Addio al geometra Mandolini,
da 15 anni era malato di Sla

RECANATI - Aveva 73 anni, a stroncarlo è stata una polmonite. Domani pomeriggio i funerali. Aveva combattuto la sclerosi usando integratori e rifiutando la medicina tradizionale. In una intervista a CM aveva detto: "Vivo per trovare un po' di felicità ogni giorno"
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Giampaolo Mandolini lo scorso settembre aveva raccontato la sua storia a Cronache Maceratesi (clicca sull'immagine per guardare il video)

Giampaolo Mandolini lo scorso settembre aveva raccontato la sua storia a Cronache Maceratesi (clicca sull’immagine per guardare il video)

Il geometra Giampaolo Mandolini

Il geometra Giampaolo Mandolini

 

Ha lottato per 15 anni contro la Sla, curandosi non con la medicina ufficiale ma con degli integratori, ieri sera, intorno alle 20 è morto il geometra recanatese Giampaolo Mandolini, aveva 73 anni. A stroncarlo non è stata la Sla ma una polmonite. Mandolini si è spento all’ospedale di Macerata, vicino a lui c’erano gli amici che gli sono stati accanto durante gli anni di malattia.

A 57 anni la vita di Giampaolo Mandolini era cambiata, una svolta radicale: era stato allora che aveva scoperto di essere malato di Sla (la sclerosi laterale amiotrofica). Una diagnosi, quella che venne fatta dai medici, che non lasciava spazio a speranza. E anche le medicine che gli erano state prescritte potevano garantirgli pochi mesi di vita. Però Mandolini aveva deciso di fare una cosa: non prenderle. Ma curarsi con degli integratori. Così ha vissuto per 15 anni, fino a ieri sera quando si è spento, per una polmonite. Un uomo coraggioso e intelligente il geometra recanatese, «una persona eccezionale, che ha insegnato a tutti noi» dice l’amico Mauro Tombesi. Domani alle 16, si terrà il funerale di Mandolini, nella chiesa del Cristo Redentore di Recanati, e racconterà di una città scossa per la scomparsa del geometra. Che in una intervista a Cronache Maceratesi (leggi l’articolo) aveva detto «L’obiettivo principale che ho per poter sopravvivere è cercare, per quanto posso, almeno un po’ di felicità tutti i giorni». Una mente lucidissima quella del geometra, appassionato di letteratura e di radio, che sulla sua malattia e sulle cure aveva detto: «Ho indagato sul medicinale che avrei dovuto prendere e secondo me prometteva molto poco, l’allungamento della mia vita di qualche mese. Vorrei tanto che il ministro alla Salute Lorenzin facesse fare una ricerca su questo medicinale per vedere effettivamente che roba è e poi che si destinassero i fondi più per l’assistenza e per la ricerca delle cause della Sla. Io ho voluto distaccarmi dai trattamenti tradizionali affidandomi a medici che hanno puntato a curare ogni organo con diversi integratori alimentari. E così vado avanti».

(Gian. Gin.)

 



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