Fallimento della Tombolini Industrie:
“Coinvolte molte famiglie terremotate”

CRISI - Solidarietà all'azienda di Urbisaglia da parte della Regione, dei sindacati e dei 150 dipendenti, molti dei quali senza casa dopo il sisma. Ballini della Femca Cisl: "Puntiamo all'operatività in tempi rapidi". D'alessandro della Filctem Cgil: "Diamo respiro a lavoratori e creditori". L'onorevole Ricciatti chiede chiarimenti al ministro del Lavoro Poletti
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La sede della Tombolini

 

Fiorella Tombolini, Marcello Tombolini e Silvio

Fiorella Tombolini, Marcello Tombolini e Silvio

 

di Alessandra Pierini

E’ un intero territorio, già in affanno per il terremoto che lo tartassa da mesi, quello che si sta ribellando al fallimento della Tombolini Industrie. I 150 dipendenti dell’azienda di Urbisaglia, questa mattina, hanno manifestato la loro piena solidarietà e disponibilità alla famiglia Tombolini per il proseguo dell’attività. Ha fatto sentire la sua vicinanza alla realtà aziendale, il cui marchio è conosciuto in tutto il mondo, anche la Regione Marche. Questo pomeriggio si è svolto a palazzo Raffaello un incontro tra la proprietà, gli assessori Loretta Bravi e Angelo Sciapichetti, i sindaci di Urbisaglia Francesco Paolo Giubileo e di Colmurano Ornella Formica. Durante la riunione sono stati fissati gli obiettivi primari: riprendere prima possibile la produzione e provvedere in un secondo momento al consolidamento dell’azienda.

Il fallimento della Tombolini Industrie srl e della Eugenio Tombolini spa, dichiarato dal Tribunale di Macerata su un’istanza proposta dall’Inps relativamente ad un credito che era già stato rateizzato dalla società, ha colto come un fulmine a ciel sereno  sia i lavoratori che l’intero tessuto economico maceratese, visto che è interessato dalla chiusura anche un significativo indotto. 

«E’ stato un secondo terremoto – sottolinea David Ballini della Femca Cisl – per tanti uomini e donne, alcuni anche senza casa a causa del vero sisma, i quali improvvisamente hanno visto cadere un altro dei loro riferimenti. Da parte della Regione abbiamo trovato grande attenzione alla vicenda e condivisione degli obiettivi. Il primo tra tutti è l’operatività della società rimasta attiva. E’ un traguardo raggiungibile per il quale chiediamo l’intervento anche delle istituzioni».
La società, come già annunciato ieri, presenterà un’istanza di sospensiva della sentenza e chiederà l’utilizzo dei beni strumentali per proseguire l’attività e riassumere i dipendenti.

Fa leva sulle esigenze delle famiglie coinvolte anche Vincenzo D’Alessandro, della Filctem Cgil: «Questa vicenda coinvolge famiglie terremotate, in una delle fasi più difficili per il nostro territorio. Abbiamo riscontrato grande sensibilità da parte degli assessori regionali con i quali abbiamo condiviso la necessità che l’azienda riprenda al più presto a lavorare, pur nel rispetto dell’iter che la legge prevede. Questo permetterà di dare respiro ai dipendenti ma anche di sanare la situazione con i creditori».

Chiede chiarimenti e una soluzione di buon senso al ministro del Lavoro Giuliano Poletti la deputata di Sinistra Italiana Lara Ricciatti: “E’ una vicenda che richiede sicuramente dei chiarimenti, sopratutto sulla scelta dell’Inps di presentare una istanza di fallimento, mettendo a rischio 150 posti di lavoro, senza contare l’indotto, e i pagamenti per i fornitori oltre ad una realtà produttiva importante, attiva da 50 anni sul territorio. Per questo ho depositato una interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro per capire cosa sia accaduto”.



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