Giudici di pace a palazzo Trevi Senigallia
Carancini: “Nuova dignità ai lavoratori,
compresi gli avvocati”

NUOVA SEDE IN CENTRO STORICO - Taglio del nastro con il presidente del tribunale, Alessandro Iacoboni: "Il palazzo di giustizia è esploso per la carenza di parcheggi, in via Pesaro i giudici stanno in multiproprietà". Il procuratore Giovanni Giorgio: "Pochi spazi in procura, peccato che i legali non siano presenti alla cerimonia"
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(In alto la galleria fotografica di Lucrezia Benfatto)

 

Il taglio del nastro: il sindaco di Macerata Romano Carancini e

Il taglio del nastro: il sindaco di Macerata Romano Carancini e il presidente del tribunale Alessandro Iacoboni

di Alessandra Pierini

Innumerevoli stanze, volte affrescate con colori vivaci e un terrazzo che scopre uno strabiliante panorama di Macerata fino ai Sibillini ospiteranno presto gli uffici del Giudice di pace, invidiati dai colleghi del tribunale che «dopo l’accorpamento hanno spazi molto angusti» ha testimoniato il presidente Alessandro Iacoboni  e della procura come ha evidenziato il procuratore Giovanni Giorgio. 
Nell’assordante assenza degli avvocati maceratesi, i quali necessariamente a palazzo Trevi Senigallia, nuova sede dell’ufficio, diventeranno di casa, ma hanno deciso di disertare l’inaugurazione, come annunciato dal presidente dell’Ordine Stefano Massimiliano Ghio (leggi l’articolo), la cerimonia del taglio del nastro della discussa nuova sede è stata aperta con il rituale taglio del nastro, abbastanza frettoloso per non intralciare la circolazione nella stratta via Santa Maria della Porta. Dopo la benedizione di don Pio Pesaresi, che per l’occasione ha avuto il consigliere dell’Udc, Ivano Tacconi, come chierichetto d’eccezione, è stato il sindaco di Macerata Romano Carancini che continua quello che lui definisce “il ciclo delle restituzioni alla città: «In questa cerimonia semplice – ha annunciato – non vogliamo attaccarci medaglie, ma riconsegnare alla città un luogo, come abbiamo già fatto ad esempio con la sala Castiglioni e palazzo Buonaccorsi.

Inaugurazione Palazzo Trevi Senigallia (6)Questa volta restituiamo Palazzo Trevi, non al piacere di una visita, ma ad un servizio dello Stato e in particolare alla giustizia. Questo diventerà un luogo centrale di vita vissuta e con questa scelta abbiamo seguito, secondo noi, una buona pratica, diminuendo i costi, ricevendo un piccolo affitto figurativo da parte dello Stato, ma soprattutto restituendo dignità a tutti coloro che vi operano, giudici, personale, utenti e naturalmente avvocati – ha sottolineato – le cui condizioni di lavoro non erano attualmente adeguate».
Carancini non si è sottratto alla polemica degli avvocati: «Mi dispiace che  non ci siano, non perché c’è un dissenso ma perché credo che non sia utile aprire polemiche personali e politiche, nel senso più basso del termine, campanilistiche, nelle  istituzioni in questa fase in cui le comunità tendono a disgregarsi. Siamo consapevoli che una sede unitaria sarebbe stata la cosa migliore ma in questo momento non è stato possibile. Speriamo che tutto si possa risolvere, nel frattempo in tanti hanno continuato a lavorare nel silenzio, fino a ieri, per riconsegnare questo luogo che per noi è un orgoglio».

Al centro Guarnieri

Al centro Alessandra Guarnieri, coordinatrice dei Giudici di Pace con il sindaco Carancini e il procuratore Giorgio

Papetti_Carancini_Guarnieri_BianchiniSostiene la scelta dell’amministrazione il presidente del tribunale Alessandro Iacoboni: «La scelta non è stata semplice né unanime, ma venendo qui per la prima volta non posso che essere compiaciuto e stando in una sede carente di spazio devo dire che mi stanno venendo dei pensierini». Gli fa eco il procuratore Giorgio: «I pensierini stanno venendo anche a me». Il presidente Iacoboni ha poi continuato con un’analisi rivolta alla città di Macerata: «Come persona lontana dal territorio e vicina al termine del mio mandato, vi dico che Macerata deve porsi il problema dell’edilizia giudiziaria visto che questa città è stata oggetto del maggiore accorpamento delle Marche. C’è chi dice che questa soluzione è un ripiego ma magari i ripieghi fossero tutti così. Quello che invece devo sottolineare è che il tribunale di Macerata è esploso per l’assoluta carenza di parcheggi. Beati i giudici di Pace – ha concluso- che dagli appartamenti asfittici passano a Palazzo Trevi, mentre i giudici in tribunale sono in multiproprietà».
Lamenta problemi di spazio anche il procuratore Giorgio: «Questa nuova struttura è molto bella. Se arriveranno i due nuovi sostituti procuratori e uno arriverà a gennaio, saremo in difficoltà. Dispiace anche a me l’assenza degli avvocati soprattutto perchè da parte dell’amministrazione c’è stata grande disponibilità».
Ha fatto gli onori di casa Alessandra Guarnieri, coordinatrice dei Giudici di pace: «Il Palazzo è una sede prestigiosa che accoglierà  i giudici di Macerata , Tolentino, Civitanova, Cingoli e Recanati, è un luogo idoneo al lavoro che dovremo fare. Per questo devo ringraziare l’amministrazione di Macerata, il dirigente Tristano Luchetti e l’ingegnere Andrea Fornarelli».

L'assessore

L’assessore Ubaldo Urbani, il sindaco Romano Carancini e l’ingegner Fornarelli

L’assessore Ubaldo Urbani ha annunciato la consegna formale del palazzo nelle prossime settimane, mentre l’ingegner Fornarelli ha sottolineato le caratteristiche tecniche dei lavori: «il palazzo che si affaccia su Santa Maria della Porta, su tre livelli, ha una forma ad elle e piani sfalsati collegati con vano scala e ascensori. Al termine del secondo intervento da 1,5 milioni di euro, ultimato il 29 settembre 2013, sono iniziati i lavori per il restauri  delle volte colorate e di adeguamento dei piani del seminterrato e la piattaforma elevatrice su santa Maria della Porta».

Presenti oltre alle autorità, agli assessori della Giunta Carancini e ai dirigenti comunali, diversi consiglieri tra i quali Massimiliano Bianchini, in duplice ruolo, anche di assessore provinciale, il quale è stato salutato dal sindaco e amichevolmente invitato dallo stesso al brindisi finale. Piccoli gesti ma che sembrano testimoniare un riavvicinamento, forse in ottica elettorale. Tra gli ospiti anche Giacomo Senigallia, ultimo discendente della famiglia proprietaria del palazzo, poi ceduto al Comune.
E fuori dal palazzo, tra i non addetti ai lavori, c’è chi commenta: «Se non altro, hanno ripulito vicolo tra corso della Repubblica e via Santa Maria della Porta, era diventato impercorribile».

 

Il presidente del Tribunale Alessandro Iacoboni e il procuratore Giovanni Giorgio

Il presidente del Tribunale Alessandro Iacoboni e il procuratore Giovanni Giorgio

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Urbani_Frapiccini

Sfrappini_Carancini_Senigallia

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