Morto per la bombola esplosa, la moglie:
“Era uscito per comprarne delle nuove
Dovevamo partire per le vacanze”

CORRIDONIA - La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e c'è un indagato per il decesso di Antonio Mercuri, 43 anni, capo magazziniere di una officina a Tolentino. A casa lo aspettavano per la colazione. Sposato con Sara Cacchiarelli, aveva un figlio di 10 anni. Era in ferie e stavano preparando la partenza con il camper fissata per domenica. Sabato 8 agosto il funerale alle 9,30. Domani camera ardente alle 17

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In basso a sinistra Antonio Mercuri, sopra le bombole che trasportava e a destra l'auto con cui era arrivato all'impianto di Metano e che si è deformata dopo l'esplosione

In basso a sinistra Antonio Mercuri, sopra le bombole che trasportava e a destra l’auto con cui era arrivato all’impianto di metano e che si è deformata dopo l’esplosione

 

La vittima, Antonio Mercuri

La vittima, Antonio Mercuri

 

di Marina Verdenelli 

(foto di Andrea Petinari)

«Era partito di casa per andare a comprarle le bombole perché domenica saremmo partiti con il camper, per le vacanze. Non ha mai fatto un’imprudenza, una cosa del genere, forse qualcuno l’ha consigliato. Lo aspettavamo a casa, doveva portarci la colazione, invece». Il marito non c’è più e lei Sara Cacchiarelli, moglie di Antonio Mercuri, il 43enne morto questa mattina al distributore di metano a Sarrocciano di Corridonia per l’esplosione di una bombola da cucina (leggi l’articolo), cerca una spiegazione sul dramma che ha colpito la sua famiglia. La coppia, innamoratissima, un bambino di 10 anni, Tommaso, idolo del papà, si stava preparando per le ferie. Estetista alle terme di Santa Lucia di Tolentino lei, responsabile magazziniere di una officina sempre a Tolentino lui. Sull’accaduto la procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. C’è già un indagato.

L'auto del 43enne dopo l'esplosione

L’auto del 43enne dopo l’esplosione

LA RICOSTRUZIONE. Mercuri, che abitava in via Nicolai, a Corridonia, in una palazzina condivisa in piani diversi con una delle due sorelle e i genitori, era partito presto da casa. Aveva caricato in auto, la Opel Corsa alimentata a diesel, rossa intestata alla moglie ma che guidava sempre lui, le due bombole verdi per uso domestico, a gpl. Servivano per il camper e per l’imminente vacanza. Raggiunto il distributore si è fermato. Qui c’è una prima ricostruzione dei fatti sui quali stanno procedendo i carabinieri di Corridonia. Dalle notizie trapelate  è emerso che in servizio all’impianto di metano c’era Jacopo I., 23 anni, di Petriolo. Era stato assunto per l’estate, dopo una prima esperienza fatta lo scorso anno. Il contratto era per luglio e agosto, per dare modo al personale fisso di fare le ferie. Mercuri avrebbe chiesto a lui di riempire le bombole. Sarebbe sceso portandone una con sé.

Iacopo Ilari (con la polo a righe) il dipendente in servizio al momento dell'esplosione

Iacopo (con la polo a righe) il dipendente in servizio al momento dell’esplosione

Un errore e una imprudenza sarebbero alla base del tragico epilogo. Nessuna bombola infatti a gpl può essere riempita da un impianto a metano. Hanno pressioni diverse, stando ai vigili del fuoco intervenuti, ed è vietato. L’impianto di metano dove si era fermato non poteva farlo. Il bocchettone della pistola utilizzata per i rifornimenti delle auto infatti non andava bene per la bombola domestica. Sono stati presi due adattatori, è da accertare se li abbia forniti il dipendente o li avesse con sé Mercuri, per far entrare il bocchettone dell’impianto a metano in quello della bombola a gpl. Una manovra mortale.

Le prime ipotesi formulate dagli inquirenti è che Mercuri avrebbe fatto tutto da solo oppure sia stato il giovane dipendente ad iniziare la manovra allontanandosi poi per lavorare. Quando c’è stata l’esplosione il 23enne era infatti distante, stava servendo un cliente. Verrà sentito nelle prossime ore dai carabinieri perché oggi era sotto choc e dopo essere rimasto alcune ore sul luogo, poco prima di mezzogiorno ha chiesto di andare in ospedale. Ha riportato leggere escoriazioni alle braccia. La seconda bombola che era nella vettura non è esplosa. E’ stata trovata compressa da un lato. Deformata la Opel. La moglie era già al lavoro a Tolentino quando è stata informata dell’accaduto. E’ tornata subito a casa dai suoceri, dove aveva lasciato il figlio. Non vedendo tornare il marito era andata al lavoro intanto senza immaginare cosa era successo. Poi ha iniziato a chiamarlo fino alla tragica scoperta.

IL GIOVANE PAPA’. Mercuri era molto conosciuto a Corridonia. I genitori, Maria e Gabriele, erano i titolari del negozio di produzione di vimini “Magame”, in via Nicolai, dove abita tutta la famiglia. Passato al figlio era stato poi chiuso alcuni anni fa. Dolore tra gli amici che lo descrivono come un padre speciale e una persona benvoluta da tutti. “Si adattava a tutte le persone che aveva davanti – lo ricorda Sandro Svampa – dall’intellettuale al meno colto. Lui riusciva a stringere amicizia e a tenere discorsi con chiunque. Ci siamo visti ieri prima di cena, era passato a salutarmi. Abbiamo parlato della sua auto, doveva fargli un pò di manutenzione. Era contento di partire per le ferie”. Mercuri aveva due sorelle, Roberta che lavora per una agenzia immobiliare a Macerata, e Giacoma che è vigilessa a Porto Sant’Elpidio.

Le due bombole di Mercuri sequestrate

Le due bombole di Mercuri sequestrate

FUNERALE. Domani mattina (7 agosto) verrà effettuato un esame esterno al corpo che si trova all’obitorio dell’ospedale di Macerata. Poi verrà rilasciato il nullaosta per il funerale che è stato fissato per sabato 8 agosto alle 9,30 nella chiesa di Santi Pietro Paolo e Donato di Corridonia. Domani alle 15 verrà allestita la camera ardente nella sala del commiato Verdini, a Corridonia, in via Font’Orsola 78/c.

 

 

 

 

 

Uno degli adattatori utilizzati per la bombola poi esplosa

Gli adattatori utilizzati per la bombola poi esplosa



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