada-fiore è sempre accesa nello studio di Romagnoli, ad Armen gli fanno i complimenti ma lui si schermisce. Nel corridoio, a contendere lo scarso spazio alla biblioteca a muro, c’è uno splendido parco giochi con ruota ‘panoramica’ perfettamente semimovente così come tutte le altre installazioni. A realizzare la magnifica ‘macchina’, tutta in legno e fili elettrici, i ragazzi dell’ing. prof. Claudio Volga.
Tanta passione, tanta voglia d’insegnare e dall’altra parte, di apprendere. C’è un clima positivo nella scuola, segnalata da due cartelloni un po’ rotti e scoloriti, che s’affaccia su un parcheggio all’ombra della bella chiesa moderna ‘Madre di Dio’. Si sente la fiducia reciproca tra docente e studenti. Il caso Mattei appassiona, si capisce che l’Italia sarebbe progredita ancora più, i poveri sarebbero stati meno poveri se il fondatore dell’enti idrocarburi -per gli americani il ‘New Caesar’- non fosse stato brutalmente ‘sacrificato’ dai disegni oscuri di un Potere dalle mani sporche di sangue. L’Italia… “what if”…già!
A portare i saluti della preside Varriale ci sono i professori
Roberta Campolungo e Renzo Gentili: “Tutto l’Istituto è qui, a Macerata”. Poi, con la prof. Meschini, le prof.sse Francesca Serafini, Emanuela Sarni e il citato prof. Volga. Nella foto di rito con gli ospiti i due rappresentanti di classe: Emanuele Gaglio e Simone Pottetti. C’è pure Micaela Ombrosi che partecipa da ‘cultrice’ dell’attualità agli incontri ‘aperti’ dell’Ipsia che ha in programma un nuovo appuntamento di grande spessore. Con don Aniello Manganiello, già parroco a Scampia, il prete anti-camorra.
Foto di Luciano Carletti




