facebook twitter rss

Castelsantangelo, frazioni annientate
“Il terreno più basso di 20 centimetri”
Il video della zona rossa dell’epicentro

SISMA - La furia del terremoto ha devastato interi abitati che costellavano i dintorni del piccolo comune. Sulla montagna che domina questi luoghi ormai deserti si nota una fenditura lunga chilometri. A Rotelli è crollata del tutto la casa di riposo e nel terreno ci sono voragini larghe un piede. LE IMMAGINI
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

74 Condivisioni

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco16

 

di Federica Nardi

(Foto e video di Federico De Marco)

Stanno nel palmo di una mano quelle pietre che fino a qualche giorno fa erano le case, le chiese e le torri di Castelsantangelo sul Nera. Prima che il terremoto del 30 ottobre assestasse il colpo di grazia alle poche strutture rimaste in piedi. Non solo nel borgo che ora è interamente zona rossa, con la torre crollata, le strade ostruite dalle macerie e l’acqua che sale dai tombini mettendo a rischio allagamento i piani terra, ma soprattutto nelle frazioni che mostrano, tra crolli e muri pericolanti, la quotidianità spezzata di chi ha dovuto abbandonare in fretta e furia la propria casa e il proprio lavoro: letti, armadi, bagni, pezzi di camino. Per fortuna, molti erano scappati già dal 24 agosto o dal 26 ottobre, quando due forti scosse in serata avevano fatto andare via tutti o quasi, risparmiandoli dalla tragedia. La casa di riposo nella frazione di Rotelli, una struttura del 1200 con tanto di mura perimetrali, donata alla città da Angela Paparelli e sistemata pochi anni fa, si è definitivamente sbriciolata. La torre ha perso la cima che ha completamente distrutto il tetto della chiesetta a fianco e nel terreno si sono aperte voragini larghe quanto un piede. Salendo verso Gualdo, ultima roccaforte di Castelsantangelo perché il sisma ha creato un dissesto profondo nella strada che prosegue verso Spina di Gualdo e poi Castelluccio di Norcia, si incontrano vicoli piene di crepe, massi e macerie.

La casa di riposo di Castelsantangelo sul Nera

La casa di riposo di Castelsantangelo sul Nera

La spaccatura sul monte Porche e le frane

La spaccatura sul monte Porche e le frane

 

«Il terreno si è abbassato di 20 centimetri», dice Mauro Camilloni della Protezione civile, che nella frazione aveva una casa sistemata da pochi anni, ora aperta in due dal sisma. «La mia abitazione già il 26 ottobre si è girata su se stessa – dice – I lavori che avevo fatto? Con un terremoto così che ci vuoi fare». Con lui anche Moreno Luciani e Aurelio Del Medico che è capo della Protezione civile di Civitanova. Tutti e due ex vigili del fuoco e ora in prima linea a Castelsantangelo per dare una mano, contare i danni, confortare i pochi che non sono andati sulla costa. Come Sergio Olivieri, 28 anni, che nella frazione di Macchie ha ancora 180 pecore da recuperare tra quello che rimane di un borgo ai piedi del monte Porche. Anche in cima al monte il terremoto ha lasciato un segno, forse più indelebile delle macerie delle città costruite dagli uomini: una spaccatura lunga chilometri, che ha aperto la strada a frane e smottamenti. Nemmeno il cimitero, alle porte di Castelsantangelo, è stato risparmiato. Le mura, già in parte crollate il 26 ottobre, sono venute giù quasi del tutto. Dentro alcune tombe si sono scoperchiate. «Bisogna venire qui per capire cosa è successo», aveva detto ieri il sindaco Mauro Falcucci al presidente della Camera Laura Boldrini, in visita nelle zone dell’epicentro. Unica attività aperta, dopo che anche i bar e la norcineria sono venuti giù, è la postazione mobile delle poste. Da un camion con la scritta blu su sfondo giallo, parcheggiato alle porte della cittadina e dove si può ritirare la pensione o fare una ricarica telefonica ricomincia la normalità di chi fa avanti e indietro dalla costa per non abbandonare il proprio paese.

montagna-spaccata-castelsantangelo-de-marco4

La spaccatura sul monte Porche

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco6

Da sinistra Mauro Camilloni, Moreno Luciani e Aurelio Del Medico

Una bara esce fuori dopo il crollo

Una bara del cimitero di Castelsantangelo esce fuori dopo il crollo

castelsantangelo-terremoto-3-11-2016-de-marco

castelsantangelo-cimitero-e-frana-terremoto-3-11-2016-de-marco-6

Le frazioni di Castelsantangelo danneggiate, in basso una spaccatura del terreno

La spaccatura nel terreno a Gualdo di Castelsantangelo

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco
castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco3

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco4

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco5

Macerie nella frazione di Vallinfante

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco7

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco8

La chiesa accanto alla casa di riposo di Castelsantangelo non ha più il tetto

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco9

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco12

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco13

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco14

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco15

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco17

castelsantangelo-terremoto-frazioni-casa-di-riposo-de-marco18

Vall'infante

Vall’infante

La struttura che ospitava la Norcineria a Castelsantangelo sul Nera

La struttura che ospitava la Norcineria a Castelsantangelo sul Nera

La torre di Castelsantangelo, che aveva resistito a tutte le scosse, è venuta giù il 30 ottobre

La torre di Castelsantangelo, che aveva resistito a tutte le scosse, è venuta giù il 30 ottobre

Sostieni Cronache Maceratesi

Cari lettori care lettrici,
da diverse settimane i giornalisti di Cronache Maceratesi lavorano senza sosta, per fornire aggiornamenti precisi, affidabili e gratuiti sulla emergenza Coronavirus. In questa situazione Cm impiega tutte le sue forze, dando lavoro a tanti giovani, senza ricevere un euro di finanziamenti pubblici destinati all’editoria. Riteniamo che in questo momento l’informazione sia fondamentale perciò la nostra redazione continua a lavorare a pieno ritmo, più del solito, per assicurare un servizio puntuale e professionale. Ma, vista la situazione attuale, sono inevitabilmente diminuiti i contratti pubblicitari che ci hanno consentito in più di undici anni di attività di dare il meglio.
Se apprezzi il nostro lavoro, da sempre per te gratuito, e se sei uno dei 90mila che ci leggono tutti i giorni (sono circa 800mila le visualizzazioni giornaliere), ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento senza precedenti.
Grazie

Puoi donare un importo a tua scelta tramite bonifico bancario, carta di credito o PayPal.

Scegli il tuo contributo:

Per il Bonifico Bancario inserisci come causale "erogazione liberale"
IBAN: IT49R0311113405000000004597 - CODICE SWIFT: BLOPIT22
Banca: UBI Banca S.p.A - Intestatario: CM Comunicazione S.r.l


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X