L’Altare dei mille ceri
compie 140 anni:
si riaccende la magia
APIRO - Nella frazione di Frontale, dal 1877, ogni domenica prima di Carnevale vengono accese per tre giorni centinaia di candele che vanno a formare un'immagine sacra

L’Altare dei mille ceri completamente acceso L’immagine raffigura i simboli dell’Eucaristia

La fase di accensione delle candele
Sono 140 anni che si ripete lo stesso rito nella frazione Frontale di Apiro. Con meticolosità, centinaia di candele vengono sistemate su una struttura verticale posta sull’altare della chiesa di Sant’Anna. Seguendo un bozzetto disegnato su carta nelle settimane precedenti, le fiammelle dei ceri compongono un’immagine sacra che per tre giorni viene accesa per celebrare l’imminente periodo della Quaresima. E così anche quest’anno la chiesa di Frontale (alle 16 di domenica scorsa, di ieri e di oggi) viene illuminata dall’Altare dei mille ceri. L’immagine scelta per il 2017, dopo lo scorso anno dedicato al Giubileo della Misericordia di Papa Francesco, è quella dell’Eucaristia. La fitta rete di candele hanno raffigurato il calice del vino e il pane, ovvero il Sangue e il Corpo di Cristo. Il tema è stato scelto dal comitato di tre donne che, eletto annualmente dal 1877 proprio durante i tre giorni dell’Altare, coinvolge tutte le persone di Frontale per la realizzazione dell’opera. Per godere pienamente della suggestiva composizione – spiegano i più anziani del posto – bisogna socchiudere degli occhi e guardare i “mille ceri” attraverso un sottile fazzoletto di carta. In questo modo si vede solo la luce delle fiammelle e il disegno si rende molto più distinguibile. L’incanto del più che secolare Altare dura come d’abitudine solo per qualche minuto. Don Nazzareno, parroco di Frontale, ha fretta di spegnere al più presto le candele: ogni minimo consumo di cera può compromettere l’intera composizione, che deve durare a tutti i costi almeno tre giorni.
(Leo. Gi.)