Primo divorzio low cost in provincia
I due ex sono di San Severino

Carlo Sparvoli e Xulia Vdovina hanno confermato la volontà espressa un mese fa di fronte al sindaco Martini di porre fine agli effetti civili del matrimonio, seguendo l'iter introdotto dalla nuova legge. L'ex marito: " Eravamo separati dal 2007 finalmente abbiamo risolto la cosa in maniera pacifica ed economica". Il primo cittadino: " Il legislatore doveva prevedere maggiori cautele per evitare le facili divisioni delle unioni combinate"
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Cesare Martini, sindaco di San Severino

Cesare Martini, sindaco di San Severino

 

di Claudio Ricci

Detto, fatto: il primo divorzio low cost della provincia è stato confermato questa mattina a San Severino. Alla presenza del sindaco Cesare Martini, Carlo Sparvoli 60 anni collaboratore scolastico e l’ormai ex Xulia Vdovina 40 anni  hanno ribadito la loro volontà di rompere consensualmente l’unione matrimoniale espressa un mese con un atto sottoscritto difronte all’ufficiale di stato Civile. I due hanno utilizzato la novità introdotta dal decreto legge 132 del settembre 2014, convertita in legge da poco più di un mese. Un provvedimento che oggi i comuni delegati in materia devono recepire: in provincia la staffetta era iniziata proprio da San Severino, seguita da Potenza Picena, Porto Recanati, Pollenza e Macerata. Così la coppia settempedana, la prima a fare richiesta ad inizio gennaio, ha portato a termine la pratica al costo di 16 euro, dando seguito alle intenzioni espresse nel certificato sottoscritto alla presenza dell’ufficiale di stato civile. Ora  la coppia ha avuto un mese di tempo per decidere se rendere effettiva la volontà di cessazione degli effetti civili del matrimonio. Se entrambi i coniugi si fossero ripresentanti oggi in comune, avrebbero confermato quanto dichiarato. E così stamattina la divisione è diventata legale a tutti gli effetti e i due sono ormai ufficialmente ex. Un primato che il sindaco Martini, già critico sulle ” priorità” imposte dal governo ai comuni (leggi l’articolo), avrebbe volentieri evitato.

divorzio low cost«Come ho già detto credo che il governo debba preoccuparsi di altro in questo momento – commenta Martini – l’eccessiva semplificazione dell’iter e il suo basso costo possono incentivare troppo il ricorso a questo strumento. Le cautele andavano prese dal legislatore per evitare che i matrimoni potessero essere sciolti facilmente. Vale ad esempio nel caso delle unioni combinate, da cui in questo modo si può recedere con estrema facilità. D’altro canto stamattina il clima è stato cordiale e nel momento in cui c’è piena convergenza di intenti, come ho potuto verificare, ritengo sia più comodo per le parti ricorrere a questa possibilità». Sereno invece Sparvoli che valuta positivamente il nuovo strumento. «Sono favorevole – dice – aspettavamo di divorziare dalla separazione avvenuta nel 2007. Con questo tipo di pratica abbiamo finalmente potuto evitare costi, lungaggini e ricorso agli avvocati. Per me è il secondo matrimonio, il primo l’ho concluso in Romania con una ragazza del posto. Ma lì la burocrazia era molto più snella e assomigliava già 15 anni fa a quella attuale italiana. Sono stato io a rivolgermi al sindaco una volta che la circolare è stata emanata dal ministero. Ci siamo sposati 14 anni fa e il nostro rapporto oggi è molto cordiale e pacifico. Anche oggi dopo la pratica ci siamo salutati amichevolmente e tutto è finito nel migliore dei modi. Adesso siamo soddisfatti e possiamo continuare le nostre vite tranquillamente».



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