Falsi certificati di lingua italiana
per ottenere il permesso di soggiorno

TOLENTINO - Ventitre le persone finite sotto accusa in tribunale: 12 sono state rinviate a giudizio, 9 faranno il processo con rito abbreviato, due le posizioni stralciate perché gli imputati sono irreperibili
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Tribunale Macerata (2)

Certificati di conoscenza della lunga italiana contraffatti o alterati per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno: per questa vicenda sino finiti nei guai in 23. Questa mattina si è svolta l’udienza preliminare davanti al gup Domenico Potetti: 12 i rinvii a giudizio, 9 faranno il processo con rito abbreviato, 2 le posizioni stralciate perché gli imputati sono irreperibili. Ad alcuni degli imputati il pm Rosanna Buccini contestava di aver fornito i certificati ad alcune persone che poi li avevano portati in questura per ottenere il permesso di soggiorno (e lì era emerso che i certificati non erano autentici). L’accusa parla di certificati che venivano contraffatti o che venivano alterati e poi allegati alle istanze per il rilascio di un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. In questo modo veniva fatto apparire come risolto il requisito del superamento del test di conoscenza della lingua italiana. A tre degli imputati viene contestato di aver fornito i certificati contraffatti o alterati, ai restanti di averli utilizzati al fine di ottenere il permesso di soggiorno. I fatti contestati vanno dal 20 settembre 2012 al 31 luglio 2013. Sotto accusa sono tutti kosovari e macedoni, residenti a Tolentino. Per i 12 rinviati a giudizio il processo si aprirà il prossimo maggio, per i nove che hanno chiesto di fare l’abbreviato l’udienza è stata invece fissata a dicembre. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Emanuele Senesi, Marco Romagnoli, Alessia Pupo, Lorenzo Vitali, Giampiero Emiliozzi, Stefano Nascimbeni, Sergio Ariozzi, Aldo Cingolani.

(Gian. Gin.)



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