Magdi Allam alla Filarmonica
“Il terrorismo si batte con l’orgoglio
della fede e delle nostre radici”

MACERATA - In 150 hanno preso parte all'incontro organizzato dal Rotary. Il giornalista ha analizzato le caratteristiche degli attentati più recenti suggerendo le modalità per affrontare il sedicente "Stato islamico"
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Magdi Allam a Macerata

In 150 al teatro della Filarmonica

In 150 al teatro della Filarmonica

In 150 hanno preso parte all’incontro con Magdi Cristiano Allam organizzato dal Rotary Club di Macerata nei giorni scorsi nel teatro della Società filarmonico-drammatica, dal titolo “Islam e immigrazione: il dovere di difendere la nostra civiltà”. Appassionata partecipazione del pubblico al dibattito.

Dopo il saluto del presidente Francesco Ciotti e del prefetto Aldo Alessandrini, nella sua relazione Allam ha evidenziato le specificità del terrorismo islamico globalizzato prendendo in esame gli attentati di Parigi, Copenaghen , Tunisi  e Sanaa , tutti rivendicati dal sedicente “Stato islamico” sorto a cavallo tra la Siria e l’Iraq. Secondo Allam «sono accomunati da un terrorismo islamico autoctono, perché i terroristi sono cittadini dei paesi colpiti, endogeno perchè si colpisce il proprio paese,  microcellulare, perché ad agire sono micro cellule formate da pochi terroristi, rendendo impossibile prevenire l’attentato perché non lasciano tracce gestendo autonomamente l’organizzazione dell’attentato. Così come è impossibile scardinare la struttura a forma di piovra con la capacità di rigenerare ogni microcellula, perché gli attentatori sono votati al “martirio”, si fanno deliberatamente uccidere dopo aver ucciso il maggior numero possibile di “nemici dell’islam”. Lo fanno convintamente dopo aver subito un lavaggio di cervello ottemperando a quanto Allah ha prescritto nel Corano: “Allah ha comprato dai credenti le loro vite e i loro beni dando in cambio il Paradiso, poiché combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi” (9, 111).  Ha sferrato una guerra di logoramento, colpendo in successione obiettivi secondari, facili anche se simbolici, rendendo difficile l’opera delle forze dell’ordine che vengono dispiegate innanzitutto a protezione degli obiettivi primari.  È un terrorismo islamico che mira a radicare dentro di noi e a diffondere il più possibile la paura, nella consapevolezza che quando saremo sopraffatti dalla paura ci rassegneremo alla sconfitta senza neppure combattere».

Allam ha evidenziato anche la pericolosità della strategia di islamizzazione dell’Europa promossa da sedicenti “musulmani moderati” che, in cambio della rinuncia all’uso della violenza, ottengono e controllano uno “Stato islamico in seno allo Stato di diritto”, formato da una rete sempre più fitta e capillare di moschee, scuole coraniche, enti assistenziali e finanziari islamici, tribunali sharaitici, movimenti e partiti islamici, centri studi e di formazione dediti ad accreditare il reato di islamofobia.

Allam ha infine sottolineato l’estrema importanza della crisi demografica che vede l’Europa collocarsi all’ultimo posto al mondo per tasso di natalità e che pertanto favorisce l’invasione di immigrati, tra cui quelli islamici che sono votati alla nostra sottomissione all’islam.

«Il dovere di difendere la nostra civiltà  – ha detto – passa innanzitutto dal riscatto della consapevolezza e dell’orgoglio di chi siamo sul piano delle radici, fede, identità, valori, regole e civiltà. Solo se saremo forti dentro potremo richiedere ed esigere da tutti coloro che scelgono di condividere il nostro spazio fisico e spirituale l’assoluto rispetto delle nostre leggi e la condivisione dei valori fondanti della nostra umanità, la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta compresa la libertà di abiurare l’islam senza essere condannati a morte per apostasia».



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