Lo sfogo dei consiglieri
dopo la rivolta dei pescatori

CIVITANOVA - Critiche da destra e sinistra all'ultimo Consiglio comunale. Il centrodestra: "Una delle pagine più brutte della storia della città". Pier Paolo Rossi: "La responsabilità è anche del Pd. Ora c'è un precedente". I carabinieri hanno trasmesso gli atti alla procura

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I pescatori protestano in aula

di Marco Ribechi

Sono di profonda indignazione le reazioni lasciate dall’ultimo Consiglio comunale di Civitanova. L’assedio dei pescatori, che non hanno permesso ai consiglieri di esprimersi, forzando la votazione di un punto all’ordine del giorno (leggi l’articolo) ha lasciato profondi strascichi, sia nell’opposizione che nella maggioranza. Intanto i carabinieri della Compagnia di Civitanova hanno trasmesso gli atti alla procura per valutare se vi siano ipotesi di reato. «Nell’ultima assise è stata scritta una delle pagine più brutte della storia politica e democratica cittadina – commentano i consiglieri Sergio Marzetti, Erminio Marinelli e Claudio Morresi – Non per il risultato finale, quanto per come era stata imbastita la trama della serata. Il sindaco ed i maggiori esponenti del Pd, consapevoli di non avere i numeri per approvare alcuni punti, hanno ad arte strumentalizzato il normale svolgimento del Consiglio».

costamagna chiama i carabineir

Il presidente del consiglio Costamagna chiama le forze dell’ordine per i tumulti in aula

Per il centrodestra la crisi politica è palese: «Hanno esasperato gli animi dei pescatori per poi addossare le colpe a chi non è tenuto a garantire i numeri. Questo è avvenuto per ben due volte questa settimana (leggi l’articolo). Qui invece si accusa l’opposizione perché fa il suo ruolo con serietà. Amministrare con una maggioranza divisa e sfilacciata è un danno alla crescita ed allo sviluppo di Civitanova. Siamo rimasti fino in fondo ed abbiamo votato favorevolmente all’approvazione del nuovo regolamento solo per la sensibilità che nutriamo per le problematiche della Marineria». Non troppo diverse le considerazioni di Pier Paolo Rossi e Belinda Emili, consiglieri di maggioranza che hanno abbandonato l’aula in segno di protesta. «Ha ragione l’opposizione a dire che è stato un momento brutto – dice Pier Paolo Rossi – Non per gli schiamazzi ma perché i consiglieri sono stati obbligati a votare senza essere liberi di fare la propria scelta. In parte per colpa di chi, vicino alla Marineria, è vicino anche al Pd. Il punto sarebbe stato discusso senza problemi se mercoledì i quattro esponenti del partito democratico non fossero stati assenti, facendo chiudere il Consiglio per mancanza del numero legale».

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Dopo la protesta dei pescatori tutti hanno votato a favore dell’anticipazione del punto

Secondo Rossi è stato il Pd a mettere in difficoltà il Consiglio: «Pur sapendo che avremmo votato contro all’anticipazione del punto sono venuti a dirci che i pescatori chiedevano di dibattere il mercato ittico. Ho respinto la proposta perchè chi sta fuori non può cambiare l’ordine del giorno che è stato deciso nella conferenza dei capigruppo. C’è stata una mediazione per spingere ad anticipare. Tra quelli che ci chiamavano buffoni c’era anche qualche “parente”». L’ultima considerazione Rossi la fa sugli interventi successivi alla protesta: «E’ stato brutto anche che dopo tutti si sono discolpati, solo perchè si sentivano in pericolo. Io invece ho rischiato ma non mi sono piegato. La destra era contro il nuovo regolamento, lo avevano detto nella prima conferenza dei capigruppo. Hanno cambiato idea solo perchè la situazione era critica». Rossi conclude facendo previsioni per il futuro: «Si è creato un precedente. Ora si può pilotare il consiglio alzando la voce e minacciando».

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