“Giacomo Leopardi nato a Montelupone”
Ipotesi “eretica” sul borgo selvaggio

LA RICERCA - A lanciare il sasso su questa possibilità è un comunicato del Comune che racconta una serie di indizi che individuerebbero nella frazione di San Firmano il luogo di nascita del poeta. Ricerche saranno fatte a Roma e all'archivio di Stato di Macerata
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Un ritratto del poeta Giacomo Leopardi

Un ritratto del poeta Giacomo Leopardi

 

di Marco Ribechi

La scritta “Giacomo Leopardi nato a Recanati il 29 giugno 1798” presente in tante biografie potrebbe essere errata. Questa l’ipotesi che si legge in un comunicato dell’ufficio stampa del comune di Montelupone: i natali del poeta immortale potrebbero essere rintracciabili a San Firmano, dove i marchesi Antici possedevano una casa rurale all’ombra dell’antica Abbazia. Per ora non ci sarebbero prove certe ma gli archivi della Biblioteca Chigiana che Mussolini donò al Vaticano e che conserva gran parte degli atti trascritti nei secoli nell’abbazia di San Firmano nascondono alcuni indizi. Il primo – si legge nel comunicato – è da rintracciare nelle ricerche di due insegnanti: “Giuseppe Bolognesi, maestro elementare a Montelupone nel primo dopoguerra, convinto dell’ipotesi San Firmano – si legge – a fine anni Quaranta si recò due volte ai musei vaticani per indagare sul luogo di nascita di Giacomo Leopardi. La terza volta gli fu precluso l’accesso agli archivi per un veto, pare sollecitato in alto loco dall’allora sindaco di Recanati”. Anche il professor Irnerio Madoni, recanatese doc, nel pieno della sua pratica professionale “ripeteva spesso ai suoi studenti – prosegue il comunicato -, che Leopardi era nato a San Firmano. Non risulta che il professor Madoni conoscesse il maestro Bolognesi, tra l’altro le loro militanze politiche erano antitetiche, quindi sono da escludere condizionamenti”. Per quanto riguarda il contesto storico bisogna dire, spiega il Comune, che nel 1798 in zona Recanati c’erano da una parte le truppe francesi di Napoleone (allora capo dell’Armata in Italia) e i Cisalpini; dall’altra, gli “Insorgenti” inquadrati e quelli “sciolti”, considerati spesso briganti e anche operativi come tali. Dopo il Trattato di Tolentino del 1797 tra i francesi e il Papa la situazione era ancora estremamente pericolosa.

San Firmano - Facciata

L’Abbazia di San Firmano

In questo contesto le residenze nobiliari, quale era quella dei Leopardi a Recanati, venivano occupate per creare i quartieri generali. “E’ davvero pensabile – si legge – che il conte Monaldo abbia lasciato la propria famiglia in città in balia delle dinamiche di eventi tanto pericolosi?” La teoria sarebbe supportata dal fatto che i marchesi Antici possedevano numerose tenute a San Firmano. Una in particolare è vicinissima all’Abbazia, distante circa duecento metri dalla stessa e a non più di settecento metri dal confine con Recanati, rappresentato dal fiume Potenza. Vi si accede lungo uno “stradone” ben dritto, tipico delle residenze nobiliari di campagna. “E’ proprio in quel casolare (ex Antici) all’ombra protettiva dell’Abbazia che, secondo l’insistita e mai sopita trasmissione orale, sarebbe nato Giacomo Leopardi a fine giugno 1798” dice ancora il comunicato. La famiglia Leopardi in quegli anni “aveva frequentazioni monteluponesi, che sono documentabili, quale miglior rifugio, per il conte Monaldo, se non l’ombra di una millenaria abbazia, decentrata rispettata anche dalla soldataglia, difesa dalla presenza dei coloni, per proteggere la propria famiglia, con tanto di moglie incinta, in tempi di guerra e di brigantaggio?”. Per verificare se, documenti alla mano, la tesi sia o meno credibile, ulterriori ricerche saranno svolte negli archivi romani, la collaborazione di don Federico Corrubolo, studioso e archivista che ha “scovato” la prima biografia di san Firmano risalente al 1050. Altri accertamenti saranno fatti all’Archivio di Stato a Macerata, dove sono depositati i documenti risalenti agli anni a cavallo del 1800 e relativi ai Comuni locali. Un’ultima pista sono le carte e le quotidiane annotazioni redatte dal conte Monaldo e in possesso del Centro studi leopardiani di Recanati.



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