Migranti a Ussita, previsti 50 posti
“La prefettura non tutela i residenti”

IL CASO - L'avvocato Tina Fusari: "L'ex Mark hotel, che ha vinto il bando, è predisposto per 25 persone, non è idoneo" Il sindaco Marco Rinaldi ribadisce il suo no al progetto e se l'ente avrà un danno ricorrerà alla Corte dei conti
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L'avvocato Tina Ridolfi col sindaco di Ussita Marco Rinaldi

L’avvocato Tina Fusari col sindaco di Ussita Marco Rinaldi

 

di Sara Santacchi

“La questione migranti è diventata per troppi gestori solo un’opportunità di guadagno e la Prefettura volendo risolvere un problema, ne causa a decine a residenti e comunità locali messe davanti al fatto compiuto” è la posizione dell’avvocato Tina Fusari che interviene sulla questione riguardante i migranti da collocare a Ussita, dopo che nei giorni scorsi il sindaco Marco Rinaldi si è opposto a questa decisione giudicandola “inadeguata” (leggi l’articolo). L’avvocato Fusari interviene “a titolo personale” com’è lei stessa a sottolineare “avendo deciso di non assumere incarichi legali né da residenti né dal Comune. Farò comunque tutto ciò che è in mio potere per impedire l’accoglienza nella struttura di Frontignano dei richiedenti asilo politico, perché è inadeguata”. Una non idoneità a 360 gradi: in primis dal punto di vista logistico e sociale, non ultimo perché la struttura non risponde alle condizioni imposte dal vademecum della Regione per gli impianti che possono ospitare migranti. “Io trascorro quasi tutto il mese di agosto a Frontignano, ormai da 40 anni – spiega l’avvocato Fusari – I residenti sono per lo più ultraottantenni e si tratta di una località che amo profondamente, ma si popola un mese l’anno con i proprietari di seconde case: per 10 mesi le abitazioni sono vuote. I miei figli da quando avevano 15 anni non hanno voluto trascorrere più di una settimana a Frontignano perché si annoiavano. Come pensiamo che possa essere giusto alienare delle persone che da lì non possono muoversi? I migranti non si possono parcheggiare, non è questa la soluzione”. La struttura, inoltre, risulterebbe inadeguata per 50 ospiti. Alfredo Bettini, gestore dell’ex Mark hotel che ha vinto il bando indetto dalla Prefettura, per l’individuazione di soggetti interessati alla gestione del servizio di prima accoglienza di cittadini stranieri extracomunitari, ha manifestato, infatti, la volontà di ospitare 50 persone nella struttura predisposta per 25 posti letto, come riportato nel certificato di agibilità della struttura ricettiva, dello scorso luglio, e come ha dichiarato anche la società 2R immobiliare srl nella domanda dello stesso certificato. “Mancanza di idoneità più volte manifestata anche dal Comune – spiega Tina Fusari

L'avvocato Tina Fusari

L’avvocato Tina Fusari

– perché allora sono mancati provvedimenti dalla Prefettura, in tal senso?”. Una situazione che, ovviamente, non rende tranquilli i residenti del piccolo centro dell’entroterra, specialmente i proprietari di seconde case preoccupati che i migranti possano diventare capri espiatori di atti vandalici commessi da terzi: “Purtroppo è capitato in passato e non possiamo permettere che riaccada, per questo staccheremo tutte le utenze in massa”. Una decisione che porterebbe un grande danno al Comune, come sottolinea il sindaco Marco Rinaldi: “Se dovesse accadere scriverò alla Corte dei Conti per il danno arrecato, specie dopo aver ricevuto una lettera lo scorso maggio, in cui la Prefettura mi imputa mancata collaborazione e poca trasparenza, invitandomi a rilasciare l’agibilità”. Irremovibile, tuttavia, la posizione del primo cittadino di Ussita che continua a sostenere l’inadeguatezza della struttura, anche stando ai parametri imposti dal vademecum per le strutture dell’accoglienza dei migranti: “devono essere in luoghi abitati, disposte di trasporti e prive di barriere architettoniche, mentre l’ex Mark hotel non è fruibile dai diversamente abili” sottolinea Rinaldi. Al momento non è ancora stata firmata la convenzione tra Bettini e la Prefettura “ma non si può rinviare alla piccola comunità locale la gestione di tutte le prevedibili conseguenze problematiche –  conclude l’avvocato Tina Fusari – solo per questioni economiche dal momento che lo stesso Bettini, in un’intervista a un giornale di Varese ammette di aver ospitato migranti all’Hotel Stelvio a Sondalo (in provincia di Sondrio) perché i tour operator gli offrono 22 euro e 50 centesimi per la mezza pensione mentre con questa soluzione ne guadagna 43, ad oggi 34”.



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