Alla ricerca della tomba di Carlo Magno
sotto l’abbazia di San Claudio

CORRIDONIA - Accolte le sollecitazioni del Centro studi: una telecamera sarà introdotta da un foro alla destra dell'ingresso
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San Claudio scavi archeologici (1)

L’abbazia durante gli scavi di questa mattina

di Sara Santacchi

 (foto di Lucrezia Benfatto)

Da questa mattina l’abbazia di San Claudio è un “cantiere” aperto, oggetto di indagine e di approfondimento. Tradotto in termini pratici: da oggi si lavora concretamente per verificare se la tomba di Carlo Magno è sepolta sotto all’abbazia, come sostengono da 25 anni gli studiosi del Centro studi San Claudio e, in primis, il professor Giovanni Carnevale. Il primo imperatore del Sacro Romano Impero sarebbe seppellito lì, a pochi chilometri dal capoluogo provinciale. Il nullaosta concesso dalla Sovrintendenza è, chiaramente, il segnale che a San Claudio si nasconde qualcosa in più di un’ipotesi o un’idea campata in aria. A seguire da vicino “gli scavi” da questa mattina, oltre a Daniele Petrella, presidente dell’International Research Institute for Ethnology, anche il giornalista Marco Merola che ha presentato di recente un documentario sulla Bbc. A controllare il lavoro della carotatrice anche Maria Cecilia Profumo, proprio per la Sovrintendenza dei Beni Culturali della regione. La macchina in questione ha creato un buco sul terreno, alla destra dell’ingresso dell’abbazia dal quale sarà introdotta una telecamera per “vedere cosa si nasconde di bello lì sotto – spiega proprio Merola che sta curando i rapporti con la stampa – Potremo vedere solo in un secondo momento se sarà possibile giustificare un progetto archeologico”. La trivellazione è affidata all’archeologo Luca Cutitta dell’associazione Macchina del Tempo.

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Il giornalista Marco Merola

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