Divorzio low cost,
a San Severino la prima richiesta
Martini: “Non sono queste le priorità”

LA LEGGE IN PROVINCIA - Hanno già recepito la normativa Porto Recanati, Potenza Picena e Pollenza, oltre al Comune settempedano. Il sindaco: " Va bene andare incontro ai cittadini ma la ritengo una legge assurda. Il governo intervenga sulle opere pubbliche piuttosto come lo sblocco del cantiere sulla variante del Glorioso opera da tre milioni ferma da mesi" . A Macerata la delibera mercoledì in giunta
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divorziolowcostdi Claudio Ricci

«Il Governo si preoccupa e si affretta a delegare i comuni sui divorzi low cost ma poi finisce per dimenticarsi delle cose serie». E’ critico il sindaco di San Severino Cesare Martini sull’argomento divorzi low cost,  previsti dal decreto ministeriale 132 del settembre 2014 divenuto legge da qualche giorno. Sedici euro, poco più di un quarto d’ora per sbrigare le pratiche all’ufficio anagrafe e gli aspiranti ex, pongono fine alla loro unione. Con o senza avvocati. Il divorzio low cost è anche prêt-à-porter a patto che la coppia non abbia figli o proprietà in comunione in quel caso la faccenda si complica ed è richiesta l’assistenza di un legale. In provincia di Macerata sono  già quattro i comuni che hanno recepito la normativa:  San Severino, Potenza Picena, Porto Recanati e Pollenza. Negli altri centri le delibere sono in via di definizione. Anche nel capoluogo  l’assessore con delega ai servizi Anagrafici Ubaldo Urbani precisa: «Il provvedimento sarà discusso alla giunta di mercoledì e da giovedì potrebbe già essere esecutivo». In alcuni casi, semplifica l’iter e, soprattutto, lo rende più economico. Basti pensare che la presenza di un legale è facoltativa. «Va bene venire incontro ai cittadini – commenta ancora Martini – dando loro la possibilità di separarsi con soli 16 euro (il costo della marca da bollo per l’atto) e in tempi rapidissimi anche se non mi pronuncio sul significato vero di questa operazione in un momento in cui la famiglia è in grave crisi, ma ci sono questioni che forse interessano di più le nostre comunità». Come per un qualsiasi certificato che si fa all’anagrafe davanti ad un ufficiale di stato civile, generalmente il sindaco secondo una formula standard comunicata proprio dal ministero, i coniugi, esprimono la volontà «di voler la cessazione degli effetti civili del matrimonio». Una volta compilato l’atto, che tiene conto dell’unione celebrata, della  avvenuta separazione e della mancanza di figli, sono sufficienti le firme e si diventa ex marito ed ex moglie.

Cesare Martini, sindaco di San Severino

Cesare Martini, sindaco di San Severino

«Qui a San Severino abbiamo già la prima richiesta che dovrebbe essere eseguita entro metà febbraio. Da quel momento i coniugi avranno trenta giorni di tempo. Se torneranno confermeranno la loro volontà. Altrimenti il certificato sarà annullato e occorrerà ripetere l’iter». Tutto questo comporta l’intesa delle due parti a dividersi e trovare una data utile ad entrambi per la compilazione dell’atto. «Da parte del sindaco e dell’ufficio anagrafe ci deve essere massima disponibilità – spiega Martini – nei confronti dei richiedenti. In pratica dobbiamo essere a loro completa disposizione con tutti i contrattempi che un’intesa (anche solo su una data) tra due aspiranti  divorziati può comportare. A mio parere il governo dovrebbe intervenire in questioni ben più serie che riguardano i comuni in un momento di crisi come quello attuale». Il riferimento di Martini nel caso di San Severino è tutto rivolto allo sblocco del  cantiere della Variante del Glorioso.  «Un’opera pubblica del costo di quasi 3 milioni di euro – sottolinea il primo cittadino – ferma al palo a seguito di un provvedimento emesso dal direttore regionale ad  interim del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che ha costretto la provincia, ente esecutore del progetto, a interrompere i lavori. La singolare vicenda, tutta all’italiana – denuncia Martini – si è venuta a determinare a causa del rinvenimento, durante alcuni lavori di scavo, di un muretto di epoca romanica cui non è attribuito praticamente alcune valore. Da mesi, nonostante diversi solleciti, non si riesce a venire a capo della   storia. Chiedo pubblicamente un sopralluogo immediato presso il cantiere della Variante del Glorioso al fine di poter valutare la rilevanza e l’importanza del ritrovamento. Se ciò non avverrà a breve domanderò l’intervento dello speciale nucleo dell’Arma dei carabinieri dedito alla tutela del patrimonio culturale».



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