Macerata 72^ nella mappa
dell’Italia in crisi

L'indagine de Il Sole 24 ore sui sette anni di crisi economica evidenzia per la provincia maceratese un tasso di disoccupazione triplicato, una contenuta diminuzione dei consumi, un aumento del risparmio, ma anche del ricorso ai prestiti personali
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ALESSANDRO FELIZIANIdi Alessandro Feliziani

Macerata settantaduesima su 103. Nonostante sul fronte occupazionale la provincia registri un pesante bilancio, è questa una posizione accettabile, poiché si tratta di una classifica dove è meglio essere ultimi. Lo precisiamo subito: è un’indagine statistica, con tutti i difetti che essa può avere, sia in relazione ai metodi di analisi utilizzati, sia riguardo alle fonti dei singoli dati raccolti. Tuttavia qualche valore indicativo, senza alcun dubbio, lo ha. Parliamo dell’indagine condotta dal quotidiano economico Il Sole 24 ore su come sono cambiati la produzione, il reddito, il risparmio e la spesa nelle singole province italiane dall’inizio della crisi economica ad oggi. Sette anni, dal 2007 al 2013, in cui – tra costante aumento della disoccupazione e del numero delle persone piombate nella povertà – per la maggior parte delle famiglie la “spending review” si è rivelata una necessità senza alternative.

Ovviamente in questi sette anni non ci sono state province rimaste immuni dagli effetti negativi della crisi economica, ma non tutte ne hanno risentito alla stessa maniera. L’indagine del quotidiano della Confindustia ha voluto proprio evidenziare dove i contraccolpi della crisi sono stati più pesanti e dove meno.

Come dicevamo, la provincia di Macerata (punteggio di 43,7) si colloca a tre quarti della graduatoria, che vede al primo posto Viterbo (punti 63,9), quale provincia dove la crisi si è fatta sentire in maniera più accentuata e all’ultimo posto Vicenza (28,9), provincia dove la crisi è stata meno forte.

Delle province marchigiane, solo Pesaro-Urbino (41,1) è in una posizione migliore rispetto a Macerata, mentre Ancona e Ascoli Piceno (compresa Fermo), hanno riportato punteggi, rispettivamente, di 48,8 e 48,4.

La “mappa dell’Italia in crisi” è stata redatta prendendo in considerazione dieci parametri, a cominciare dal famoso PIL (Prodotto interno lordo) che nel confronto tra il 2007 e il 2013 è negativo per ben 77 province su 110. Per la provincia di Macerata la variazione negativa sul settennato è di meno 5,7%. Nel maceratese si è passati da una valore pro-capite di 23.368 euro del 2007 a 21.946 nel 2013.

Foto Ansa

Quasi triplicato, con un aumento quindi superiore alla media nazionale, il tasso di disoccupazione che, secondo i dati pubblicati da Il Sole 24 ore, nel maceratese è salito dal 4,42% del 2007 al 13,14% del 2013. Si tratta del tredicesimo peggior incremento a livello nazionale.

Minor lavoro significa anche minore capacità di spesa. Nella graduatoria dei consumi delle famiglie, diminuiti in tutte le province italiane, con eccezione di Aosta, la provincia di Macerata registra un calo dell’11,7%. Si tratta di una delle percentuali più basse e, peraltro, decisamente inferiore alla media nazionale (-18,6%).

Molto peggio, invece, il settore della automobili. Le immatricolazioni di auto nuove in provincia di Macerata sono scese del 51% (la media nazionale è -48%), passando dalle 11.323 immatricolazioni del 2007 alle 5.550 del 2013.

I minori consumi non hanno avuto tuttavia una perfetta coincidenza con la minore capacità di spesa. Gli italiani – e i maceratesi non sono stati da meno – hanno preferito risparmiare, per quanto possibile, temendo tempi peggiori. I depositi bancari, che in sette anni sono aumentati in Italia del 67%, nel maceratese sono saliti del 53,7%. Dalla media pro-capite di 12.091 euro nel 2007 si è passati a una media di 18.584 euro nel 2013.

Contemporaneamente, però, i maceratesi hanno fatto ricorso anche a prestiti personali. Contrariamente all’andamento nazionale, che ha visto diminuire di oltre il 7% il ricorso ai prestiti, la provincia di Macerata è stata la quarta in Italia per incremento (+10,6%), con una media pro-capite di 11.951 euro nel 2013, rispetto alla media di 10.805 del 2008.

L’indagine ha preso in esame anche altri parametri: il valore delle case, che in provincia di Macerata è diminuito in sette anni mediamente del 18,2%; la spesa per i farmaci, aumentata dell’1,6%; la produzione media annua dei rifiuti, diminuita del 6,2% (meno della media nazionale); il numero dei laureati, che nella fascia d’età della popolazione compresa tra i 25 e i 30 anni è diminuito del 2,4% a fronte di una media nazionale di + 7,7%.



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