Staffolani: “Basta con il monopolio
del metano a Macerata”

LA DENUNCIA - Il consigliere del Pd pone degli interrogativi sui prezzi applicati nelle colonnine del capoluogo, ancora alti nonostante il petrolio sia in discesa
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Daniele Staffolani in Consiglio comunale

Daniele Staffolani in Consiglio comunale

Da Daniele Staffolani, consigliere comunale del Pd riceviamo:

«Com’è noto, il prezzo del petrolio ha registrato in pochi mesi una consistente riduzione, da 150 a 46 dollari al barile, cui ha corrisposto un’analoga consistente riduzione del prezzo della benzina e del gasolio per auto. Ciò, tuttavia, almeno a Macerata, non è avvenuto per il metano per auto, il cui prezzo, nonostante anch’esso sia strettamente collegato alla quotazione del petrolio, nelle colonnine della Pieve e di Piediripa, si è attestato da alcuni mesi invariabilmente sull’importo di  1,006 euro al metro cubo, uno dei più alti dell’intera Regione.
Si sta ripetendo, in sostanza, la stessa identica situazione che si era verificata nel 2008, quando vi era stata una cospicua e repentina discesa del prezzo del petrolio,con conseguente riduzione del prezzo della benzina,cui non aveva corrisposto analoga riduzione del prezzo del metano.
Per comprendere meglio i motivi di tale situazione, occorre evidenziare alcuni dati e cioè, in primis, che gli utenti di Macerata si servono essenzialmente in quattro impianti: uno alla Pieve, uno a Piediripa, un altro lungo la Carrareccia in prossimità di Sforzacosta e un altro all’uscita di Villa Potenza,prima di Vallecascia, in territorio di Montecassiano.
Ebbene, a parte la colonnina lungo la Carrareccia, le altre tre sono di proprietà di un’unica ditta, l’A.M.A. Srl di Macerata, la quale, operando praticamente in regime di semimonopolio nel capoluogo, è in grado di fare il bello e il cattivo tempo, determinando il prezzo e i tempi delle sue variazioni.
Peraltro, non molto dissimile è la situazione nel resto della provincia e nell’intera regione, così come già rilevava il Ministero dello Sviluppo Economico in un rapporto del 2008, trasmesso all’allora presidente dell’Autorità garante per la Concorrenza.
“I prezzi del metano auto nelle Marche sono su livelli tra i più alti in Italia e sostanzialmente allineati in tutta la regione. Più nel dettaglio – precisava un comunicato – il rapporto, predisposto dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, con il supporto della guardia di finanza, a seguito dell’indagine conoscitiva sull’andamento del prezzo del metano nelle Marche e di numerose segnalazioni di cittadini, rilevava nelle province di Ascoli, Pesaro, Ancona e Macerata livelli di prezzo superiori rispetto ad altre zone del Paese, e sostanzialmente allineati tra singoli distributori della regione. Si evidenziava, inoltre, la poca trasparenza nella formazione del prezzo e in particolare la limitata autonomia del singolo gestore di fissarlo autonomamente”.
In effetti, nelle Marche, sono presenti in totale 94 distributori di metano, di cui 24 in provincia di Macerata; questi impianti sono in mano a pochissime ditte proprietarie, che operano praticamente in regime di oligopolio, senza che vi sia la possibilità di una reale concorrenza, a tutto svantaggio degli utenti.
E’ una situazione che appare in contrasto con la legge 10/10/1990 n. 287 (Norme per la tutela della concorrenza e del mercato) che, all’art. 2, vieta espressamente le “intese restrittive della concorrenza all’interno del territorio nazionale o in una parte rilevante di esso”, quale può ritenersi la provincia o, meglio, l’intera regione.
In tale anomalo contesto, non ci si può esimere dal segnalare anche il ritorno del fenomeno, assente da qualche tempo, del cosiddetto“metano pesante” nelle colonnine di proprietà dell’A.M.A.: è un particolare tipo di metano che, secondo le spiegazioni fornite dagli addetti alle pompe, proverrebbe dall’Algeria e avrebbe un peso specifico più alto di quello nazionale. In realtà, nonostante il prezzo del pieno, in tali circostanze, comporti per l’utente un esborso superiore di circa il 40% – 50% rispetto al normale, non vi è un maggiore rendimento, se non in maniera minima, in termini di chilometri percorsi, per cui, il metano, alla fine, si rivela pesante solo per le tasche dei cittadini.
Ciò premesso, prendo atto con piacere che da alcuni giorni il prezzo del metano è sceso nelle colonnine di proprietà dell’A.M.A., il cui responsabile era stato da me contattato poco prima, da 1,006  a 0,99 al mc.; si tratta, sicuramente di un atto di buona volontà, ma sicuramente insufficiente, in quanto la modestissima riduzione disposta, pari a circa l’1,7%, risulta del tutto inadeguata rispetto alla riduzione del prezzo della benzina e del gasolio, scesi alla pompa di circa il 20%.
E’ evidente che a questa prima misura dovrà seguire in tempi rapidi una consistente riduzione del prezzo del metano, in misura percentuale pari a quella registrata dalla benzina e dal gasolio, così come non dovrà più ripetersi il fenomeno del cosiddetto “metano pesante”.
Se ciò non dovesse avvenire, non escludo, ovviamente, di investire della questione, data la sua rilevanza, oltrechè il Consiglio comunale, le sedi istituzionali preposte (Autorità Garante della Concorrenza, Garante dei prezzi, guardia di finanza e, non ultima, la Divisione concorrenza della Commissione europea), al fine di fare chiarezza una buona volta sugli effetti distorsivi del prezzo del metano a Macerata e nelle Marche».

 



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